B3-1257/93
Risoluzione sulla detenzione dei tibetani Gendun Rinchen, Lobsang Yontan e Damchoe Pemo e su altri episodi di violazione dei diritti umani in Tibet
Il Parlamento europeo,
-vista la preoccupata dichiarazione della CPE del 1 giugno 1993,
-viste le sue precedenti risoluzioni, in particolare quella del 24 giugno 1993 sulla repressione nel Tibet e l'esclusione del Dalai Lama dalla Conferenza mondiale sui diritti dell'uomo ,
-vista la preoccupata dichiarazione di Amnesty International,
A.consapevole delle deplorevoli violazioni dei diritti umani in Tibet e del gran numero di prigionieri politici, incluse le 107 persone arrestate dall'aprile al luglio 1993 per aver partecipato a manifestazioni a favore dell'indipendenza o per aver sollecitato la liberazione di dissidenti,
B.ricordando gli arresti di Gendun Rinchen e di altri attivisti tibetani impegnati nella difesa dei diritti umani, arresti avvenuti prima dell'arrivo in Tibet, lo scorso maggio, di una delegazione di ambasciatori comunitari, nel chiaro tentativo da parte delle autorità cinesi di evitare contatti con la delegazione della Comunità, ed in particolare di impedire ad essa di ricevere informazioni sui prigionieri politici,
C.preoccupato per il fatto che Gendun Rinchen è detenuto in isolamento sin dal momento del suo arresto ed è stato accusato di aver trafugato segreti di stato, imputazione che può portare alla condanna a morte,
D.esprimendo viva preoccupazione per le notizie relative all'arresto e ai maltrattamenti cui le forze di polizia hanno sottoposto Damchoe Pemo, all'epoca incinta di venti settimane, che ha perso il proprio bambino per essere stata costretta a rimanere in piedi per almeno dodici ore ed essere stata percossa con bastoni che trasmettono scariche elettriche,
E.gravemente preoccupato dalle notizie in base alle quali il villaggio di Kymishi, nel distretto di Gongkar della prefettura di Lhoka, è stato accerchiato da centinaia di militari cinesi che hanno disposto mitragliatrici e arrestato trentacinque degli abitanti,
F.convinto che le relazioni tra la Comunità e la Cina non dovrebbero essere dettate unicamente da ragioni di interesse economico ma dovrebbero essere subordinate anche al rispetto dei diritti umani e della democrazia,
1.chiede alle autorità cinesi di rilasciare immediatamente quanti sono detenuti unicamente per aver esercitato il proprio diritto alla libertà di espressione e di garantire che i prigionieri tibetani non siano sottoposti a torture e maltrattamenti e possano mettersi in contatto con i familiari e con un legale di loro scelta;
2.appoggia la coraggiosa opera di Gendun Rinchen e di quanti si battono al suo fianco per il rispetto dei diritti umani, in particolare, a favore dei prigionieri politici in Tibet;
3.chiede nuovamente alla Commissione di subordinare tutti i futuri accordi economici e commerciali con la Repubblica popolare cinese al rispetto dei diritti umani in Cina e nel Tibet;
4.ritiene inopportuno che, in mancanza di significativi progressi da parte del governo cinese per quanto attiene al rispetto dei diritti umani, i Giochi olimpici del 2000 si svolgano a Pechino;
5.dà mandato alla sua delegazione per le relazioni con la Cina affinché il problema della violazione dei diritti umani, soprattutto con riferimento al Tibet, venga discusso in occasione della sua prossima visita nella Repubblica popolare cinese;
6.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, alla Cooperazione politica europea e ai governi della Repubblica popolare cinese e della regione autonoma del Tibet.