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Parlamento Europeo - 15 luglio 1993
Raid statunitense su Baghdad

B3-1037, 1049 e 1100/93

Risoluzione sul raid statunitense su Baghdad

Il Parlamento europeo,

A.ricordando le sue precedenti risoluzioni in merito alla situazione in Iraq e al mancato rispetto delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite da parte delle autorità irachene,

B.considerando che nella notte dal 26 al 27 giugno 1993 sulla sede dei servizi iracheni di informazione a Bagdad sono stati lanciati 23 missili Tomahawk da due navi della marina statunitense che incrociavano rispettivamente nel Golfo e nel mar Rosso,

C.considerando che l'attacco statunitense ha fatto, secondo Bagdad, sei morti fra la popolazione civile e che Washington da parte sua riconosce che tre missili hanno mancato l'obiettivo,

D.considerando che il motivo di questo attacco è un tentativo di attentato contro il presidente Bush in occasione della sua visita a Kuwait City nell'aprile 1993, in cui, secondo prove in possesso della CIA, sarebbero implicati i servizi segreti iracheni,

E.considerando che è attualmente in corso in Kuwait un processo ai presunti colpevoli,

F.preoccupato che non vengano intraprese azioni precipitose tali da rafforzare il sostegno ai regimi dittatoriali nella regione, fra cui quello di Saddam Hussein,

1.presenta le sue sincere condoglianze alle famiglie delle vittime del raid statunitense;

2.ribadisce con estrema forza la sua condanna di qualsiasi forma di terrorismo;

3.ritiene che ogni Stato abbia il diritto di difendersi dagli attentati terroristici, ma ribadisce la sua disapprovazione per azioni massicce di rappresaglia, che fanno vittime fra la popolazione civile;

4.condanna quindi il raid statunitense, che ha provocato la morte di numerosi civili iracheni;

5.deplora che questa misura sia stata presa dagli Stati Uniti senza consultare preventivamente il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;

6.ritiene che non possa essere invocato in questa circostanza l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite sul "diritto naturale di legittima difesa, individuale o collettiva, qualora un membro delle Nazioni Unite sia vittima di un'aggressione armata";

7.lancia un pressante appello agli Stati Uniti e a tutti gli altri membri delle Nazioni Unite affinché si astengano da interventi armati, di qualsiasi natura, senza una decisione in merito del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, operante nel quadro del Capitolo VII della Carta;

8.sottolinea che il prestigio delle Nazioni Unite richiede che non vi sia disparità di trattamento tra gli Stati;

9.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alle Nazioni Unite e ai governi degli Stati Uniti e dell'Iraq.

 
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