B3-0663, 0680 e 0682/93
Risoluzione sulle conclusioni del Consiglio europeo di Edimburgo in tema di relazioni con l'Europa centro orientale
Il Parlamento europeo,
-visti le sue risoluzioni del 18 aprile 1991 sugli accordi di associazione con i paesi dell'Europa centrale e orientale , del 10 settembre 1991 sugli investimenti in Polonia in campo industriale e infrastrutturale , le sue decisioni dell'11 marzo 1992 sulla grande importanza dell'accordo di commercio e cooperazione tra la Comunità economica europea e l'Albania , e del 16 settembre 1992 sulla conclusione dell'accordo di associazione tra la Comunità economica europea e l'Ungheria e sulla conclusione dell'accordo di associazione tra la Comunità economica europea e la Polonia , la sua risoluzione del 17 settembre 1992 sulle relazioni economiche e commerciali tra la Comunità europea e la Polonia , i suoi pareri del 17 settembre 1992 sulla proposta della Commissione al Consiglio relativa a una decisione concernente la conclusione dell'accordo di commercio e cooperazione commerciale ed economica tra la Comunità economica europea e la Repubblica d'Albania , del 12 febbraio 1993 sulla proposta della Commissione al C
onsiglio concernente una decisione relativa alla conclusione, da parte della Comunità economica europea, dell'accordo intermedio sul commercio e sulle misure di accompagnamento tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da un lato, e la Romania, dall'altro , le sue risoluzioni sulle relazioni tra la Comunità europea e la Bulgaria, sulle relazioni tra la Comunità europea e la Romania, sulle relazioni economiche e commerciali tra la Comunità europea e la Bulgaria, il suo parere sulla proposta della Commissione al Consiglio concernente una decisione relativa alla conclusione, da parte della Comunità economica europea, dell'accordo interinale sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da una parte, e la Bulgaria, dall'altra, e la sua risoluzione sulle relazioni economiche e commerciali tra la Comunità europea e la Romania del 23 aprile 1993 ,
-vista la relazione della Commissione al Consiglio europeo dal titolo "Verso un più stretto rapporto di associazione con i paesi dell'Europa centrale e orientale" (SEC(92) 2301),
-viste le conclusioni del Consiglio europeo di Edimburgo dell'11 e 12 dicembre 1992,
-viste le risposte della Commissione e del Consiglio alle sue interrogazioni orali,
A.considerando che, dopo il crollo del blocco orientale e dell'Unione Sovietica, nei paesi dell'Europa centrale e orientale sono stati compiuti progressi significativi verso la democrazia e l'economia di mercato, in particolare nei paesi di Visegrad,
B.sottolineando il grande interesse che riveste per il mondo occidentale e in particolare per la Comunità il successo di detto processo di riforma, il cui eventuale fallimento comporterebbe ripercussioni funeste,
C.considerando che la politica di stabilizzazione ha portato a risultati positivi nella maggior parte dei paesi dell'Est; considerando tuttavia che la privatizzazione dell'economia e la creazione di un quadro giuridico e di meccanismi decisionali adeguati all'economia di mercato non hanno compiuto progressi sufficienti ad attirare cospicui investimenti stranieri,
D.profondamente preoccupato per la rapida crescita della disoccupazione e il calo brutale del tenore di vita registrati da molti abitanti dei paesi dell'Europa centrale e orientale, il che potrebbe minacciare il processo di riforma politica ed economica,
E.considerando che tra la Comunità e i paesi di "Visegrad" si sta instaurando un regolare dialogo politico multilaterale,
F.considerando che gli scambi commerciali tra l'Est e l'Ovest hanno registrato un sensibile aumento a partire dal 1990, benché non siano ancora all'altezza delle loro potenzialità, il che consentirebbe ai paesi dell'Est di procurarsi divise forti per soddisfare alle immense necessità di ristrutturazioni e di investimento cui devono far fronte,
G.considerando il ruolo determinante svolto dall'aiuto internazionale, in particolare dal programma PHARE, nel processo di transizione verso l'economia di mercato dei paesi dell'Est,
