B3-1011, 1012, 1039, 1040 e 1045/93
Risoluzione sugli aspetti culturali del GATT
Il Parlamento europeo,
-vista la sua risoluzione dell'11 ottobre 1990 sullo stato di avanzamento dei negoziati commerciali multilaterali nel quadro dell'Uruguay Round del GATT ,
-visto il progetto di atto finale basato sui risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay Round del 20 dicembre 1991, denominato "documento Dunkel",
A.considerando che data la notevole crescita degli scambi internazionali di servizi, da una parte, e di beni tutelati dalle norme sui diritti di proprietà intellettuale, dall'altra, è essenziale garantire la stabilità e la sicurezza degli scambi in questione,
B.considerando che il settore audiovisivo rappresenta una componente importante della cultura europea e che, tenuto conto degli sviluppi tecnologici, l'immagine sarà il principale veicolo culturale del XXI· secolo,
C.considerando che la liberalizzazione degli scambi commerciali deve essere valutata tenendo presente la salvaguardia di interessi superiori e segnatamente della cultura europea,
D.considerando che nel settore audiovisivo gli scambi tra Europa e America sono assolutamente sproporzionati (le esportazioni americane ammontano infatti a 3-4 miliardi di dollari, mentre quelle europee a soli 250 milioni di dollari), e che pertanto non si può seriamente affermare che la politica audiovisiva europea comporta barriere agli scambi,
E.considerando il carattere globale dei negoziati,
1.sottolinea che la debolezza del settore audiovisivo europeo risulta intollerabile, data la sua dimensione culturale;
2.ricorda, al riguardo, che "la cultura non è una merce come le altre";
3.prende atto e si felicita delle proposte presentate dalla Commissione conformemente al mandato ad hoc assegnatole dal Consiglio, miranti a inserire nel corpo del testo una "clausola di specificità culturale" allo scopo di proteggere tra gli altri il settore audiovisivo;
4.sostiene la Commissione nella sua richiesta di prevedere esenzioni della clausola della nazione più favorita, onde garantire efficacia alla direttiva "Televisione senza frontiere" (92/38(CEE) , al programma MEDIA, al programma EURIMAGE del Consiglio d'Europa e agli accordi di coproduzione sottoscritti dagli Stati membri;
5.ribadisce la sua ferma adesione alla direttiva sopra citata e si oppone formalmente al suo smantellamento, a ogni modifica che ne indebolisca la portata e a ogni interpretazione contraria al suo spirito;
6.richiama l'attenzione sul fatto che, al di là della duplice dimensione economica e culturale che caratterizza il settore audiovisivo, l'immagine veicola messaggi e di conseguenza stimola la domanda dei più disparati prodotti di consumo, il che rappresenta un'altra dimensione economica di questo settore, dalla quale dovrebbero derivare vantaggi per la totalità dell'industria della Comunità;
7.chiede alla Commissione di rifiutare qualunque concessione che possa mettere in pericolo tanto la conservazione quanto la futura espansione delle culture europee;
8.incarica il proprio Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio.