RISOLUZIONE A3-0128/93
Risoluzione sulle relazioni tra la Comunità europea e la Romania
Il Parlamento europeo,
-vista la proposta di risoluzione degli onn. Newton Dunn e McMillan-Scott sulle relazioni della Comunità con la Romania (B3-2128/90),
-visto l'accordo di commercio e di cooperazione commerciale ed economica fra la Comunità europea e la Romania ,
-vista la conclusione di un accordo europeo di associazione tra la Comunità europea e la Romania in data 1· febbraio 1993,
-visti la relazione della commissione per gli affari esteri e la sicurezza e i pareri della commissione per i trasporti e il turismo e della commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione e i mezzi di informazione (A3-0128/92),
A.considerando che dalla caduta di Ceausescu la Romania ha fatto sforzi concreti per democratizzare la vita politica mediante atti legislativi e l'introduzione dell'economia di mercato, ma che i loro risultati pratici lasciano ancora a desiderare,
B.considerando che dopo le elezioni del 27 settembre 1992 occorre proseguire tali sforzi in modo da incoraggiare il processo di democratizzazione,
C.considerando d'altra parte lo stato di degrado dell'economia rumena, nonché l'insufficienza delle sue infrastrutture di base (trasporti, energia, telecomunicazioni, ecc.),
D.considerando che la Romania dovrebbe continuare i propri sforzi in modo da conseguire un adeguato meccanismo di protezione sociale che faciliti il passaggio all'economia di mercato,
E.considerando tuttavia che la Romania ha grandi possibilità sul piano demografico e delle risorse naturali, e che ciò lascia sperare per il futuro in notevoli potenzialità di sviluppo economico,
F.considerando che la Romania, paese limitrofo della Bulgaria, dell'ex Federazione iugoslava, dell'Ungheria, dell'Ucraina e della Moldavia si trova in una regione sensibile che l'Europa nel suo insieme ha interesse a mantenere stabile,
G.considerando pertanto che occorre sviluppare solidarietà transfrontaliere per mantenere la pace e la stabilità di questa regione nella prospettiva di un sempre più stretto ravvicinamento alla Comunità europea,
H.considerando che la Romania comprende varie minoranze etniche e religiose discriminate dalla autorità e, talvolta, minacciate a livello locale da estremisti nazionalisti,
I.convinto che la Romania rappresenti per la sua storia e la sua cultura una componente essenziale della famiglia europea, il cui apporto troppo a lungo, per circostanze storiche ora superate, è rimasto nell'ombra,
J.considerando che in passato in Romania le minoranze sono state vittime di una rumenizzazione obbligatoria e che talune di queste violazioni dei diritti dell'uomo (in specie nei confronti di Sinti e Rom) sussistono ancora oggi,
K.considerando che la situazione dei bambini in Romania, in particolare degli orfani, ha registrato miglioramenti dopo i cambiamenti politici intervenuti nel 1989, fra l'altro grazie all'aiuto finanziario che la Comunità ha fornito in questo settore attraverso organizzazioni non governative comunitarie,
1.sostiene la costituzione di legami più stretti tra la Comunità europea e la Romania mediante un accordo europeo di associazione;
2.invita i paesi dell'Europa sud-orientale, tra cui la Romania, ad intensificare le loro relazioni reciproche ed a cooperare con i paesi del "Gruppo di Visegrad" per rafforzare i vincoli tra la Comunità europea e l'insieme di questi paesi;
3.invita il governo rumeno a proseguire la politica di riforme sul piano tanto politico quanto economico, in modo da avvicinarsi ai valori ed agli ordinamenti democratici condivisi oggi dalla Comunità europea con gran parte dei paesi europei;
4.ritiene che il Consiglio d'Europa, mediante il suo programma "Démosthène", debba aiutare la Romania a riformare la propria legislazione in modo che questo paese si basi effettivamente sui principi dello Stato di diritto; ritiene in particolare che debba essere soppresso qualunque aspetto del sistema giuridico romeno suscettibile di comportare violazioni dei diritti dell'uomo, che la legge elettorale debba ancora essere migliorata per evitare le possibilità di brogli e che la libertà d'informazione debba essere garantita, soprattutto nel settore audiovisivo;
