A3-0192/93
Risoluzione sul documento di lavoro della Commissione riguardante il quarto programma quadro delle azioni comunitarie di ricerca e sviluppo tecnologico (1994-1998)
Il Parlamento europeo,
-visto l'articolo 121 del proprio regolamento,
-visti il primo e il secondo documento di lavoro della Commissione riguardanti il quarto programma quadro delle azioni comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (1994-1998) (COM(92)0406 e COM(93)0158),
-visti la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo "La ricerca dopo Maastricht: bilancio e strategia" (SEC(92)0682) e il documento "La politica industriale europea negli anni '90" (supplemento 3/91 del Bollettino delle Comunità europee),
-viste le conclusioni del Consiglio europeo di Edimburgo dell'11 e 12 dicembre 1992,
-viste le conclusioni del Consiglio "ricerca" del 29 aprile 1993,
- vista la propria risoluzione del 17 settembre 1992 sulla risposta dell'Europa alla sfida tecnologica moderna ,
-visti la relazione della commissione per l'energia, la ricerca e la tecnologia e i pareri della commissione per i bilanci, della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale e della commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro (A3-0192/93),
1.parte dal presupposto che al quarto programma quadro in materia di ricerca si applichi la procedura dell'articolo 189 B (codecisione del Parlamento) del Trattato sull'Unione europea e considera quindi il proprio parere sui documenti di lavoro della Commissione come un atto di mero orientamento politico, ma non come parte di un iter legislativo;
2.prenderà posizione in modo definitivo solo dopo la ratifica del Trattato sull'Unione europea da parte di tutti gli Stati membri;
3.ritiene la dotazione del quarto programma quadro di ricerca insufficiente a rispondere alle esigenze della nostra società o a far fronte ai compiti previsti nel Trattato sull'Unione europea;
4.invita la Commissione a presentare, contestualmente alla consultazione sul quarto Programma quadro, una prima valutazione del terzo Programma quadro;
5.invita il Consiglio e la Commissione a non far rientrare il programma Thermie nel programma quadro di ricerca ma a finanziarlo a parte così come è stato fatto finora;
6.invita il Consiglio, nell'attuale contesto di recessione e di crescente disoccupazione, a dare maggior peso alla ricerca come fattore di sviluppo economico e sociale e rimanda al Consiglio europeo di Milano del 1985, ove fu prevista per la ricerca una quota parte pari al 6% del bilancio complessivo;
7.si impegna quindi a organizzare, in collaborazione con la Commissione, con l'industria e con gli enti di ricerca, un vertice scientifico comunitario che dovrà interrogarsi sulle finalità della politica di ricerca comunitaria e sui mezzi finanziari da predisporre in un contesto internazionale che rende necessario uno sforzo consistente per la ricerca;
8.rileva che gli Stati membri promuovono la ricerca in modi estremamente diversificati e teme che ne risulti un divario anziché un ravvicinamento della capacità economica delle regioni;
9.chiede che, ai sensi dell'articolo 130 I, paragrafo 2, del trattato CEE, il programma quadro per il 1996 venga riesaminato e adattato alla nuova situazione tecnologico-scientifica e finanziaria e insiste affinché venga disposta una verifica delle risorse finanziarie durante il periodo di vigenza del programma;
10.ritiene opportuno salvaguardare la specificità di natura preconcorrenziale delle attività di ricerca dei programmi quadro comunitari, ma ritiene urgente predisporre, attraverso un programma quadro, tutti quegli strumenti di natura finanziaria, sia pubblica che privata, di incentivazione fiscale e quant'altro possa garantire un reale sfruttamento dei risultati della ricerca da parte delle imprese comunitarie, in modo da valorizzare e rendere realmente redditizi gli investimenti comunitari nel campo della ricerca e dello sviluppo tecnologico;
11.invita la Commissione ad avvalersi delle possibilità offerte dal nuovo articolo 130 H e a prendere iniziative affinché vengano coordinati politiche e programmi dei singoli Stati;
