RISOLUZIONE A3-0129/93
Il Parlamento europeo,
-vista la propria risoluzione del 18 aprile 1991 su un profilo generale degli accordi di associazione con i paesi dell'Europa centrale ed orientale
-vista la proposta di risoluzione dell'on. De Clercq ed altri sulle relazioni economiche e commerciali tra la Comunità europea e la Bulgaria (B3-0900/92),
-vista la relazione della commissione per le relazioni economiche esterne (A3-0129/93),
A.considerando che dal crollo del blocco orientale e dell'ex Unione Sovietica nei paesi dell'Europa centrale ed orientale sono in atto profondi rivolgimenti politici tesi alla creazione di democrazie pluralistiche e di sistemi economici basati sull'economia di mercato,
B.rilevando che il mondo occidentale, e in particolare la Comunità europea, è estremamente interessato ad una conclusione positiva di tali processi di riforma, il cui fallimento avrebbe effetti negativi non solo sui paesi in questione ma anche sulla Comunità stessa,
C.ricordando gli accordi di associazione negoziati nel 1991 con la Polonia, l'Ungheria e l'ex CSFR, nel cui quadro la Comunità fornisce un notevole sostegno a tali paesi il cui processo di riforma è attualmente più avanzato, e ritenendo che la Comunità debba dedicare la stessa attenzione anche agli altri paesi dell'Europa centrale e orientale,
D.considerando il programma PHARE e il sostegno del gruppo dei 24 paesi occidentali più industrializzati (G 24), nel cui ambito i paesi dell'Europa centrale ed orientale ricevono soprattutto gli aiuti tecnici necessari ai processi di riforma,
E.considerando la grande importanza strategica di un esito positivo della transizione democratica in Bulgaria e nell'intera regione, ai fini della stabilizzazione nei Balcani,
F.considerando che la realizzazione delle riforme economiche presuppone un governo efficace e appoggiato dalla più ampia maggioranza possibile della popolazione, così da assicurare il consenso in merito alle modalità con cui far fronte solidarmente alle difficoltà economiche e sociali durante il processo di riforma,
1.si compiace del fatto che, dagli inizi degli anni Novanta la Bulgaria, come gli altri Stati dell'Europa centrale ed orientale, si stia adoperando con notevole impegno per il passaggio del proprio sistema economico da un'economia pianificata ad un'economia di mercato;
2.rileva che attualmente la Bulgaria si trova nella fase intermedia delle riforme, fase in cui i meccanismi del vecchio sistema economico hanno perso la loro funzione mentre il nuovo sistema non è stato ancora realizzato al punto da poter far riscontrare i primi risultati di un mutamento positivo;
3.rileva che durante questa fase di transizione si è giunti ad un grave ristagno dell'attività economica in Bulgaria che ha comportato una diminuzione di oltre la metà della produzione industriale e di oltre il 40% del reddito effettivo, e contemporaneamente un aumento della disoccupazione, attestatasi al 15% della popolazione attiva;
4.sottolinea che ai tempi del COMECON la Bulgaria aveva legami particolarmente stretti con gli altri stati dell'Europa centrale ed orientale e in particolare con l'Unione Sovietica, cosicché si trova ora a risentire notevolmente del crollo del sistema economico del COMECON; rileva nel contempo che la Bulgaria è riuscita di recente ad accedere a nuovi mercati non solo in Europa ma anche nel Vicino Oriente;
5.rileva che oltre alla perdita dei tradizionali mercati di sbocco dei prodotti bulgari ulteriori difficoltà sono causate dall'esaurimento delle fonti a basso costo di materie prime e di energia della Bulgaria;
6.ritiene che la cooperazione, soprattutto economica, recentemente avviata tra gli Stati rivieraschi del Mar Nero, possa costituire un utile esempio di buona cooperazione regionale, nient'affatto incompatibile o concorrenziale con le strette relazioni tra la Comunità europea e la Bulgaria;
7.rileva che l'elevata inflazione è dipesa, soprattutto nel 1991, dalla liberalizzazione di molti prezzi e dalla riduzione di molte sovvenzioni statali per i beni di consumo, e sottolinea al tempo stesso come un sistema di prezzi stabile sia estremamente importante per il buon funzionamento di una economia di mercato;
8.riconosce gli sforzi compiuti dal governo bulgaro per la stabilizzazione a livello macro-economico di massa monetaria, interessi, livello dei prezzi e deficit di bilancio, che hanno portato ai primi risultati positivi e hanno contribuito a fornire agli operatori economici e soprattutto agli investitori esteri un contesto più favorevole a investimenti che avranno ripercussioni anche in futuro;
