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Parlamento Europeo - 15 luglio 1993
Diritti umani nella ex Jugoslavia

A3-1067, 1070, 1073 e 1098/93

Risoluzione sulla situazione dei diritti umani nella ex Jugoslavia

Il Parlamento europeo,

-viste le sue precenti risoluzioni sulla situazione nella ex Jugoslavia,

A.allarmato per la catastrofe che sta compiendosi nelle città assediate della Bosnia-Erzegovina,

B.turbato dai recenti tentativi serbi di tagliare tutti i rifornimenti di acqua ed energia a Sarajevo e dal rapido deterioramento delle condizioni mediche e sanitarie della capitale bosniaca,

C.informato del drammatico appello dell'Alto Commissario dell'ONU, Sadako Ogata, sull'imminente penuria di aiuti alimentari e di medicinali in Bosnia-Erzegovina, penuria che minaccerà la vita di 1.300.000 persone che dipendono esclusivamente dagli aiuti internazionali,

D.indignato che i governi di molti paesi non rispettano gli impegni presi con le organizzazioni umanitarie internazionali e che l'Alto Commissariato ha sinora ricevuto solo 130 milioni di dollari, mentre il minimo necessario per un anno ammonterebbe a quattro volte tanto,

E.turbato dal fatto che tali disastri rappresentano in gran parte il risultato del mancato rispetto delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU, la cui responsabilità grava fortemente, tra gli altri, sugli Stati membri della CE,

F.ricordando le dichiarazioni del Consiglio secondo cui occorrerebbe evitare l'intervento militare fintantoché potrà essere garantita l'assistenza umanitaria, dato il blocco delle vie di rifornimento alle città minacciate dalle milizie serbe e croate,

G.ricordando le conclusioni del Consiglio europeo di Copenaghen, secondo cui gli Stati membri e la CE dovrebbero impegnare più uomini e mezzi nelle operazioni dell'ONU nell'ex Jugoslavia,

H.tenendo conto delle dichiarazioni del Vertice G7 di Tokyo in cui si sottolinea che non sarà accettato nessun accordo sulla Bosnia-Erzegovina senza il consenso del governo legittimo di questo Stato,

I.informato delle pressioni del rappresentante della CE, Lord Owen, sul governo della Bosnia-Erzegovina perché accetti i piani Karazic e Boban sulla partizione della repubblica in entità etniche, sostenuti da Milosevic e Tudjman,

J.viste le continue violazioni quotidiane dei diritti della popolazione kossovita da parte della polizia e dei militari e vista la domanda dei serbi di ritirare gli osservatori internazionali della CSCE dalla provincia del Kossovo,

K.inorridito per le condizioni di clandestinità nelle quali migliaia di stranieri illegali e di profughi non registrati, provenienti dalla ex Jugoslavia, sono in questo momento obbligati a vivere negli Stati membri della Comunità,

1.ritiene che il conflitto e le atrocità in Bosnia-Erzegovina che hanno provocato la morte e/o la mutilazione di decine di migliaia di civili, incluse molte migliaia di bambini, rappresentino la peggiore violazione dei diritti umani in Europa dalla seconda guerra mondiale;

2.condanna i tentativi serbi di privare la popolazione civile di Sarajevo di acqua e di energia;

3.chiede agli Stati membri e alla Commissione di rispondere positivamente alla domanda dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i profughi e di prolungare il loro aiuto umanitario;

4.invita gli Stati membri ad aprire in modo più generoso le loro frontiere ai profughi della Bosnia-Erzegovina;

5.chiede alla Comunità ed ai suoi Stati membri di invitare l'Alto Commissario dell'ONU per i profughi a portare a termine senza indugi la registrazione di tutti coloro che potrebbero potenzialmente beneficiare dello status di profugo e di garantire che profughi e rifugiati siano tempestivamente e esaurientemente informati su tutte le scelte di asilo disponibili e ciò onde evitare una dispersione forzata o involontaria di comunità etniche;

6.invita il Consiglio a prendere iniziative al fine di garantire con tutti i mezzi la sicurezza delle cosiddette "zone protette";

7.chiede che le attività del rappresentante della CE siano conformi alle dichiarazioni del Consiglio, della CPE e del Parlamento europeo sul rispetto per le decisioni sovrane del governo legittimo della Bosnia-Erzegovina; chiede che Lord Owen renda conto della sua politica dinanzi al Parlamento europeo o alla sua commissione per gli affari esteri e la sicurezza;

8.chiede agli Stati membri della CSCE di mantenere i loro osservatori sul territorio del Kossovo per evitare un deterioramento della situazione;

9.esprime la sua solidarietà al vincitore del Premio Sakarov, sig. Demaci, che faceva uno sciopero della fame per ottenere il ripristino della libertà di stampa nel Kossovo;

10.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, alla CPE, al governo della Bosnia-Erzegovina, al Parlamento del Kossovo, alla CSCE e all'UNHCR.

 
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