12.ritiene necessaria una collaborazione internazionale proprio a livello di ricerca e di sviluppo tecnologico e invita la Commissione e il Consiglio a ricercare una più stretta cooperazione non solo con gli Stati industrializzati ma anche con i paesi in via di sviluppo;
13.è del parere che progetti internazionali di grande impegno finanziario, come, per esempio, la fusione termonucleare, debbano essere seguiti a livello parlamentare, il che implica che alcuni parlamentari provenienti dai paesi interessati e nominati dalle rispettive commissioni siano tenuti continuamente al corrente degli sviluppi più recenti e dei problemi tecnici e finanziari;
14.è del parere, di fronte alla limitatezza delle risorse, che i programmi debbano incentrarsi su alcuni punti chiave;
15.considera la ricerca soltanto come una parte della politica industriale, ricorda che a norma del Trattato sull'Unione europea la politica di ricerca e sviluppo deve essere funzionale alle altre politiche comunitarie e chiede alla Commissione di adottare iniziative nel settore della politica industriale cui dovranno essere assegnati finanziamenti a sé stanti, senza che ciò comporti una riduzione dei finanziamenti per la politica CEE e CECA di ricerca e sviluppo;
16.sottolinea che la disponibilità di sufficienti risorse umane altamente qualificate rappresenta un elemento fondamentale per la futura competitività dell'industria e che pertanto la formazione di ricercatori dovrà essere uno degli obiettivi fondamentali del quarto programma quadro;
17.chiede alla Commissione di accordare la massima attenzione al rafforzamento della coesione economica e sociale tenendo conto dell'impatto geografico della sua azione in materia di ricerca e sviluppo, soprattutto mediante la definizione di alcuni temi di ricerca particolarmente adeguati alle esigenze delle regioni meno sviluppate;
18.ribadisce che il criterio di qualità scientifica, che è stato e deve continuare a essere uno dei criteri essenziali nella ricerca e sviluppo comunitaria, è perfettamente compatibile con l'avvio di meccanismi che favoriscano l'effettiva partecipazione di gruppi provenienti dalle regioni meno sviluppate, contribuendo così al raggiungimento dell'obiettivo della coesione economica e sociale;
19.chiede un più deciso orientamento dei Fondi strutturali e del Fondo di sviluppo verso progetti di rilevanza tecnologica;
20.attribuisce particolare importanza al trasferimento di tecnologia, soprattutto nelle regioni economicamente più deboli della Comunità, e invita la Commissione a tener conto di questi obiettivi fondamentali nella progettazione e gestione dei singoli programmi specifici nonché a presentare proposte onde consentire alle organizzazioni di ricerca su contratto come l'EACRO di svolgere un ruolo più rilevante nel loro conseguimento;
21.chiede urgentemente una revisione delle norme sull'assegnazione delle risorse per accelerare la valutazione delle proposte di progetti e limitare al minimo i costi dell'iter burocratico;
22.ricorda che le piccole e medie imprese garantiscono più del 72% dei posti di lavoro nell'industria manufatturiera comunitaria e ritiene pertanto che il programma quadro dovrebbe porre queste imprese in condizioni di beneficiare in modo considerevole degli aiuti per l'attività di ricerca e sviluppo;
23.ritiene a questo proposito che le organizzazioni economiche debbano svolgere un ruolo più importante nella preparazione e nell'esecuzione dei programmi di ricerca;
24.invita la Commissione a concordare una più stretta cooperazione con le organizzazioni scientifiche nazionali e con i centri di ricerca, allo scopo di armonizzare maggiormente tra loro i programmi di ricerca e di consentire inoltre a cittadini di altri Stati membri l'accesso a funzioni dirigenziali nei centri di ricerca;
25.ribadisce la sua richiesta che le energie rinnovabili abbiano un peso rilevante nell'ambito della ricerca così come a livello dimostrativo e si aspetta pertanto un aumento delle spese per il programma Thermie e per la ricerca;
26.ribadisce la sua richiesta che le energie rinnovabili abbiano nell'ambito della ricerca lo stesso peso della fusione termonucleare;
27.chiede alla Commissione che il 10% degli stanziamenti per la ricerca sia svincolato da progetti, venga cioé riservato alla ricerca di base, affinché nel prossimo quinquennio non si perda il contatto con il progresso scientifico;
