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Parlamento Europeo - 15 luglio 1993
Sudafrica

B3-1059, 1060, 1089, 1101 e 1107/93

Risoluzione sui progressi della democrazia in Sudafrica

Il Parlamento europeo,

-considerando le sue precedenti risoluzioni sul Sudafrica;

A.considerando che tra i partecipanti alla "Multi-Party Negotiating Conference" in Sudafrica esiste un vasto consenso a procedere a libere elezioni a suffragio universale il 27 aprile 1994 per scegliere un'assemblea costituente,

B.considerando che il fatto di indire le prime elezioni a suffragio universale aperte all'intera popolazione del Sudafrica è una pietra miliare nel processo verso la democratizzazione del Sudafrica,

C.deplorando che ogni nuovo passo verso la democrazia in Sudafrica sia contrassegnato da nuove perdite in termini di vite umane, dovute al rifiuto degli estremisti di accettare i negoziati in corso,

D.insistendo sul dovere che le forze di sicurezza hanno di fare tutto quello che possono per impedire questi crimini e per assicurare alla giustizia i responsabili,

E.profondamente preoccupato per la situazione socioeconomica del Sudafrica, e in particolare delle townships, dove regnano disoccupazione e povertà croniche, il che comporta gravi squilibri sociali,

F.considerando che la CE ha un "programma speciale" per il sostegno delle vittime dell'apartheid che, su richiesta del Parlamento europeo, è stato esteso in modo da comprendere anche l'assistenza alla ricostruzione del Sudafrica, in particolare creando nuove possibilità di occupazione, di alloggio e di istruzione per le fasce più svantaggiate della popolazione sudafricana,

G.considerando che su iniziativa del Parlamento europeo la Comunità dispone di un bilancio per sostenere i processi di democratizzazione in paesi terzi,

1.si compiace dell'accordo sullo svolgimento, il 27 aprile 1994, delle prime elezioni a suffragio universale;

2.deplora e condanna il rifiuto di taluni partiti politici estremisti di accettare che si tengano elezioni libere e democratiche;

3.sottolinea la grande importanza di un ampio consenso tempestivo sulle componenti fondamentali del futuro assetto costituzionale, come una Dichiarazione dei diritti e il sancire i diritti e i poteri delle regioni;

4.sottolinea che se si vuole la riuscita di una democrazia non razziale, operante in uno stato di diritto e nel rispetto dei diritti dell'uomo e di tutti i suoi cittadini, è di importanza vitale che l'intera popolazione del Sudafrica sia sicura che venga garantito il diritto all'autoespressione;

5.ritiene assolutamente necessario che il processo elettorale e l'elezione dell'Assemblea costituente si svolgano in ossequio al principio della libertà e della regolarità, consentendo ai diversi partiti di effettuare realmente le proprie campagne in tutto il paese;

6.ritiene che una diminuzione degli atti di violenza sia il presupposto per un'autentica campagna elettorale, e si attende da tutti i partiti, anche da quelli che non sono d'accordo con la data delle elezioni, che facciano quanto in loro potere per frenare la propria base;

7.invita gli Stati membri a fornire assistenza nei programmi di addestramento della polizia sudafricana, onde evitare violenze e rispettare i diritti dell'uomo;

8.chiede alla Commissione e agli Stati membri di adottare rapidamente iniziative per sostenere l'indizione di elezioni libere e regolari, in particolare rafforzando la missione di osservazione della Comunità e promuovendo il controllo da parte dell'ONU;

9.dichiara che la Comunità e gli Stati membri devono sostenere il processo elettorale in quanto tale e che pertanto la Comunità dovrebbe focalizzare i propri aiuti sulla proposta Commissione Elettorale Indipendente;

10.ritiene che l'uguaglianza dei diritti politici tra tutti i cittadini del Sudafrica dovrà comprendere un'appendice sociale, poiché le disuguaglianze sociali sono strettamente connesse con la segregazione razziale;

11.ritiene che l'accelerazione della decomposizione del tessuto sociale dopo svariati anni, la disoccupazione, il cui tasso è del 40% tra la popolazione nera, la violenza e la delinquenza, rappresentano uno dei principali rischi per l'avvenire del Sudafrica;

12.chiede in tal senso alla Commissione e al Consiglio di prevedere un piano di sviluppo economico e sociale per il Sudafrica democratico, e di estendere il programma speciale della Comunità ad altre organizzazioni attive nel Sudafrica;

13.ricorda le sue precedenti risoluzioni sulla necessità di abrogare le sanzioni, eccettuate quelle riguardanti la fornitura di armi, e di promuovere gli investimenti in Sudafrica;

14.ritiene opportuno istituire una qualche forma di dialogo tra il Parlamento europeo e il Transitional Executive Council;

15.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, alla Cooperazione politica europea e a tutti i partecipanti alla "Multi-Party Negotiating Conference".

 
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