B3-0869, 0873 e 881/93
Risoluzione sulla situazione in Somalia
Il Parlamento europeo,
-ricordando le sue precedenti risoluzioni sulla guerra civile e la carestia in Somalia nonché la risoluzione approvata dall'Assemblea paritetica ACP-CEE nel Botswana,
A.sottolineando la necessità di un intervento dell'ONU in Somalia e considerando il ruolo positivo che hanno svolto le forze di sicurezza delle Nazioni Unite nella distribuzione degli aiuti umanitari alle popolazioni affamate, salvando così centinaia di migliaia di vite umane,
B.deplorando il mancato rispetto, da parte dei belligeranti, della dichiarazione di Addis Abeba del 10 gennaio 1993 in cui tutte le fazioni somale si erano accordate per un cessate il fuoco immediato e il disarmo dei loro effettivi,
C.profondamente scosso per i recenti avvenimenti che hanno ulteriormente insanguinato la Somalia, coinvolgendo, oltre ai civili e ai militari, anche la forza multinazionale di pace ivi presente,
1.è sconvolto per la morte di 23 caschi blu pachistani, vittime il 5 giugno 1993 scorso di un'imboscata dei partigiani di Aidid, considerato responsabile della disastrosa situazione della Somalia;
2.presenta le sue condoglianze al governo pachistano e alle famiglie delle vittime pachistane e somale;
3.condanna senza riserve il fatto che soldati dell'ONU siano stati deliberatamente attaccati e uccisi mentre si accingevano a ispezionare cinque depositi di armi nel quadro dell'Unosom II e ribadisce il suo pieno appoggio ale Nazioni Unite negli sforzi che esse compiono per venire in aiuto alla popolazione somala e per instaurare la pace e la stabilità nella regione;
4.deplora le numerose vittime delle reazioni che hanno fatto seguito a tale imboscata;
5.sollecita la nomina di giudici indipendenti per l'inchiesta sulla morte dei somali uccisi dalle truppe pachistane dell'ONU il 13 giugno 1993;
6.approva il principio della risposta all'assassinio dei soldati pachistani ma esprime dubbi quanto alla natura della risposta e la sua viva preoccupazione nel vedere un'azione umanitaria trasformarsi in missione punitiva; ritiene che tali avvenimenti siano collegati al fatto che le Nazioni Unite non dispongono di un proprio contingente militare, posto sotto un comando indipendente e preparato a questo tipo di interventi;
7.sottolinea che, se si vuole dare al popolo somalo la speranza della pace e della ricostruzione, le forze dell'ONU devono porre fine all'anarchia armata e accoglie con favore le dichiarazioni della Cooperazione politica europea dell'8 giugno e del Consiglio di sicurezza del 14 giugno 1993;
8.invita tutte le parti a rispettare il cessate il fuoco deciso di comune accordo ad Addis Abeba il 10 gennaio 1993;
9.chiede che tutte le parti cooperino con l'Unosom che patrocina - e finanzia - un comitato costituzionale al fine di trovare una soluzione politica al conflitto che contrappone vari capi fazione in Somalia e che è già costato la vita a centinaia di migliaia di persone;
10.chiede l'avvio di un piano di ricostruzione e di riabilitazione sociale ed economica della Somalia;
11.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alle Nazioni Unite, al governo pachistano e ai copresidenti dell'Assemblea paritetica ACP-CEE.