9.rileva con preoccupazione l'elevato indebitamento con l'estero della Bulgaria, pari ad oltre 12 miliardi di dollari, laddove il servizio del debito ha comportato in un recente passato gravi problemi al paese creando ulteriori intralci al processo di riforma;
10.rileva con particolare enfasi la gravità dell'emergenza ambientale che oggi la Bulgaria si trova ad affrontare in alcune sue regioni, e ritiene che il risanamento ambientale debba rappresentare un momento particolarmente importante della cooperazione con la Bulgaria e degli aiuti ad essa concessi;
11.invita la Bulgaria e tutti gli altri Stati del Danubio ad intensificare la loro cooperazione ai fini del risanamento ecologico di tale importante fiume europeo, e chiede alla Comunità di apportare ogni suo utile contributo a tal fine;
12.rileva che la Bulgaria ha ricevuto dalla Comunità crediti a medio termine a livello di bilancia dei pagamenti per un totale complessivo di 400 milioni di ECU, e si attende che tale importo sia sufficiente a fornire al paese il margine di manovra necessario a riequilibrare autonomamente la propria bilancia dei pagamenti;
13.ritiene che un rapido accordo con i creditori privati della Bulgaria, dai quali proviene l'80% circa dei crediti in valuta, sia di importanza fondamentale per la riconversione del debito in quanto premessa per un afflusso di investimenti privati nonché per un sostegno multilaterale da parte del FMI e della Banca mondiale;
14.ravvisa nel miglioramento della bilancia dei pagamenti della Bulgaria un indizio incoraggiante della stabilizzazione del commercio con l'estero che nell'autunno 1992 ha portato ad un costante aumento delle riserve in valuta, fino a oltre un miliardo di dollari;
15.accoglie con favore in tale contesto l'instaurazione della convertibilità della moneta bulgara per tutte le transazioni inerenti alla bilancia delle partite correnti ed auspica che nel prossimo futuro essa venga estesa anche alle transazioni di capitale;
16.riconosce che il miglioramento della bilancia commerciale della Bulgaria è un primo indizio dell'orientamento verso i paesi industrializzati dell'Europa occidentale quali nuovi partner commerciali, ma nota tuttavia che il volume degli scambi commerciali continua ad attestarsi al di sotto dei livelli raggiunti alla fine degli anni Ottanta;
17.rileva il netto incremento delle esportazioni della Bulgaria verso la Comunità, che dal 1988 sono aumentate di quasi il 90%, mentre le importazioni dalla CE nello stesso arco di tempo sono diminuite di circa il 30%, per cui il disavanzo commerciale della Comunità è presumibilmente passato da un miliardo di ECU a 150 milioni di ECU;
18.ritiene che ciò sia il risultato dell'apertura dei mercati della Comunità nel contesto dell'accordo commerciale e di cooperazione concluso nel 1990 con la Bulgaria, nonché delle agevolazioni commerciali concesse a tale paese nell'ambito del sistema di preferenze generalizzate (SPG);
19.riconosce che, in considerazione dei complessi processi di riforma, l'accordo commerciale e di cooperazione CE-Bulgaria non è sufficiente a garantire la cooperazione economica e a livello di politica commerciale tra le due parti contraenti, e si compiace pertanto della conclusione di un accordo di associazione CE-Bulgaria che corrisponde in ampia misura agli accordi conclusi dalla Comunità con la Polonia, l'Ungheria e l'ex CSFR;
20.è favorevole ad una rapida ratifica dell'accordo di associazione in particolare da parte dei parlamenti degli Stati membri, e auspica che nell'ambito di un accordo interlocutorio le disposizioni in materia di politica commerciale ed economica entrino in vigore senza indugio;
21.sottolinea che il rispetto dei principi democratici e dei diritti dell'uomo costituisce una base fondamentale di cooperazione, come enuncia espressamente il disposto dell'articolo 6 dell'accordo di associazione;
22.è consapevole che l'accordo di associazione rappresenta un ulteriore passo verso una più stretta cooperazione con la Comunità europea, come risulta dal preambolo dell'accordo stesso;
23.ritiene che una premessa indispensabile a tal fine sia costituita dal successo delle riforme economiche e dalla completa applicazione dell'accordo di associazione nel periodo previsto;
24.accoglie con favore l'istituzione di una commissione parlamentare mista nel cui ambito sia consentito ai deputati di ambedue le parti di controllare l'applicazione dell'accordo di associazione formulando altresì suggerimenti costruttivi;
25.accoglie con favore la graduale creazione asimmetrica a vantaggio della Bulgaria di una zona di libero scambio con tale paese, che comporterà una completa apertura dei mercati comunitari entro sei anni mentre alla Bulgaria saranno concessi a tal fine dieci anni;
