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Parlamento Europeo - 24 giugno 1993
Piano d'azione contro le inondazioni nel Bangladesh

B3-0856, 0861, 0875, 0885 e 0921/93

Il Parlamento europeo,

-considerando i risultati delle Conferenze di Dhaka del 17-20 maggio e di Strasburgo del 27 e 28 maggio 1993,

-considerando i risultati della missione di rivalutazione svolta dal governo olandese,

A.consapevole che gli studi preliminari sul Piano d'azione contro le inondazioni, parzialmente finanziati dalla CE e dalla maggior parte dei paesi comunitari, dovrebbero essere completati entro la fine di quest'anno,

B.considerando che il PAI mira in ultima analisi alla promozione delle tecnologie raccomandate nel quadro della "rivoluzione verde" dietro lunghi argini in tutto il delta che copre il paese,

C.considerando che i principali pericoli d'inondazione per la popolazione del Bangladesh sono causati dalle ondate provocate dai cicloni che colpiscono la costa del Golfo del Bengala,

D.consapevole che la mancanza di adeguate strutture causa spesso la perdita di vite umane così come è avvenuto nel corso della recente inondazione da monsone nella parte nordorientale del Bangladesh;

E.considerando che, secondo gli esperti, l'attuale gestione del PAI non può garantire l'impostazione interdisciplinare essenziale per la gestione delle risorse idriche nel Bangladesh, che dovrebbe essere fondata su adeguate conoscenze dei fattori ambientali, socio-economici e tecnici e dovrebbe rispettare gli interessi dei vari gruppi componenti la società del Bangladesh,

F.considerando che, in ultima analisi, trattare la questione della fragilità del paese di fronte ai disastri significa trattare i problemi dell'ingiustizia relativa alla proprietà delle terre e alla distribuzione delle risorse nel Bangladesh,

1.chiede che la massima priorità debba essere assegnata al miglioramento della capacità del Bangladesh ad affrontare le catastrofi causate da cicloni;

2.sottolinea l'importanza di prepararsi al ciclone con, tra l'altro, la costruzione di rifugi anticiclone, opere di imboschimento delle coste, migliorate procedure di preallarme e di evacuazione;

3.esprime la propria solidarietà ai feriti e le proprie condoglianze alle famiglie di quanti sono deceduti durante le inondazioni causate dal recente monsone;

4.sottolinea l'importanza di migliorare le misure di gestione del territorio contro le piene straordinarie dei fiumi quali quelle relative alla salute e all'igiene nonché a migliori impianti di drenaggio;

5.critica il fatto che gli studi preliminari non abbiano sufficientemente tenuto conto, nella loro completezza, degli impatti negativi cagionati da precedenti tentativi di controllare le inondazioni mediante la costruzione di argini nonché del ruolo positivo delle inondazioni fluviali annuali per l'arricchimento dei suoli, per la navigazione e per la rigenerazione delle acque freatiche, per la biodiversità e i terreni paludosi, per la produzione agricola e le attività di pesca nelle pianure ricoperte da acque alluvionali;

6.rileva che, mentre l'esecuzione di opere pubbliche avrà un enorme impatto sulla vita di milioni di persone nel Bangladesh così come sull'ambiente, i loro effetti sulla produzione agricola e il problema della copertura dei costi di manutenzione non sono ancora accertati;

7.sottolinea l'urgenza di modificare la classificazione del PAI nel contesto del programma della Banca mondiale, trasferendolo dalla categoria B alla categoria A, che richiede una completa valutazione dell'impatto ambientale per i progetti che potrebbero avere sull'ambiente effetti negativi di rilievo;

8.chiede che, dopo il 1995, la CE sia coinvolta nel PAI soltanto alle seguenti condizioni:

a)garanzia di un adeguato quadro istituzionale per il PAI per il quale siano elementi chiave la flessibilità, un approccio interdisciplinare, una migliorata informazione e una migliore capacità di trarre le conseguenze delle esperienze fatte,

b)totale coinvolgimento delle comunità locali nell'elaborazione, esecuzione e gestione dei progetti, d'accordo col punto di vista esplicito della Banca mondiale,

c)impostazione interdisciplinare di vasta portata per la quale, oltre agli aspetti economici e tecnici, vengano presi effettivamente in considerazione gli effetti sull'ambiente e sulle attività di pesca;

d)rispetto dei diritti socio-economici di quanti devono essere reinsediati;

9.rileva la necessità di raccogliere maggiori dati sugli aspetti socio-economici, tecnici e ambientali prima che vengano adottate decisioni sull'attuazione di lavori pubblici di grande importanza;

10.chiede con fermezza che, nel breve termine, non vengano eseguiti nelle aree rurali opere pubbliche di rilievo nel settore della gestione delle risorse idriche, compreso il progetto prioritario Jamalpur (PAI 3.1);

11.sottolinea il fatto che per la protezione delle aree urbane le costruzioni dovrebbero essere avviate soltanto a condizione che vi sia una norma che preveda la realizzazione di un'adeguata manutenzione;

12.pone l'accento sull'importanza di analizzare adeguatamente i risultati del PAI (fase 1) e chiede l'inclusione di quanto ne scaturirà in un piano d'azione coerente e consistente per il periodo successivo al 1995;

13.chiede alla Comunità europea e agli Stati membri di riesaminare la loro collaborazione al Piano alla luce dei progressi conseguiti nei settori summenzionati prima di procedere ad una sua esecuzione su vasta scala e

chiede alla Commissione di avviare il coordinamento dei donatori in funzione di questa prospettiva;

14.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, alla Cooperazione politica europea, al governo del Bangladesh, alla Banca mondiale, alla Banca asiatica per lo sviluppo e al Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo.

 
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