28.ritiene che il "decennio europeo del cervello" possa rappresentare un tipico programma multidisciplinare che ricollega la ricerca biologica all'informatica, all'intelligenza artificiale, ecc., dando vita a nuove prospettive per il futuro;
29.invita la Commissione a dare maggiore spazio alla ricerca sociale quale fattore essenziale di coesione e di integrazione;
30.ritiene urgente una riorganizzazione della valutazione delle conseguenze della tecnologia, senza sottacere però che tale valutazione ha un senso soltanto se accompagna i progetti di ricerca in corso ed esamina le loro possibili conseguenze sull'uomo e sulla natura;
31.ritiene urgente una riorganizzazione della valutazione della politica comunitaria di ricerca e sviluppo per tener conto dell'impatto regionale, delle dimensioni delle imprese e dei settori che ne hanno beneficiato nonché per valutare le conseguenze economiche a livello regionale, nazionale e comunitario;
32.ritiene che la Commissione debba prevedere un più sistematico controllo a livello finanziario;
33.invita la Commissione a presentare, insieme alla Banca europea per gli investimenti, un nuovo approccio per l'impegno di capitali di rischio nel settore della ricerca, con particolare riferimento alle fonti private e pubbliche del capitale di rischio per il trasferimento, la diffusione e lo sfruttamento della tecnologia nelle piccole e medie imprese;
34.ritiene che il progetto "Global Change" debba svolgersi in una dimensione comunitaria e che la Commissione debba assumersi funzioni di coordinamento;
35.ritiene urgente una più stretta armonizzazione fra la politica della ricerca, la politica regionale e la politica dello sviluppo per affrontare in modo mirato ed efficace problemi come l'approvvigionamento d'acqua, il traffico, il futuro delle città, l'energia e l'ambiente;
36.ritiene urgenti progetti regionali di ricerca che riguardino tutto il Mediterraneo, il territorio alpino o i paesi che si affacciano sul Mar Baltico e propone di affidarne il coordinamento a un centro di ricerca esistente oppure di fondarne uno nuovo;
37.ritiene necessario che tutte le politiche comunitarie siano accompagnate da dati scientifici, secondo quanto richiesto dal Trattato di Maastricht, e chiede quindi, fra l'altro, che vengano potenziati gli sforzi in settori così diversi tra loro come la qualità dei generi alimentari, la lotta contro l'inquinamento atmosferico e la sicurezza industriale;
38.è del parere che la Commissione debba contribuire a coordinare e sostenere la ricerca comunitaria per lo sviluppo del trasporto pubblico e, nel settore automobilistico, avere come punti forti la sicurezza e la prevenzione dell'inquinamento;
39.è del parere che la Commissione debba contribuire al coordinamento e al sostegno della ricerca e dello sviluppo nel settore dell'osservazione della Terra e in quello ambientale, ivi incluso il coordinamento delle iniziative nazionali;
40.resta fedele alla dimensione comunitaria della ricerca in materia di sicurezza nucleare, non da ultimo per evitarne la rinazionalizzazione e per offrire un contributo alla sicurezza nucleare internazionale;
41.sollecita la Commissione a incentivare più di quanto fatto sinora piccole e medie industrie nel settore della tecnologia dell'informazione;
42.chiede, in particolare nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, una politica di ricerca commisurata alle esigenze, in modo che offerta e domanda si contemperino e che la politica della domanda, spesso sostenuta anche a livello pubblico, sostenga la ricerca;
43.è del parere che il Centro comune di ricerca debba svolgere un ruolo centrale nella ricerca comunitaria in taluni settori, come per esempio, l'ambiente, la sicurezza industriale e la ricerca volta alla prefigurazione di norme (prenormativa);
44.respinge la ricerca settoriale e raccomanda invece la concentrazione su alcuni temi maggiori, perché sia chiaro che la ricerca comunitaria offre un importante contributo alla soluzione dei nostri problemi;
45.invita la Commissione ad adottare misure di stimolo per un aumento del grado di partecipazione delle donne alla ricerca;
46.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e ai parlamenti degli Stati membri.