Risoluzione sui risultati del Consiglio europeo del 21 e 22 giugno a Copenaghen
B3-0947, 0949 e 0951/93
Il Parlamento europeo,
-vista la sua risoluzione del 26 maggio 1993 sul Consiglio europeo di Copenaghen ,
-viste le conclusioni del Consiglio europeo di Copenaghen del 21 e 22 giugno 1993,
-visti i risultati della Conferenza interistituzionale di Lussemburgo del 7 giugno 1993,
A.considerando che è necessità prioritaria risolvere il problema dell'occupazione nella Comunità,
B.considerando il bisogno di trasparenza e di democrazia nel funzionamento delle Istituzioni comunitarie,
C.considerando che è necessario che le nuove Istituzioni già create dispongano rapidamente di una sede onde poter svolgere la loro missione,
D.considerando che l'ampliamento della Comunità non deve condurre all'indebolimento della sua capacità decisionale, già molto limitata,
1.prende atto dei risultati del Consiglio, che, nonostante taluni punti deboli, mantengono i progressi verso l'Unione dopo un periodo di incertezze che deve concludersi con la ratifica in tutti gli Stati membri del Trattato sull'Unione, compresa anche la clausola sociale;
2.deplora la tendenza venutasi a creare in taluni Stati membri di addossare la resposabilità della crisi ai lavoratori e ai loro regimi di protezione sociale, cosa incompatibile con la necessaria mobilitazione di tutti per uscire dalla crisi;
Occupazione e competitività
3.prende atto con soddisfazione che al Consiglio è stata sottoposta una proposta di politica comunitaria mirante a rafforzare le azioni degli Stati membri di fronte alla situazione socio-economica;
4.prende atto della volontà espressa di voler affrontare il problema essenziale della Comunità, ossia la riduzione della disoccupazione, che deve avvenire grazie a una strategia di crescita sostenibile e al rafforzamento della competitività dell'industria comunitaria, per il quale riveste fondamentale importanza l'obiettivo di un abbassamento concertato dei tassi d'interesse;
5.si compiace per la raccomandazione del Consiglio agli Stati membri di adottare a livello nazionale, nell'ambito del bilancio 1994, misure a favore del rilancio dell'economia attraverso programmi infrastrutturali, di protezione ambientale e di rinnovamento urbano, dedicando particolare attenzione alle piccole e medie imprese, per le quali è riservato un importo di 1 miliardo di ECU e che potranno ottenere bonifici d'interesse per un massimo del 3% su 5 anni; auspica che la raccomandazione di introdurre misure fiscali per ridurre i consumi energetici ottenga un seguito in tutti gli Stati membri;
6.fa appello a tutti gli Stati membri affinché procedano all'applicazione pratica dei nuovi Fondi strutturali per il periodo 1994-1999 facendo adottare quanto prima possibile i testi legislativi della riforma dei Fondi strutturali, non senza dotare di mezzi adeguati l'obiettivo 4 destinato ad aiutare i settori industriali in declino;
7.approva la decisione del Consiglio in merito alle agevolazioni "Edimburgo" e si compiace in particolare per la proposta della Commissione a favore di "crediti ponte" onde far avanzare i progetti d'investimento finanziati dai Fondi strutturali;
8.reputa che sia possibile uscire dalla crisi soltanto attraverso una mobilitazione di tutte le parti sociali; reputa fondamentale che le parti sociali si accordino su un patto europeo per l'occupazione;
9.invita il Consiglio a utilizzare il "Quadro comunitario per l'occupazione" come punto di partenza della lotta contro i problemi di disoccupazione, cooperando in modo particolare con le autorità locali, soprattutto per lo svolgimento di azioni volte a migliorare la formazione professionale, ad agevolare la mobilità della manodopera, a ridurre gli ostacoli all'accesso ad alcune professioni, ad alleggerire le modalità di lavoro e a creare posti di lavoro di alta produttività per i lavoratori qualificati;
10.ritiene che un miglioramento del tasso di occupazione a lungo termine dipenda in parte dalla riduzione dei costi di produzione;
11.sottolinea che la politica della Comunità deve rafforzare la competitività dell'industria comunitaria per mezzo dei seguenti strumenti: completamento di un mercato interno più competitivo, riduzione dei tassi d'interesse, coordinamento efficace delle politiche economica e d'investimento nazionali e riduzione del deficit di bilancio, arresto delle svalutazioni competitive in vista dell'accelerazione dell'Unione monetaria;
