B3-1295/93
Risoluzione sui gravi incidenti avvenuti a Crotone
Il Parlamento europeo,
A.considerando la grave crisi dell'Enichem di Crotone, la quale ha provocato drammatiche manifestazioni di protesta che hanno impegnato le Istituzioni locali, ecclesiastiche e tutta la popolazione e che tuttora determinano la paralisi della città,
B.constatando che i fatti di Crotone non sono isolati e si ripetono quotidianamente in tutte le regioni del Mezzogiorno d'Italia ed in special modo nell'area di Napoli, dove la crisi occupazionale assume i toni della tragedia,
C.considerando che la città di Crotone è da cinque giorni paralizzata da uno sciopero generale e che nei giorni scorsi si sono verificati fenomeni di blocco sia dell'autostrada che della ferrovia; che analoghi fenomeni si sono verificati in altre zone del Mezzogiorno, soprattutto nel Napoletano, e che altre violente proteste sono annunciate, tanto che il Mezzogiorno d'Italia rischia di diventare una polveriera con gravi pericoli per le stesse sorti della democrazia,
D.rilevando che il fenomeno si iscrive nella situazione economica e sociale del Mezzogiorno, la quale, pur inquadrandosi nella più complessiva crisi occupazionale dei paesi comunitari, in quelle aree presenta dati catastrofici,
E.rilevando che le giustificate tensioni sociali si fondono drammaticamente con la debolezza del tessuto sociale, determinando nuovo terreno fertile e nuovo spazio per la criminalità organizzata,
1.chiede alla Commissione di assumere iniziative urgenti e concrete per affrontare la questione occupazionale nei paesi della Comunità, intervenendo con strumenti ed iniziative mirate in quelle aree dove le tensioni sono più acute ed i problemi più urgenti, come il Mezzogiorno d'Italia;
2.sollecita ed impegna il governo italiano e le regioni meridionali ad attivare iniziative coerenti per ridisegnare il tessuto produttivo delle aree del Mezzogiorno, completamente destrutturate da una irreversibile crisi industriale, utilizzando, anche attraverso strumenti straordinari, le risorse comunitarie ancora non impegnate dei PIM e del POP, e comunque non spese, ed accelerando le procedure per i fondi stanziati per il quadriennio 1994-1999;
3.impegna la Commissione a non operare alcun trasferimento ad altre nazioni di risorse assegnate alle regioni meridionali italiane e comunque non ancora utilizzate, in quanto gravi questioni sociali non si possono affrontare con la rigidità dei regolamenti;
4.esprime solidarietà ai lavoratori impegnati nella dura lotta per salvare il posto di lavoro ed a quanti, giovani soprattutto, ne sono alla disperata ricerca per garantirsi il diritto alla vita;
5.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e al governo della Repubblica italiana.