B3-1264, 1283 e 1309/93
Risoluzione sulla tratta delle donne
Il Parlamento europeo,
-viste le Convenzioni delle Nazioni Unite sulla repressione e l'abolizione della tratta degli esseri umani del 1949 e sull'eliminazione di qualsiasi forma di discriminazione nei confronti delle donne del 1979,
-visti la Convenzione europea sui diritti dell'uomo e gli accordi internazionali, fra cui le Convenzioni dell'UIL,
-vista la dichiarazione del Consiglio europeo di Edimburgo sui principi che disciplinano gli aspetti esterni della politica migratoria,
-vista la dichiarazione del 2 giugno 1993 dei Ministri TREVI sulla tratta degli esseri umani (comunicato stampa),
-vista la risoluzione del giugno 1993 dei Ministri preposti all'immigrazione sull'immigrazione clandestina (rimpatrio),
-viste le proprie risoluzioni sulla libera circolazione delle persone e sull'immigrazione, con specifico riferimento a quelle del 18 e del 19 novembre 1992 ,
-vista la propria risoluzione del 15 luglio 1993 sulla politica europea dell'immigrazione ,
-vista la propria risoluzione su EUROPOL del 22 gennaio 1993 ,
-vista la propria risoluzione dell'11 giugno 1986 sulla violenza contro le donne ,
-vista la propria risoluzione del 14 aprile 1989 sullo sfruttamento della prostituzione e sul commercio degli esseri umani ,
A.considerando che sottoporre un individuo alla schiavitù, alla servitù e a trattamenti degradanti costituisce un crimine contro la dignità umana e una grave violazione dei diritti dell'uomo,
B.considerando che la tratta degli esseri umani è in gran parte una conseguenza delle relazioni economiche squilibrate a livello internazionale e che detto problema riguarda sia la politica di sviluppo che quella della cooperazione internazionale con i paesi del sud e dell'Europa orientale,
C.considerando che un certo numero di persone si prostituisce contro la propria volontà o perché costrette da un terzo o per necessità, in considerazione dell'ambiente economico di povertà, di disoccupazione e di insicurezza in cui esse vivono,
D.considerando che la tratta delle donne è una forma di schiavitù, legata alla macrocriminalità internazionale e che la lotta contro detta forma di schiavitù deve prendere di mira, in via prioritaria, le reti clandestine e i magnaccia e non già coloro che ne sono vittime,
E.considerando che EUROPOL è preposto allo scambio delle informazioni sulla macrocriminalità,
F.considerando che, stante l'assenza di statuto legale, la prostituzione costituisce un'attività che si colloca in una zona grigia della società,
G.considerando che i Ministri dei Dodici riuniti nel gruppo TREVI hanno incaricato il gruppo TREVI 3 di esaminare "le prassi seguite dalla polizia in materia di lotta contro la tratta degli esseri umani con specifico riferimento allo sfruttamento sessuale mediante il traffico dei minori e delle donne", "onde, se del caso, armonizzarle e aumentarne l'efficacia",
1.reputa che il problema della tratta delle donne postula sia una cooperazione internazionale per quanto riguarda la lotta contro la macrocriminalità sia la predisposizione di accordi internazionali a tutela delle donne e delle ragazze dalla persecuzione e dalla tratta degli esseri umani;
2.invita i poteri pubblici, specie la Comunità europea e gli organismi preposti alla cooperazione fra i Dodici in materia di polizia e di lotta contro la macrocriminalità, a impegnarsi a collaborare strettamente con le organizzazioni e le ONG che si occupano dell'assistenza alle vittime, fra l'altro grazie alla definizione di una politica di lotta contro l'immigrazione clandestina;
3.reputa che detta politica deve rispettare i diritti dell'uomo e i principi enunciati nelle sue risoluzioni;
4.sottolinea che una siffatta politica comune oltreché prefiggersi una finalità repressiva contro coloro che sfruttano gli esseri umani deve ottemperare a un obiettivo sociale, di modo che coloro che si prostituiscono possano usufruire di tutte le cure sanitarie e dei sussidi educativi e formativi atti a consentire loro un reinserimento sul mercato occupazionale e in seno alla società;
5.invita la Commissione ad incaricarsi del coordinamento di detta politica e a organizzare una riunione con tutti gli organismi interessati, specie il Parlamento europeo;
6.chiede al gruppo TREVI, specie alla sua presidenza, di essere informato e consultato sui risultati e le proposte del gruppo TREVI 3;
7.sollecita EUROPOL a impegnarsi nella lotta contro la tratta delle donne e le reti preposte al traffico degli esseri umani;
8.reputa necessaria l'attuazione da parte degli Stati membri di un efficace coordinamento nella lotta contro il riciclaggio dei capitali;
9.invita i governi degli Stati membri ad adottare, in occasione di un prossimo Consiglio, una dichiarazione che denunci lo sfruttamento della prostituzione coatta e la tratta delle donne e annunci provvedimenti comunitari di lotta contro questo tipo di sfruttamento, oltre che sanzioni penali contro il commercio delle donne e degli esseri umani in generale;
10.chiede agli Stati membri di adottare provvedimenti legali in ordine alla tutela dei diritti, della dignità e della sicurezza delle persone vittime delle tratte di donne, in particolare:
a)un soggiorno legale e la tutela dei testimoni per le emigranti prima, durante e dopo un processo relativo alla tratta di esseri umani,
b)il soggiorno sul territorio delle vittime della tratta internazionale, specie allorquando il loro rimpatrio potrebbe mettere in pericolo la loro sicurezza personale ed esporle a nuovi sfruttamenti,
c)il diritto a costituirsi parte civile per le vittime di tratte,
11.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al gruppo ad hoc "Immigrazione" e al gruppo TREVI oltre che ai governi e ai Parlamenti degli Stati membri.