12.si rallegra per le proposte del Presidente Jacques Delors figuranti in allegato alle conclusioni, reputa che quella intesa ad accrescere i mezzi finanziari destinati alla ricerca e allo sviluppo sino alla concorrenza del 3% del PIL comunitario vada nella giusta direzione e rammenta che tale sforzo supplementare nel settore dell'innovazione industriale non può in alcun caso realizzarsi a scapito dei mezzi finanziari indispensabili per il IV Programma quadro di ricerca e sviluppo;
GATT
13.è convinto che il protezionismo non offra una soluzione ai problemi della disoccupazione all'interno della Comunità e non faccia che aggravare la situazione economica e sociale; ritiene che le relazioni commerciali debbano essere eque e leali e fondate su un eguale accesso ai mercati;
14.accoglie favorevolmente la posizione del Consiglio europeo sulla necessità di completare un accordo di ampia portata, duraturo ed equilibrato nel quadro dell'Uruguay-Round entro la fine dell'anno e ritiene che solo il mantenimento del multilateralismo e di un commercio mondiale libero, aperto ed equo permetterà una crescita duratura; accoglie favorevolmente la proposta della Commissione di modernizzare il GATT;
15.ribadisce la propria opinione che, nel quadro del GATT, è necessario prestare attenzione agli aspetti sociali e ambientali del commercio mondiale;
Trasporti
16.prende atto della decisione del Consiglio trasporti del 19 giugno 1993 relativa alla tassazione nei trasporti su strada, constata che essa si discosta dalla proposta originale della Commissione e chiede quindi di essere nuovamente consultato, reputando che tale misura possa essere di nocumento ad altri mezzi di trasporto maggiormente rispettosi dell'ambiente;
Mercato interno
17.esprime la sua indignazione per gli ostacoli che continuano a essere frapposti alla libera circolazione delle persone prevista dall'articolo 8 A del trattato, pur essendo passati quasi 6 mesi da quando tale articolo sarebbe dovuto entrare in vigore;
18.esprime la sua preoccupazione per il fatto che il Consiglio non abbia fornito il proprio sostegno alla legislazione proposta in materia di Statuto della società europea e di Comitato aziendale europeo, come invece previsto nel programma della Presidenza danese; chiede una tempestiva approvazione di queste normative ora più che mai necessarie;
19.è dell'avviso che l'effetto moltiplicatore del mercato interno potrà esplicarsi a pieno soltanto quando sarà stato raggiunto il massimo a livello di coesione monetaria e fiscale; reputa che la partecipazione di tutte le monete allo SME sia una condizione essenziale per il suo funzionamento, visto che la combinazione di svalutazione delle monete e abbassamento del livello di protezione sociale creano le condizioni per delle gravi disfunzioni in grado di mettere a repentaglio il mercato interno;
Quadro istituzionale
20.constata con rincrescimento che il Consiglio e la Commissione hanno deciso di definire e di applicare unilateralmente il principio di sussidiarietà senza attendere l'accordo del Parlamento europeo, sebbene ciò sia previsto dalla decisione di Edimburgo; deplora che gli unici elementi previsti per l'applicazione di tale principio siano limitati a una gretta visione del buon funzionamento delle Istituzioni e si augura che il progetto di accordo interistituzionale possa essere celermente approvato;
21.constata che il riferimento al trittico "democrazia, trasparenza, sussidiarietà" sta diventando una citazione rituale senza contenuto reale, ed è in contraddizione con il quotidiano comportamento del Consiglio, come è dimostrato dall'opacità della comitatologia;
22.deplora che il Consiglio non abbia potuto accordare al Mediatore il diritto di raccogliere tutte le informazioni necessarie per l'esercizio della sua missione, come imporrebbero le esigenze della trasparenza;
23.ritiene del tutto deplorabile l'assenza di decisioni sulle sedi delle Istituzioni e degli organi in via di creazione, in particolare l'Istituto monetario europeo, l'Agenzia per l'ambiente, l'Agenzia europea per i medicinali e EUROPOL, e sottolinea che l'incapacità del Consiglio ad assumere le proprie responsabilità ritarda in modo dannoso l'avvio dell'azione di istituzioni e di organi indispensabili alla realizzazione dell'Unione europea;
24.rifiuta il fatto che la decisione di procedere il più rapidamente possibile all'ampliamento della Comunità a quattro nuovi membri non sia accompagnata da considerazioni sulla necessità di garantire il buon funzionamento di una Comunità ampliata, né sul bisogno di adottare le modifiche istituzionali necessarie a questo buon funzionamento; ricorda, a tale proposito, che il parere conforme del Parlamento è necessario per l'ammissione di ogni nuovo membro;