26.riconosce che gli Stati membri della Comunità stanno attraversando un periodo di recessione economica, ma ritiene che l'apertura dei mercati comunitari ai prodotti bulgari non causerà ulteriori gravi problemi alle industrie della Comunità;
27.ritiene che il settore dell'industria siderurgica non si troverà di fronte a particolari difficoltà, in quanto la Bulgaria dispone di capacità di produzione notevolmente inferiori per esempio a quelle dell'ex CSFR, della Polonia o dell'Ungheria;
28.presuppone che i proventi delle esportazioni effettuate dalla Bulgaria in seguito all'apertura dei mercati comunitari forniscano un importante contributo allo smantellamento del debito estero e ad una ripresa della domanda di prodotti bulgari da parte della CE;
29.rileva il notevole potenziale della Bulgaria nel settore agricolo che nel caso di un miglioramento della produttività potrebbe comportare eccedenze suscettibili di esercitare pressioni sui mercati già saturi della Comunità;
30.incoraggia il governo bulgaro a procedere energicamente nel suo processo di riforma, in cui, oltre che alla stabilizzazione macro-economica, deve puntare alla creazione del quadro giuridico necessario ad un'efficace economia di mercato;
31.rileva in tale contesto la grande importanza della privatizzazione dell'economia quale premessa per un'attività economica individuale, mentre ritiene che durante la fase di transizione potrebbero essere ancora opportune nel settore delle grandi imprese forme di proprietà statale, tali comunque da non ostacolare una gestione orientata verso l'economia aziendale e da agevolare il superamento dei problemi sociali connessi ai mutamenti strutturali;
32.è consapevole che solo l'accordo di associazione può fornire il contesto adeguato ad una più stretta cooperazione tra le due parti e che il successo delle riforme economiche dipende in gran parte dagli sforzi e dalla capacità della Bulgaria di attirare investimenti dai paesi industrializzati occidentali;
33.rileva la grande importanza della trasmissione delle conoscenze tecniche indispensabili per il funzionamento di un'economia di mercato, effettuata soprattutto nell'ambito del programma PHARE, in relazione al quale sono stati approvati progetti per un valore complessivo di 190 milioni di ECU;
34.si attende un contributo significativo in particolare da uno scambio di studenti e professori universitari tra la Comunità europea e la Bulgaria, analogo a quello effettuato nel contesto del programma TEMPUS, ma anche da una collaborazione nel settore della formazione professionale; ritiene che la Bulgaria debba partecipare a pieno titolo a tale programma;
35.invita gli Stati membri a fornire ai lavoratori bulgari, nell'ambito di contingenti da fissare annualmente, la possibilità giuridica di acquisire esperienze professionali a tempo determinato nella Comunità;
36.è preoccupato per la difficile situazione della Bulgaria nel settore energetico, che dipende da alcune centrali nucleari di costruzione sovietica il cui cattivo stato rappresenta una minaccia costante non solo per la Bulgaria; accoglie con favore in tale contesto gli sforzi comuni della Commissione e delle autorità bulgare volti a risolvere i gravi problemi di sicurezza mediante il ricorso a dispositivi aggiuntivi e l'ammodernamento;
37.invita la Commissione a fare il possibile per consentire alla Bulgaria di procedere al più presto alla chiusura dei suoi reattori nucleari, mantenendo comunque un sufficiente approvvigionamento energetico, e rileva che per la cooperazione nel settore dell'approvvigionamento energetico sono stati messi a disposizione 21,5 milioni di ECU dai fondi comunitari;
38.considera estremamente importante una stretta cooperazione nel settore della protezione dell'ambiente, nel cui ambito va accordata una particolare priorità agli aspetti ecologici dell'utilizzazione del Danubio;
39.è favorevole ad una maggiore cooperazione a livello regionale della Bulgaria con gli Stati dell'Europa centrale ed orientale, che, pur fornendo agli interessati un prezioso contributo per far fronte alle riforme in atto, non deve comunque rappresentare un'alternativa alla prospettiva di un'adesione alla Comunità europea;
40.appoggia in tale ambito la partecipazione della Bulgaria all'Organizzazione degli Stati del Mar Nero di cui fa parte anche uno Stato membro della Comunità, segnatamente la Grecia;
41.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi degli Stati membri e al governo della Bulgaria.