5.ritiene auspicabile uno sforzo particolare per ampliare la libertà d'informazione ed il pluralismo dei media in Romania: a tal fine reputa necessario assegnare a tale obiettivo una parte considerevole delle risorse finanziarie disponibili nell'ambito del programma per lo sviluppo della democrazia, incluso nel programma PHARE, sotto forma di aiuti tecnici (ad esempio al fine di modernizzare le tipografie, migliorare la distribuzione di opere audiovisive, letterarie e giornalistiche nonché la qualità e la disponibilità di carta), programmi di scambi e incontri tra professionisti a livello europeo, e il miglioramento della formazione nei settori professionali connessi all'informazione;
6.è consapevole della storica importanza che nella transizione verso una "nuova Romania democratica" assume la posizione giuridica, economico-sociale e politica delle minoranze, nel passato così gravemente bistrattate, e dell'altissimo valore che la garanzia del pluralismo religioso, linguistico e culturale assume in una democrazia, dove i diritti di tutte le minoranze debbono essere rispettati e tutelati, ed è attento in particolare alla condizione delle minoranze ungherese, Sinti e Rom, tedesca ed ebraica;
7.si augura che l'ordinamento e tutti i poteri dello Stato rumeno sappiano soddisfare adeguatamente tale esigenza ed assicurare così una buona convivenza tra cittadini di diverse lingue, contribuendo anche alle buone relazioni tra la Romania ed i suoi vicini;
8.auspica e incoraggia l'ulteriore sviluppo dei programmi di dialogo tra rappresentanti di cittadini delle diverse etnie, attualmente promossi da vari gruppi sotto gli auspici della CSCE, ed in particolare del dialogo multilaterale fra rumeni, ungheresi, Sinti e Rom, tedeschi ed ebraici;
9.ritiene che allo sviluppo della democrazia e ad una maggiore partecipazione dei cittadini possa contribuire sostanzialmente il decentramento del potere e la valorizzazione delle Comunità e delle strutture politico-amministrative locali;
10.appoggia la posizione finora adottata dalla Romania nei confronti della Moldavia incoraggiandola a restare fedele, a questo proposito, alle disposizioni degli accordi di Helsinki e della Carta di Parigi;
11.riconosce le difficoltà che pone alla Romania l'osservanza dell'embargo contro la Serbia e il Montenegro decretato dal Consiglio di sicurezza dell'ONU e apprezza che, nel passare in rassegna la situazione nel dicembre 1992, la presidenza del Consiglio abbia concluso che la Romania stava facendo del proprio meglio; ciononostante, invita la Romania a non desistere dai propri sforzi per rispettare pienamente le decisioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in materia di embargo nei confronti della Serbia e del Montenegro e a prendere in proposito le necessarie misure, e sottolinea la necessità di un aumento dell'assistenza comunitaria a tal riguardo;
12.sottolinea l'importanza del dialogo politico previsto nell'accordo di associazione per affrontare i problemi che influiscono o sono suscettibili di influire sulla pace e la stabilità nell'Europa centrale e orientale, nei Balcani, nonché nel territorio dell'ex Unione Sovietica ed auspica che questo dialogo possa aver luogo almeno una volta all'anno a livello multilaterale mediante l'estensione a tutti i paesi dell'Europa centrale e orientale legati alla Comunità europea da un accordo di associazione;
13.accoglie favorevolmente il processo di cooperazione tra i paesi rivieraschi del Mar Nero e si augura che tale cooperazione possa integrarsi con l'intensificazione delle relazioni tra la Comunità europea ed i paesi dell'area in questione;
14.invita la Commissione a servirsi del programma PHARE per potenziare l'azione della Comunità europea in Romania - anche mediante l'azione del G24 e della BERS - in modo da eliminare le carenze dell'economia rumena, sopprimere gli sprechi e costruire un nuovo apparato industriale maggiormente attento nei confronti dell'ambiente;
15.sottolinea anche che la modernizzazione dell'economia rumena presuppone un'azione forte nel settore delle infrastrutture, soprattutto di trasporto, e che taluni collegamenti tra la Romania e i paesi vicini debbono essere sviluppati in via prioritaria, soprattutto verso l'Ungheria, la Bulgaria e, più oltre, la Grecia compiendo comunque un'attenta e lungimirante valutazione dell'impatto ambientale;
16.chiede che nella cooperazione tra la Comunità e la Romania vi sia il massimo impegno a realizzare programmi comuni di tutela e di risanamento ambientale, ad attuare misure economiche ed impiegare tecnologie compatibili con lo "sviluppo sostenibile", richiesto a tutti nell'ambito della recente conferenza UNCED di Rio de Janeiro 1992;
17.chiede che la Romania sia quanto prima integrata nei programmi di istruzione (ERASMUS, LINGUA, COMETT, PETRA ed altri) della Comunità e che la sua partecipazione sia finanziata con i fondi di PHARE; la sensibilizzazione alla tutela dell'ambiente dovrebbe essere a carico del programma PHARE e dovrebbe diventare una priorità nel programma TEMPUS;
18.chiede alle autorità rumene di presentare quanto prima alla Commissione la richiesta di aprire un ufficio di informazione della Comunità a Bucarest affinché i fondi riservati a tal fine possano essere sbloccati; le informazioni fornite non dovrebbero limitarsi agli abituali elementi superficiali, ma dovrebbero fornire dati reali sulla situazione e sui dibattiti nei paesi membri, e ciò in tutte le lingue parlate in Romania;
19.constata gravi carenze nell'infrastruttura culturale rumena e auspica che il Consiglio e la Commissione riservino nel bilancio, a partire dal 1994, considerevoli stanziamenti per la cooperazione nel settore culturale (ad esempio, per la formazione di restauratori di opere d'arte), affinché la clausola culturale dell'accordo di associazione non resti lettera morta;
20.ritiene che meritino particolarmente attenzione e sostegno le relazioni di cooperazione culturale e scientifica, lo scambio di giovani, l'azione delle organizzazioni non governative di volontariato, i gemellaggi, e tutto quanto possa incrementare la reciproca conoscenza diretta tra cittadini della Comunità e cittadini della Romania;
21.invita la Romania ad adottare norme necessarie ad incentivare gli investitori privati stranieri onde accelerare il suo sviluppo economico;
22.dichiara la propria disponibilità ad accogliere favorevolmente l'accordo di associazione tra la Comunità europea e la Romania, ma esige garanzie da parte del governo per quanto concerne:
a)il proseguimento del processo di democratizzazione, in particolare il rispetto dei diritti dell'uomo e dei diritti delle minoranze, nonché la libertà di informazione, in particolare nel settore audiovisivo, e la piena libertà di culto;
b)il rispetto degli atti internazionali firmati dalla Romania, in particolare gli accordi di Helsinki e la Carta di Parigi, in modo che le attuali frontiere non siano causa di nuovi conflitti;
c)il rispetto delle decisioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nei confronti dell'ex Iugoslavia;
d)il proseguimento delle riforme economiche in ordine alla realizzazione di un'effettiva economia sociale di mercato;
23.attribuisce alla garanzia della prosecuzione delle riforme politiche ed economiche, dei diritti dell'uomo e delle minoranze, la massima importanza ai fini della propria pronuncia sull'accordo di associazione;
24.ritiene che, poiché l'accordo di associazione consente l'accesso alla Comunità al carbone e ai prodotti connessi, tutti gli Stati membri della Comunità debbano essere soggetti a disposizioni analoghe;
25.ritiene che, poiché l'accordo di associazione consente l'accesso alla Comunità ai prodotti agricoli, questi devono essere oggetto di regolari verifiche onde garantire un equilibrio del pacchetto di scambio;
26.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio, al Consiglio d'Europa, nonché al governo e al parlamento rumeni.