Europa centrale e orientale
25.plaude alla decisione del Consiglio europeo di offrire agli Stati dell'Europa centrale e orientale che hanno sottoscritto accordi europei di associazione, o con i quali sono in corso i relativi negoziati, la prospettiva di aderire all'Unione europea, nel rispetto dell'acquis comunitario;
26.invita tutti gli Stati membri che non lo abbiano ancora fatto a ratificare senza indugio gli accordi europei conclusi con tali paesi;
27.rileva tuttavia che, dalla caduta del muro di Berlino, la bilancia commerciale tra i paesi dell'Europa centrale e orientale e la Comunità europea pende a favore di quest'ultima; chiede pertanto che
-sia creato un "sistema interno di garanzia per le esportazioni dell'Europa centrale e orientale" finanziato dalla Comunità europea, al fine di aumentare gli scambi tra i paesi dell'Europa centrale e orientale,
-le restrizioni all'importazione di prodotti dei paesi dell'Europa centrale e orientale vengano eliminate al più presto possibile, tenendo conto della difficile situazione di alcuni settori industriali e agricoli della Comunità,
-sia creato un programma di aiuto finanziario per la ristrutturazione dei settori colpiti dalla graduale eliminazione delle quote di importazione;
28.sottolinea che tale adesione deve aver luogo in conformità delle disposizioni del Trattato e alla luce, da un lato, della situazione interna della Comunità - che deve essere tale da consentire un ampliamento senza turbarne il normale funzionamento - e, dall'altro, della situazione a livello politico, economico, sociale e dei diritti dell'uomo nei paesi richiedenti l'adesione;
29.ribadisce la sua decisione secondo la quale un'adesione di questi paesi all'Unione europea deve essere preceduta da una revisione del quadro istituzionale della Comunità;
30.sottolinea in tale contesto la necessità di una relazione strutturata tra i paesi associati dell'Europa centrale e orientale e le Istituzioni dell'Unione; è dell'avviso che il dialogo politico con questi paesi vada intensificato e debba assumere carattere multilaterale;
Patto sulla stabilità in Europa
31.accoglie favorevolmente il fatto che il Consiglio europeo abbia raccolto la proposta francese di un patto sulla stabilità in Europa e che tale proposta sarà ulteriormente elaborata dal prossimo Consiglio europeo;
32.chiede di essere associato alla successiva elaborazione di tale proposta e ai lavori della Conferenza preparatoria che avrà luogo su tale tema;
Africa
33.si compiace del fatto che il Consiglio europeo abbia riconosciuto l'importanza di accrescere ulteriormente la cooperazione a livello di democratizzazione, sviluppo pacifico e assistenza allo sviluppo sul continente africano;
34.prende atto pertanto con soddisfazione delle preoccupazioni specifiche del Consiglio europeo circa la situazione in Sudan, Somalia, Angola, Mozambico, Liberia e Zaire per quanto concerne le violazioni dei diritti umani, il perdurare di violenti conflitti e la necessità di aiuti umanitari e di sviluppo socioeconomico in tali paesi;
35.plaude alla decisione del Consiglio europeo riguardo a un'iniziativa speciale di risanamento a favore dei paesi in via di sviluppo dell'Africa; è tuttavia del parere che sia necessario un più forte impegno finanziario;
36.mette in risalto il sostegno della Comunità al processo di democratizzazione e agli sforzi volti a piegare la violenza in Sudafrica, soprattutto grazie al suo impegno a fornire sostegno alle prime elezioni libere in questo paese previste per l'aprile 1994; plaude all'impegno del Consiglio europeo per contribuire allo sviluppo economico e sociale di un nuovo Sudafrica;
Razzismo e xenofobia
37.si compiace per la condanna da parte del Consiglio europeo delle aggressioni razziste contro gli immigrati e i profughi; si attende dagli Stati membri e dalla Commissione che tale dichiarazione di principio sia applicata e rinsaldata da misure concrete; auspica l'adozione e l'applicazione di misure contro la discriminazione razziale e la promozione di misure per l'integrazione delle minoranze nelle nostre società multiculturali;
38.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione ai capi di Stato e di governo, al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti nazionali degli Stati membri.