H.sottolineando che il rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà democratiche costituisce la base essenziale della cooperazione tra la Comunità e questi paesi,
I.preoccupato per l'aggravarsi della recessione economica in numerosi Stati membri della Comunità e per l'assoluta necessità di assicurare il successo a lungo termine del mercato unico,
J.considerando che la Commissione ha presentato al Consiglio europeo di Copenaghen una seconda comunicazione "Verso un più stretto rapporto di associazione con i paesi dell'Europa centrale e orientale",
K.considerando che a Edimburgo il Consiglio europeo ha stabilito che nella sua riunione di Copenaghen del giugno 1993 adotterà decisioni sulle varie componenti della relazione della Commissione, allo scopo di preparare i paesi associati all'adesione all'Unione,
1.ritiene che il Consiglio europeo di Edimburgo abbia confermato ufficialmente l'obiettivo finale dell'adesione all'Unione europea per i paesi dell'Europa centrale e orientale che hanno sottoscritto accordi europei di associazione, e che ogni domanda di adesione debba essere esaminata secondo le disposizioni del trattato e in funzione, da un lato della situazione interna della Comunità che permetta il suo ampliamento senza perturbare il suo normale funzionamento e, d'altro lato, della situazione dei paesi candidati sui piani politico, economico, sociale e dei diritti dell'uomo;
2.sottolinea la necessità di un rapporto strutturato fra i paesi associati dell'Europa centrale e orientale e le istituzioni dell'Unione; ritiene che il dialogo politico con tali paesi andrebbe intensificato e dovrebbe avere carattere multilaterale;
3.ritiene quindi che vada appoggiata la creazione dell'area politica europea, proposta dalla Commissione;
4.invita i parlamenti degli Stati membri a ratificare quanto prima gli accordi di associazione sottoscritti fino a oggi; rileva al riguardo che l'attuazione completa degli accordi costituisce una premessa indispensabile per il successo delle riforme e dell'ammodernamento delle loro economie;
5.incoraggia i paesi che hanno sottoscritto accordi europei a proseguire nella loro partecipazione alle iniziative di cooperazione regionale, eventualmente con l'appoggio comunitario;
6.auspica che siano presentate urgentemente proposte volte a migliorare i trasporti, le telecomunicazioni, le condizioni ambientali e gli scambi di energia tra i paesi dell'Europa centro orientale firmatari degli accordi di associazione; insiste affinché la cooperazione tecnica e finanziaria con gli stessi sia resa più efficace e più corrispondente alle mutevoli esigenze dei paesi beneficiari, in particolare per rendere possibile progressi in tema di conversione industriale;
7.riconosce che gli Stati membri della Comunità sono colpiti da una profonda recessione ma è convinto che la Comunità possa procedere a un'apertura più rapida del previsto dei suoi mercati alla maggior parte dei prodotti industriali di detti paesi;
8.ritiene tuttavia che per una ristretta gamma di prodotti sensibili vada modulato il tasso di penetrazione di detti prodotti sul mercato della Comunità, al fine di consentire adeguamenti strutturali socialmente e politicamente accettabili dalla Comunità;
9.constata che, per quanto riguarda gli scambi agricoli, sono state convenute con i paesi dell'Europa centro orientale norme specifiche che offrono a questi ultimi un accesso limitato ai mercati della Comunità, nonostante il loro significativo potenziale di produzione nel settore; auspica che comunque, nel processo di riforma della PAC oppure tramite negoziati specifici integrativi che tengano conto della reciproca situazione della politica agricola, le possibilità di accesso ai mercati agricoli comunitari siano migliorate in modo che i paesi dell'Europa centro orientale possano approfittarne;
10.ritiene che sarebbe possibile riequilibrare il funzionamento degli scambi commerciali, come previsto dagli accordi di associazione, e rafforzare l'attrattiva degli investimenti stranieri attraverso il cumulo multilaterale delle norme sull'origine, includendo tutti i partner commerciali del grande mercato paneuropeo, in particolare la Comunità, l'EFTA e tutti i paesi dell'Est;
11.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati dell'Europa centrale e orientale.