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Parlamento Europeo - 16 settembre 1993
Le violazioni dei diritti umani in Brasile

B3-1265, 1270, 1290, 1297 e 1310/93

Risoluzione sulle violazioni dei diritti umani in Brasile

Il Parlamento europeo,

-viste le sue precedenti risoluzioni sul Brasile,

-visto l'articolo 1 dell'accordo quadro di cooperazione fra la Comunità e la Repubblica federativa del Brasile ,

A.indignato per il continuo e sistematico aumento dei casi di assassinio, tortura ed esecuzione stragiudiziale e per altre violazioni dei diritti umani commesse in Brasile da membri della polizia militare da altre forze di polizia o da sicari, che restano impuniti,

B.allarmato per l'uccisione di 8 giovani vicino alla chiesa della Candelária avvenuta a Rio de Janeiro il 23 luglio 1993 ad opera di membri della polizia militare,

C.profondamente colpito dai circa 1.800 casi di assassinio verificatisi dal 1964 nel contesto di conflitti per le terre, di cui sono stati vittime centinaia di importanti leader di movimenti ed attivisti, spillatori di gomma e indigeni, le cui attività miravano a preservare il tradizionale stile di vita e la foresta pluviale,

D.indignato e costernato per il brutale assassinio di almeno 18 indios Yanomani, uomini donne e bambini, della comunità di Haximu ad opera probabilmente di "garimpeiros" che lavoravano illegalmente al confine tra il Venezuela e il Brasile nell'agosto 1993, dichiarato dall'ONU Anno delle popolazioni indigene nel mondo,

E.inorridito per l'assassinio di 21 persone nella "favela" di Vigário Geral (Rio de Janeiro) perpetrato il 30 agosto, il terzo massacro di questo tipo attribuito negli ultimi undici mesi alla polizia militare,

F.ricordando il massacro avvenuto nel penitenziario di San Paolo il 2 ottobre 1992, quando 111 prigionieri furono uccisi da membri della polizia militare "nel quadro di un'azione deliberata e concertata" (Amnesty International),

G.profondamente preoccupato per la nomina di funzionari, che si presume abbiano partecipato a torture od omicidi, ad importanti posti nel governo brasiliano, come il signor Afonso António Marcondes, nominato alla carica di sottosegretario per i servizi segreti presso il segretario degli affari strategici il 7 luglio 1993,

1.fa appello alle autorità brasiliane affinché compaiano in giudizio i responsabili di torture e di omicidi, in particolare i colpevoli dei massacri sopra descritti;

2.invita le autorità brasiliane a garantire la sicurezza personale e l'integrità fisica e psicologica dei sopravvissuti ai massacri sopra descritti nonché a far concedere loro un equo compenso dallo Stato, che comprenda un indennizzo alle famiglie e alle altre persone a carico delle vittime;

3.invita le autorità brasiliane a rivedere dalle fondamenta il finanziamento delle forze di polizia, sia civili che militari, e lancia un appello all'attuale governo democratico ed ai governi degli Stati federati affinché dimostrino maggiore fermezza nel denunciare, inquisire e punire questi crimini e sostiene tutte le loro iniziative miranti a difendere la vita, la convivenza, la cittadinanza e il sostentamento di tutti i brasiliani;

4.invita le autorità brasiliane ad esaminare l'opportunità di trasferire i casi di crimini comuni commessi da membri della polizia militare in servizio dalla giurisdizione militare alla giurisdizione ordinaria;

5.condanna energicamente il massacro degli indios Yanomani ed accoglie con favore le dure parole di condanna del procuratore generale brasiliano, che lo ha definito un "genocidio";

6.invita le autorità brasiliane a garantire l'abbandono delle terre indigene da parte di tutti i cercatori d'oro e rinnova il suo appello affinché i territorio indigeni siano demarcati quanto prima, con conseguente convalida e protezione, il che, secondo la Costituzione del 1988, dovrebbe avvenire entro il mese di ottobre 1993;

7.rinnova la sua richiesta alla sua sottocommissione per i diritti dell'uomo di organizzare un'audizione pubblica volta ad analizzare la problematica delle popolazioni indigene in America latina;

8.chiede alla Cooperazione politica europea di condannare questi massacri nei termini più duri;

9.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, alla Cooperazione politica europea e al governo brasiliano.

 
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