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Parlamento Europeo - 24 giugno 1993
La repressione nel Tibet

Risoluzione sulla repressione nel Tibet e l'esclusione del Dalai Lama dalla Conferenza mondiale sui diritti dell'uomo

B3-0858, 0862, 0872, 0903 e 0929/93

Il Parlamento europeo,

A.preoccupato per i recenti e numerosi arresti in Tibet, che hanno fatto seguito alle dimostrazioni delle ultime settimane e preceduto una visita della delegazione degli Ambasciatori della Comunità il 16 maggio 1993, nel chiaro tentativo di impedire contatti tra i dissidenti politici e la delegazione della Comunità,

B.richiamandosi alle preoccupazioni espresse nella dichiarazione rilasciata dalla Cooperazione politica europea il 1· giugno a seguito della visita effettuata dai diplomatici comunitari in Tibet dal 16 al 23 maggio,

C.indignato per l'annullamento dell'intervento del Dalai Lama alla Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui diritti dell'uomo a Vienna, a onta delle proteste espresse dal governo austriaco, che lo aveva invitato,

D.ricordando che il Dalai Lama ha spiegato chiaramente di propugnare il rispetto dei diritti umani e l'autonomia culturale dei tibetani e non l'indipendenza politica del Tibet,

E.richiamandosi alle proprie precedenti risoluzioni sulle violazioni dei diritti dell'uomo nel Tibet,

1.deplora la brutale repressione delle dimostrazioni e il duro trattamento riservato ai prigionieri politici nel Tibet;

2.chiede l'immediato rilascio nonché garanzie circa l'incolumità fisica di tutte le persone arrestate, se non sono accusate di reati internazionalmente riconosciuti, inclusi Gendun Rinchen, Lobsang Yonten e Damchoe Pemo, che sono tenuti in isolamento;

3.chiede al governo cinese di permettere a osservatori stranieri di essere presenti agli eventuali processi a carico delle persone arrestate;

4.invita gli Ambasciatori della Comunità in Cina a elaborare un'ampia relazione sulla loro visita in Tibet e a trasmettergliela;

5.chiede alla Cooperazione politica europea di fare uso dei suoi buoni uffici per esercitare pressioni sul governo cinese perché abolisca il divieto ai giornalisti stranieri di recarsi in Tibet e perché abroghi la legge del 1987 che vieta agli stranieri di osservare o fotografare dimostrazioni;

6.chiede indagini indipendenti in merito alla brutale repressione delle dimostrazioni nonché libertà di accesso per organismi umanitari internazionali come Amnesty International e propone che la sua sottocommissione per i diritti dell'uomo e la sua delegazione per le relazioni con la Repubblica popolare cinese esaminino la possibilità di una missione parlamentare europea sui diritti dell'uomo che studi la situazione dei diritti umani nel Tibet e sia accompagnata da esperti indipendenti e da propri interpreti tibetani;

7.deplora profondamente che il previsto intervento del Dalai Lama alla Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui diritti dell'uomo di Vienna sia stato cancellato a seguito delle pressioni esercitate dalla Cina;

8.rammenta che è interesse della Cina sviluppare le sue relazioni commerciali con la Comunità e le sue relazioni politiche con gli Stati membri ed esorta la Commissione a vincolare tutti i futuri accordi economici e commerciali con la Repubblica popolare cinese al rispetto dei diritti umani in Cina e nella regione tibetana;

9.auspica una politica di sviluppo economico che vada a beneficio dei tibetani invece di promuovere l'afflusso di cinesi nella regione;

10.chiede la ripresa dei negoziati fra il Dalai Lama e le autorità cinesi, oltre che una soluzione democratica e autenticamente autonoma per il Tibet;

11.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e alla Cooperazione politica europea, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, dell'Austria e della Repubblica popolare cinese, nonché al Segretario generale delle Nazioni Unite e al Dalai Lama.

 
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