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Parlamento Europeo - 16 luglio 1993
Programmazione energetica a livello regionale

A3-0203/93

Risoluzione sulla programmazione energetica nella Comunità europea a livello regionale

Il Parlamento europeo,

-vista la proposta di risoluzione presentata dall'on. Bettini sulla programmazione energetica nella Comunità a livello regionale (B3-1270/91),

-vista la Comunicazione della Commissione sulla programmazione energetica nella Comunità europea a livello regionale (COM(91)0053),

-visto l'art 3B del Trattato sull'Unione europea,

-visto il Libro verde sull'Ambiente urbano, capitolo 2, punto 5.7. relativo alla gestione dell'energia urbana (COM(90)0218) e la risoluzione del Consiglio in materia ,

-vista la risoluzione del Consiglio "energia-ambiente" del 16 settembre 1986 sugli obiettivi energetici della Comunità fissati per il 1995 e la convergenza delle politiche degli Stati membri,

-visti la relazione della Commissione per l'energia, la ricerca e la tecnologia e il parere della commissione per la politica regionale, l'assetto territoriale e le relazioni con i poteri regionali e locali (A3-0203/92),

A.considerando l'insufficiente rilievo attribuito a Maastricht al settore energetico e, per contro, l'assoluta necessità per la Comunità di disporre di una base giuridica che le consenta di gestire, in prima persona, il proprio potenziale energetico quale fattore strategico per la coesione economica e sociale,

B.considerando che l'obiettivo della coesione economica e sociale implica necessariamente la valutazione ottimale delle potenzialità energetiche specifiche delle regioni in ritardo di sviluppo o in declino, che si ottiene mediante una politica volontaristica di poteri pubblici regionali, nazionali e comunitari a favore delle energie rinnovabili,

C.considerando che la realizzazione delle reti transeuropee auspicata nella comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo: " Verso reti transeuropee - Per un programma d'azione comunitario " (COM(90) 0585), evidenzia l' importanza di trovare un equilibrio tra competenze regionali, nazionali e comunitarie, nonché tra impegno pubblico e privato al fine di evitare l' accavallarsi incoerente di progetti individuali che non presentano un effettivo interesse comune,

D.considerando l' inadeguatezza degli attuali confini regionali per la realizzazione di una programmazione regionale volta al coordinamento di aree fra loro eterogenee ma omogenee al loro interno da un punto di vista energetico, nonchè la conseguente necessità di una ridefinizione dei confini energetici a prescindere dagli attuali confini regionali,

E.considerando la necessità di identificare, a livello di singole regioni, degli interlocutori della programmazione energetica in grado sia di assicurare un fitto scambio di informazioni con la Comunità che di fungere da tramite tra questa e i singoli interlocutori all' interno di ogni regione,

F.considerando che i grossi centri urbani hanno proprie caratteristiche peculiari che li differenziano notevolmente dal restante territorio regionale e rendono quindi necessaria l' adozione di specifiche politiche di programmazione per ciò che li riguarda,

1.ritiene necessario promuovere lo sviluppo di un organo quale l'associazione VALOREN per la raccolta e lo scambio di informazioni regionali, presupposto indispensabile per un efficiente coordinamento della programmazione energetica regionale; anche la Commissione dovrà prestare tale servizio;

2.ritiene che la programmazione energetica su scala regionale, come sostenuto dalla Commissione, debba essere coordinata con i programmi quadro comunitari di sostegno e con le iniziative prese nel quadro dei Fondi strutturali, divenendo cosí parte integrante delle misure comunitarie di accompagnamento di cui ai paragrafi 2 e 3 dell'articolo 130 R del trattato che istituisce la Comunità economica europea;

3.valuta positivamente il contributo di questo programma di attività per stimolare la programmazione energetica, soprattutto nelle regioni meno sviluppate, periferiche e insulari;

4.ritiene che la dimensione territoriale nell'ambito della quale si deve procedere alla programmazione energetica debbano essere la città e la regione, dimensione determinata in base a criteri energetici, sociali, culturali ed economici superando la struttura amministrativa; chiede quindi che venga definita una mappa comunitaria che identifichi le regioni energetiche omogenee sul piano interno, a prescindere dall'attuale geografia politico-amministrativa e recensisca le potenzialità energetiche locali e regionali non ancora sviluppate, in particolare nel settore delle energie rinnovabili;

5.ritiene necessario modificare il concetto di regione prioritaria di intervento in materia energetica, dal momento che la scelta di taluni parametri ritenuti essenziali, nel testo della Commissione, per definirla è suscettibile di escludere zone potenzialmente in grado di assicurare una produzione e una gestione energetica razionali e coordinate (com'è il caso delle regioni altamente industrializzate escluse da tale documento); tutte le regioni devono essere valorizzate sulla base delle loro specificità: le regioni frontaliere, periferiche, rurali, le isole, le aree urbane, le regioni altamente industrializzate, le regioni che registrano un ritardo di sviluppo;

6.chiede che si attui la liberalizzazione del piccolo mercato, ovvero della produzione, distribuzione e commercio di gas e di elettricità su linee di tensione inferiori a 380 V all'interno delle singole regioni, ponendo dei limiti per ciò che riguarda i vincoli ambientali e l'utilizzo delle infrastrutture;

7.chiede che si valuti l'impatto energetico di possibili misure volte al miglioramento delle condizioni energetiche delle città, quali, per esempio, il decentramento dei servizi e l' eventuale cablaggio dei centri urbani;

8.chiede alla Commissione di valutare urgentemente le ripercussioni regionali di misure quali la liberalizzazione del mercato energetico e l'applicazione dell'imposta sul CO2 in regioni dipendenti dalla produzione termoelettrica;

9.chiede alla Commissione che il quarto programma quadro di ricerca preveda azioni mirate su scala regionale volte all'attuazione di piani di programmazione energetica che facciano ricorso all'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, integrate in un fase di transizione dal gas (o dalla gassificazione del carbone);

10.ritiene che la Comunità debba promuovere la creazione di Agenzie regionali (e metropolitane, a seconda delle dimensioni e dei bisogni dei diversi centri urbani) per la programmazione energetica, a carattere misto, pubblico e privato; si mirerà alla promozione del risparmio energetico e all'impiego razionale delle risorse, favorendo lo sfruttamento del potenziale energetico rinnovabile;

11.ricorda che la programmazione energetica deve essere il risultato coordinato degli interventi dei diversi operatori interessati: le Agenzie regionali (e metropolitane), le autorità nazionali, la Commissione , le industrie produttrici, il settore finanziario, i tecnici e la collettività nelle sue varie forme d'organizzazione;

12.chiede alla Commissione e alle autorità nazionali e regionali che le azioni in campo energetico previste dai quadri comunitari di sostegno, che presiedono agli interventi dei Fondi strutturali, siano conformi agli obiettivi e ai criteri della programmazione energetica su scala regionale; ritiene indispensabile che sia rilanciato il programma VALOREN, visti i risultati positivi che esso ha permesso di ottenere a livello regionale e locale;

13.ritiene che il modello di programmazione energetica più adeguato a livello regionale sembri essere quello della transizione energetica, poiché permette il passaggio dalla produzione energetica tradizionale allo sfruttamento efficace di tutte le risorse locali , creando un sistema di produzione energetica autonoma da inserire nella rete di distribuzione ;

14.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio.

 
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