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PARLAMENTO EUROPEO - 27 maggio 1993
Conferenza mondiale sui Diritti dell'Uomo a Vienna

B3-0694, 0704, 0715, 0716, 0717, 0737, 0738, 0740, 0742 e 0473/93

Risoluzione sulla Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui Diritti dell'Uomo che si svolgerà a Vienna nel giugno 1993

Il Parlamento europeo,

A.considerando che invierà una delegazione alla Conferenza mondiale dell'ONU sui Diritti dell'Uomo, che si svolgerà a Vienna dal 14 al 25 giugno 1993,

B.sottolineando l'importanza della stessa, che rappresenta il primo Vertice mondiale sui Diritti dell'Uomo da 25 anni a questa parte e che si svolge in un periodo in cui gravi violazioni dei Diritti dell'Uomo e della legislazione in campo umanitario in diverse parti del mondo pongono in rilievo le responsabilità della Comunità internazionale nell'epoca successiva alla guerra fredda,

C.ritenendo che tale Conferenza costituirà un'opportunità unica per aumentare l'efficacia degli organismi dell'ONU che si occupano dei Diritti dell'Uomo, in un periodo in cui tali questioni destano grande preoccupazione nei cittadini del mondo intero,

D.ricordando le sue risoluzioni e le principali decisioni e dichiarazioni formulate in proposito dalla Commissione, dal Consiglio e dagli Stati membri negli ultimi due anni, in cui si riconferma che la Comunità e il Parlamento sono determinati a perseguire una politica attiva in materia di Diritti dell'Uomo,

E.ricordando le proposte avanzate a proposito della Conferenza mondiale e delle Nazioni Unite nella propria risoluzione del 12 marzo 1993 sui diritti dell'Uomo nel mondo e sulla politica comunitaria dei diritti umani per gli anni 1991-1992 ,

F.considerando che il Marocco dovrebbe assumere nel giugno 1993 la vicepresidenza della Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui Diritti dell'Uomo;

G.considerando che la credibilità del Marocco nell'esercitare tale responsabilità si sostanzierà se tutto verrà posto in essere acché in tale paese siano rispettati i Diritti dell'Uomo;

1.invita i Dodici ad adottare, nel corso della Conferenza mondiale sui Diritti dell'Uomo, un approccio coordinato e mirato, onde adeguare e migliorare le attività e i meccanismi d'intervento delle Nazioni Unite in materia, rendendoli più efficaci, in particolare al momento di affrontare situazioni d'emergenza;

2.propone che durante la Conferenza mondiale di cui sopra venga esaminato l'insieme di quei meccanismi, mirati all'intervento, al controllo ed alla prevenzione in tema di rispetto dei Diritti dell'Uomo, previsti dai trattati internazionali ed in particolar modo in sede ONU;

3.invita i Ministri degli affari esteri dei Dodici a porre l'accento, nella posizione che assumeranno a Vienna, sui seguenti punti:

-riforma e rafforzamento degli strumenti dell'ONU già in vigore e relativi ai Diritti dell'Uomo, in particolare dei meccanismi settoriali della Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti dell'Uomo e degli organismi che vigilano a norma del Trattato sull'esecuzione dei trattati internazionali sui Diritti dell'Uomo,

-messa in atto concreta degli strumenti esistenti,

-creazione di un sistema di reazione rapida dell'ONU in caso di emergenza,

-nuove forme di azione preventiva,

-potenziamento del Centro dell'ONU per i Diritti dell'Uomo, di Ginevra,

-depoliticizzazione della Commissione per i Diritti dell'Uomo e designazione di esperti assolutamente indipendenti per quegli organismi dell'ONU che prevedano tali nomine,

-istituzione di un tribunale penale permanente o di una Corte internazionale dei Diritti dell'Uomo, onde evitare che chi viola i Diritti dell'Uomo possa agire impunemente,

-intensificazione dei metodi e delle ripercussioni dell'intero complesso di relatori e gruppi di lavoro che si occupano di singoli paesi o argomenti all'interno della Commissione per i Diritti dell'Uomo, come quelli riguardanti la tortura, le "sparizioni", le esecuzioni sommarie e le detenzioni arbitrarie,

-miglior coordinamento fra i vari organismi delle Nazioni Unite e le agenzie specializzate,

-aumento dei finanziamenti e delle risorse per il programma delle Nazioni Unite relativo ai Diritti dell'Uomo, che, malgrado le promesse fatte a più riprese, ammontano a meno dell'1% del bilancio dell'ONU, e ciò in vista del costante aumento del numero delle missioni che l'ONU deve compiere nel settore umanitario del mantenimento della pace,

-riesame e rafforzamento dei servizi di cooperazione tecnica, assistenza tecnica e consulenza dell'ONU;

4.chiede che il diritto ad un ambiente sano faccia parte integrante della Dichiarazione dei diritti fondamentali;

5.ritiene che, onde conseguire tali obiettivi, le Nazioni Unite dovrebbero nominare un Commissario speciale per i Diritti dell'Uomo, con un mandato flessibile riguardante tutti i settori relativi ai Diritti dell'Uomo, e che goda dell'autorità e dell'indipendenza necessarie per agire efficacemente in caso di crisi, sviluppando nuovi metodi attivi di tutela dei Diritti dell'Uomo e coordinando e integrando tali iniziative all'interno degli altri settori di attività dell'ONU;

6.ritiene che un'importante questione di cui dovrebbe farsi carico la Conferenza siano i concetti di diritto/dovere di interferenza/assistenza umanitaria nel caso in cui gli Stati decidano di agire collettivamente per il tramite dell'ONU,

7.ritiene che un'ulteriore questione di cui tener conto sia quella dei diritti delle minoranze, attualmente oggetto di numerose violazioni;

8.appoggia le Nazioni Unite nella loro preminente missione al servizio dei Diritti dell'Uomo e invoca un rafforzamento delle organizzazioni regionali per la difesa dei Diritti dell'Uomo in Europa, in Africa e in America latina nonché la creazione in Asia di organizzazioni del genere;

9.chiede alla Comunità ed ai suoi Stati membri di esercitare pressioni sulle autorità marocchine onde compiano un gesto significativo in vista della preparazione della Conferenza mondiale sui Diritti dell'Uomo;

10.invita la Comunità e gli Stati membri alle Nazioni Unite a sollecitare il rafforzamento del mandato del gruppo di lavoro sulle popolazioni indigene, anche dopo l'adozione della Dichiarazione sulle popolazioni indigene;

11.ripete il suo appello alla Commissione e agli Stati membri affinché stanzino contributi a favore del Fondo volontario delle Nazioni Unite per l'Anno internazionale onde contribuire ai programmi e alle attività previsti;

12.invita la Conferenza mondiale sui Diritti dell'Uomo a tener conto nell'adozione della Dichiarazione finale dei principi dei lavori dell'UNWGIP e del testo del progetto di dichiarazione universale dei diritti delle popolazioni indigene, in particolare per quanto riguarda il problema dell'autodeterminazione,

13.invita le Nazioni Unite a favorire la partecipazione dei rappresentanti delle popolazioni indigene, in particolare di quelle del mondo in via di sviluppo, nelle sue riunioni dove vengono discussi problemi che le riguardano, nonché alla Conferenza mondiale di Vienna sui Diritti dell'Uomo;

14.chiede che le violenze sessuali, un fenomeno universale che assume molteplici forme a seconda delle culture, razze e classi sociali siano riconosciute come una violazione dei Diritti dell'Uomo ed esigano quindi interventi immediati, per cui rivolge un appello urgente alla Conferenza mondiale affinché essa riconosca specificamente che le violenze sessuali contro le donne - sia nella sfera privata che in quella pubblica - costituiscono una violazione dei Diritti dell'Uomo ed anche la forma più grave di discriminazione basata sul sesso;

15.invita tutti i governi che non hanno ancora ratificato la CEDAW (Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione a danno delle donne) a farlo prima del 1995 e chiede la costituzione di un gruppo di lavoro nell'ambito della Commissione sullo status della donna, che delinei le procedure in merito alla redazione di un Protocollo facoltativo che fisserà una procedura di ricorso individuale ai sensi della sopracitata Convenzione nonché l'adozione di tale protocollo facoltativo;

16.chiede alla Conferenza di Vienna di stabilire che tutti gli Stati in cui esiste ancora la pena di morte decretino una moratoria delle esecuzioni in vista dell'eliminazione della pena capitale da ogni legislazione;

17.chiede al Consiglio, alla Commissione, ai rappresentanti degli Stati membri alla Conferenza di Vienna nonché alla sua delegazione a Vienna di sfruttare tutti i mezzi a loro disposizione per far valere i principi della presente risoluzione;

18.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Cooperazione politica europea, al Consiglio d'Europa, al Segretario generale delle Nazioni Unite e ai governi degli Stati membri.

 
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