Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
mar 28 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio PE
PARLAMENTO EUROPEO - 26 maggio 1993
Consiglio europeo di Copenaghen

B3-0668 e 0774/93

Risoluzione sul Consiglio europeo di Copenaghen

Il Parlamento europeo,

A.considerando il netto aggravarsi della situazione del mercato dell'occupazione, che vede attualmente oltre 17 milioni di disoccupati, e la revisione verso il basso delle previsioni di crescita per il 1993, che dovrebbe situarsi intorno allo O% o persino al di sotto, e sapendo che per arrestare la crisi occupazionale occorrerebbe una crescita minima del 2,5%,

B.preoccupato per il diffondersi tra la popolazione dello scetticismo nei confronti delle istituzioni comunitarie, che si rivelano, come i governi nazionali, incapaci di fornire soluzioni adeguate ai problemi della disoccupazione, dell'insicurezza, della guerra nei Balcani, dell'ambiente,

C.considerando che le incertezze connesse al divenire dell'Unione europea hanno inciso sul clima economico e che la credibilità della Comunità di fronte ai suoi cittadini dipenderà dalla sua capacità di risolvere i suoi problemi economici,

D.considerando che la Comunità deve presentare al vertice dei paesi del G 7 una posizione comune che le permetta di svolgere un ruolo nel rilancio dell'economia dei paesi industrializzati,

1.si rallegra con il governo della Danimarca e ringrazia il popolo danese per aver consentito il proseguimento della costruzione europea ratificando il Trattato di Maastricht con una netta maggioranza; spera che, una volta riconquistata la fiducia e fugati i timori, la Danimarca non debba far uso delle deroghe che le sono state accordate dal Consiglio europeo di Edimburgo, restando quindi un membro a pieno titolo della futura Unione europea;

2.chiede che la procedura di ratifica si concluda tempestivamente in modo che il Trattato entri quanto prima in vigore nella sua integralità consentendo in tal modo di dare nuovo impulso alla costruzione europea;

3.scongiura il Consiglio europeo, di fronte alle gravi minacce che pesano su tutti gli Stati della Comunità, di porsi al di sopra delle divergenze nazionali e di far prevalere l'interesse comune, fornendo di nuovo l'impulso necessario all'azione comunitaria nei settori che lo richiedono, e più in particolare:

I.sul piano economico, sociale e dell'occupazione

l'iniziativa di crescita di Edimburgo

4.sottolinea la necessità che la Comunità migliori la competitività della sua industria attraverso un mercato comunitario più efficace, condizioni monetarie stabili, un coordinamento effettivo della politica economica e degli investimenti degli Stati membri e una sana politica finanziaria;

5.deplora che dal Consiglio europeo di Edimburgo la Comunità e i suoi Stati membri siano stati incapaci di prendere le decisioni necessarie a rilanciare l'economia comunitaria e a prevenire un ulteriore calo degli investimenti, nonostante il netto peggioramento della situazione;

6.deplora la mancanza di cooperazione economica e finanziaria fra gli Stati membri, che avrebbe loro consentito di utilizzare i margini di manovra esistenti in ciascuno Stato; ritiene che i criteri di convergenza consentano ampi margini di manovra e che questi non vadano utilizzati subito bensì nel 1997 o nel 1999, la qual cosa comporta la necessità di far regolarmente riferimento ai principi sanciti dal Trattato di Maastricht;

7.chiede inoltre al Consiglio e alla Commissione di fissare obiettivi per una reale convergenza economica all'interno della Comunità, che tenga realmente conto della situazione sociale e non soltanto degli indicatori economici;

8.si rammarica per il fatto che, a causa della differenza nei tassi di interesse reali a breve termine tra la Comunità, gli Stati Uniti e il Giappone, che ha comportato una sopravalutazione delle valute dello SME, l'industria comunitaria debba ora affrontare la concorrenza; si rammarica inoltre per il fatto che i politici europei, a differenza dei loro colleghi statunitensi e giapponesi, siano incapaci di ridurre i tassi di interesse;

9.rileva che l'impatto anti-recessionistico della spesa pubblica è massimo quando la spesa è concentrata sui ceti meno abbienti della società e chiede pertanto che sia concordato un programma tra Commissione, Consiglio e Stati membri per rafforzare la dimensione coesiva delle politiche comunitarie e le misure ridistributive all'interno degli Stati membri;

10.ritiene dunque essenziale l'attuazione del Fondo di coesione e l'adozione della riforma dei Fondi strutturali, che dovranno essere dotati di mezzi adeguati;

11.chiede maggiori investimenti in infrastrutture rispettose dell'ambiente, in programmi ambientali, nel risanamento urbano e nell'istruzione, nonché l'estensione di servizi pubblici ad alta intensità di manodopera più rispondenti ai bisogni della gente e la promozione di ricerca e sviluppo;

12.ribadisce che la via europea alla ripresa economica risiede nello sfruttamento e nello sviluppo delle capacità e dell'impegno dei suoi popoli, mediante un più stretto dialogo sociale e più ampie possibilità di formazione;

13.incarica il suo Presidente di organizzare quanto prima una conferenza sotto gli auspici del Parlamento europeo, alla quale parteciperanno industriali, economisti, sindacalisti, rappresentanti delle PMI e degli ambienti universitari, per esaminare i problemi della crescita e dell'occupazione, in attesa che siano convocate assise parlamentari su tali questioni;

II sul piano istituzionale

14. chiede al Consiglio europeo di

a)considerare che le difficoltà che hanno accompagnato la procedura di ratifica in taluni Stati membri illustrano le inadeguatezze del trattato di Maastricht, soprattutto per quanto concerne la trasparenza del processo decisionale comunitario e il deficit di democrazia nel sistema comunitario, e l'invita a far pressione sul Consiglio dei ministri affinché concluda gli accordi interistituzionali necessari per porre rimedio a queste carenze;

b)invitare il Consiglio dei ministri ad anticipare la ratifica del Trattato di Maastricht, a prendere fin d'ora tutte le misure d'esecuzione necessarie all'attuazione delle nuove procedure decisionali (codecisione), delle nuove disposizioni (mediatore, diritto di indagine), delle nuove politiche e a portare avanti le ratifiche nazionali sull'adattamento del numero dei deputati al Parlamento europeo;

c)considerare che il prossimo ampliamento della Comunità europea deve avvenire senza pregiudicare la sua capacità decisionale e di funzionamento e offrire l'occasione per intraprendere nuove riforme della struttura istituzionale della Comunità, per renderla più efficace, più trasparente e democratica e per anticipare la conferenza intergovernativa prevista per il 1996;

d)confermare la decisione di accentuare il carattere di pubblicità delle riunioni del Consiglio e, in proposito, insiste sul fatto che il Consiglio dovrebbe tenere riunioni pubbliche ogni qual volta agisce in veste di legislatore; chiede che i risultati delle votazioni che si svolgono nel Consiglio siano rese pubbliche;

insiste affinché si provveda a dar seguito alla proposta del Parlamento in vista di un sistema elettorale uniforme;

III. sul piano delle relazioni commerciali esterne

15.chiede al Consiglio europeo di

a)creare tra i governi della Comunità il consenso necessario per presentare un fronte comune nell'ambito dei negoziati GATT e giungere rapidamente a un accordo equilibrato, rispettoso del carattere multilaterale e collettivo di tale tipo di accordi, scongiurando il dumping sociale;

b)occuparsi del problema dell'immigrazione e delle domande d'asilo, così grave da richiedere un intervento comunitario rapido e coerente;

c)favorire la cooperazione internazionale a livello mondiale per aiutare i paesi dell'ex Unione Sovietica nella loro transizione pacifica verso la democrazia e l'economia di mercato;

d)accordare alla Comunità gli strumenti giuridici complementari che le consentano di negoziare, su un piano d'uguaglianza con i partner americani e giapponesi, gli accordi commerciali necessari allo sviluppo della sua economia;

IV.sul piano finanziario

16.si impegna a concentrare le risorse finanziarie sulle misure economiche necessarie per contribuire a una riduzione della disoccupazione;

17.si attende che tutte le istituzioni suindicate tengano conto di tale criterio nella spesa del 1993 e operino in modo particolarmente efficace;

V.sul piano della politica estera

18.invita il Consiglio a fare il possibile per contribuire, nell'ambito del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e in cooperazione con gli Stati Uniti, a una soluzione del conflitto in Bosnia-Erzegovina;

19.ammonisce contro le conseguenze disastrose che potrebbero derivare per tutta l'Europa qualora l'aggressione e l'epurazione etnica dovessero restare impunite e sottolinea che l'autorità della Comunità e dei suoi Stati membri, della CSCE e dell'ONU è minata dalla loro incapacità a porre fine alla guerra e a tutte le sue atrocità commesse nell'ex Jugoslavia;

20.invita il Consiglio e la Commissione a contribuire attivamente anche in futuro al processo di pace nel Medio Oriente;

21.chiede alla Commissione e al Consiglio di procedere ai preparativi riguardanti l'attuazione della politica estera e di sicurezza comune prevista dal Trattato di Maastricht;

22.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione ai Capi di Stato o di governo riuniti nel Consiglio europeo di Copenaghen, al Consiglio e alla Commissione.

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail