Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
mer 29 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio PE
Parlamento Europeo - 16 settembre 1993
Desertificazione nella Comunità europea

A3-0245/93

Risoluzione sul processo di desertificazione nella Comunità europea e sul suo contenimento

Il Parlamento europeo,

-vista la proposta di risoluzione presentata dalla on. Diez de Rivera sul contenimento del processo di desertificazione in corso nella Comunità (B3-0760/89),

-vista la propria risoluzione del 14 maggio 1987 sul IV Programma d'azione delle Comunità europee in materia ambientale (1987-1992) ,

-visto il proprio parere del 26 maggio 1989 sul miglioramento dell'efficienza delle strutture agrarie in materia di imboschimento delle superfici agricole ,

-visto il proprio parere del 26 maggio 1989 sullo sviluppo e la valorizzazione delle foreste nelle zone rurali della Comunità ,

-visto il proprio parere del 10 luglio 1992 sulla protezione delle foreste nella Comunità contro l'inquinamento atmosferico ,

-visto il proprio parere del 10 luglio 1992 sulla protezione delle foreste nella Comunità contro gli incendi ,

-visto il proprio parere del 26 maggio 1989 sull'istituzione di un sistema europeo di informazione e di comunicazione forestale ,

-visto il proprio parere del 14 marzo 1990 sull'istituzione dell'Agenzia europea dell'ambiente e della rete europea di controllo e di informazione sull'ambiente ,

-visto il proprio parere del 14 febbraio 1990 sul programma di coordinamento e informazione sullo stato dell'ambiente e delle risorse naturali nella Comunità ,

-visto il proprio parere del 13 settembre 1991 sull'istituzione di uno strumento finanziario per l'ambiente (LIFE) che sostituisce e incorpora i programmi MEDSPA, ACNAT e NORSPA ,

-visto il proprio parere del 19 novembre 1990 sulla tutela degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche ,

-vista la propria risoluzione del 17 novembre 1992 sul Quinto programma comunitario di politica e azione a favore dell'ambiente e di uno sviluppo sostenibile ,

-visti la relazione della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori nonché il parere della commissione per l'agricoltura, la pesca e lo sviluppo rurale (A3-0245/92),

A.considerando che il suolo costituisce il fondamento fisico su cui poggiano gli ecosistemi terrestri e che, pertanto, non si può trascurare l'importanza vitale della sua conservazione per la flora, la fauna e la specie umana, le quali - direttamente o indirettamente - dipendono da esso,

B.considerando che il continuo processo di degrado del suolo nelle zone aride e semiaride dovuto all'azione combinata di fattori fisici diversi (clima, rilievo, tipo di suolo, ecc.) e di attività umane dannose ha provocato un aggravamento di questo processo di erosione del suolo che lentamente e inesorabilmente condurrà alla desertificazione,

C.tenendo conto del fatto che l'indice di precipitazione limite di 600 mm annui, a partire dal quale può aver inizio la desertificazione, vale per la maggior parte del sud dell'Europa,

D.considerando che gran parte della superficie mediterranea europea - in particolare ampie zone del Sud-Est spagnolo (nelle province di Almeria, Granada e Murcia), il Levante spagnolo e la valle dell'Ebro, Castilla La Mancha ecc., il Sud della penisola italiana, la Sardegna, la Sicilia, la Corsica e gran parte della Grecia, nonché l'Alentejo e l'Algarve in Portogallo - è esposta agli effetti di un clima che alterna lunghi periodi di siccità a piogge stagionali intense che accelerano il processo di desertificazione,

E.considerando che in questa zona l'intenso e scorretto sfruttamento del suolo da parte dell'uomo nel corso dei millenni, con il suo seguito di dissodamenti, incendi, disboscamenti, pastorizia non regolamentata, erosione, salinizzazione ecc., ha contribuito ad accelerare il processo di erosione del suolo e a creare condizioni favorevoli per futuri e irreversibili processi di desertificazione,

F.considerando che, negli ultimi tre secoli, e in forma più intensa negli ultimi decenni, la pressione dell'uomo sull'ambiente si è accresciuta, dato l'aumento del consumo di energia e lo sviluppo tecnologico che hanno consentito tra l'altro la concentrazione di popolazioni e l'intensivazione in campo agricolo, con conseguente abuso nell'utilizzazione di erbicidi e insetticidi e impiego di macchinari pesanti e di aratri operanti in profondità che hanno accelerato i processi di erosione in tutta l'Europa comunitaria e in particolare nell'Europa meridionale,

G.considerando che la vulnerabilità dei paesi mediterranei in rapporto alla desertificazione si accrescerà con i cambiamenti climatici connessi all'aumento di anidride carbonica nell'atmosfera,

H.considerando che la sempre più rapida erosione del suolo, che può provocare perdite dell'ordine di 100-200 TM per ettaro all'anno nelle zone vulnerabili, costituisce una minaccia per l'agricoltura, dato che riduce l'estensione e la produttività della superficie agricola per abitante, favorisce le inondazioni e limita la capacità dei bacini nonché la capacità di ritenzione e di infiltrazione dell'acqua, assottigliando ancor più le risorse idriche,

I.considerando che il crescente fenomeno del disboscamento, dovuto agli incendi delle foreste che si verificano in forma grave ogni estate, costituisce un altro fattore determinante per l'aggravamento dell'erosione e della desertificazione,

J.tenendo conto del fatto che la distribuzione stagionale delle piogge nell'Europa meridionale è molto irregolare, come del resto la distribuzione da un anno all'altro, con precipitazioni di 200 mm in 24 ore che possono anche raggiungere un'intensità di 100 mm l'ora,

K.considerando la preoccupante scarsità di acqua potabile e per l'irrigazione esistente in talune regioni del bacino mediterraneo nonché l'allarmante degrado della qualità delle acque che, unito a un eccessivo consumo e a uno sfruttamento massiccio e incontrollato delle acque sotterranee, ha portato alla salinizzazione delle falde acquifere e dei terreni coltivabili nonché alla desertificazione dei boschi, determinando un aumento degli incendi forestali,

L.allarmato perché, per i problemi su esposti, decine di migliaia di persone si ritrovano senza sostentamento e sono costrette ad emigrare e oltre mille specie vegetali e oltre duecento vertebrati sono minacciati di estinzione,

M.considerando che la creazione e la tenuta a livello nazionale di un moderno catasto e la definizione e revisione di progetti nazionali di assetto territoriale costituiscono condizioni essenziali per limitare le attività non controllate dell'uomo e aumentare l'efficacia delle varie azioni e sono altresì uno strumento fondamentale per far fronte al fenomeno della desertificazione,

N.considerando che il Trattato sull'Unione europea firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 prevede come uno dei suoi principali obiettivi la promozione di una crescita sostenibile e rispettosa dell'ambiente e integra l'esigenza di tutela dello stesso nella definizione e nell'attuazione delle altre politiche comunitarie,

O.considerando che la Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo svoltasi nel giugno 1992 in Brasile ha previsto al capitolo XII dell'Agenda XXI l'elaborazione di una Convenzione internazionale destinata a combattere la desertificazione e la siccità e che la Comunità europea ha l'obbligo morale di applicare per prima le conclusioni e i risultati di tale Conferenza,

1.chiede alla Commissione e al Consiglio di fare propri i criteri e gli obiettivi concernenti la lotta contro la desertificazione definiti dalla Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo e di perseguire quindi, con adeguati mezzi finanziari, i seguenti obiettivi:

a)elaborare un programma per la raccolta sistematica di dati, informazioni e osservazioni relativi alle regioni europee esposte alla desertificazione e alla siccità e approfondire la conoscenza degli aspetti economici e sociali di tali ecosistemi;

b)elaborare una politica comunitaria di difesa e conservazione dei suoli per lottare contro il degrado delle terre, combattere l'erosione, promuovere le attività di conservazione dei suoli, creare nuove foreste e rigenerare quelle esistenti;

c)promuovere programmi specifici di lotta contro la desertificazione nonché il coordinamento di tali programmi con i piani economici e la programmazione ecologica a livello nazionale;

d)promuovere la formazione, l'informazione, la partecipazione degli agricoltori, del pubblico e degli operatori sociali nonché l'educazione ambientale, con particolare attenzione alla lotta contro la desertificazione;

2.chiede alla Commissione e al Consiglio che nel tracciare la politica agricola, forestale, dei trasporti, delle infrastrutture, industriale, energetica, dell'assetto territoriale, ecc., si tenga conto della gravità dei processi di erosione e si faccia quindi in modo che tali politiche si fondino su una gestione sostenibile del suolo;

3.chiede alla Commissione di mettere a punto, in coordinamento con gli Stati membri interessati, un'autentica strategia di lotta contro la desertificazione, basata sui seguenti principi e sulle seguenti azioni:

a)adeguata conoscenza della grandezza e dei meccanismi del fenomeno:

messa a punto di carte a diverse scale in cui siano delimitate le aree maggiormente a rischio di erosione e quelle più colpite dall'erosione idrica e eolica, con l'inclusione di mappe delle risorse idriche;

creazione, per gli ecosistemi rappresentativi delle aree più colpite, di una Rete di zone pilota per la vigilanza sulla contaminazione di suolo e acque e la valutazione dei processi di desertificazione;

b)sviluppo di tecniche di controllo:

promozione dello sviluppo di tecniche di controllo che comprendano la piantagione di specie colonizzatrici nelle zone più difficili, il ripopolamento delle foreste con specie autoctone, il reimpianto di alberi a crescita lenta, il rimboschimento misto nonché la progettazione e sperimentazione di sistemi di sfruttamento agropastorale adeguati a un ambiente arido e semiarido;

c)elaborazione di un piano d'azione per le zone colpite:

realizzazione di un Piano comunitario di azioni che coordini i piani nazionali e assegni le risorse alle aree più esposte a conseguenze negative, localizzandole geograficamente ed elaborando progetti di bacini idrografici accompagnati dalle opportune misure concrete, progetti che dovranno includere proposte di assetto territoriale secondo i diversi impieghi razionali del suolo nel bacino interessato;

d)supervisione dei piani idrologici nazionali:

conoscenza delle risorse idriche di ogni bacino e valutazione delle ripercussioni ambientali di eventuali travasi e drastica limitazione dell'uso e del consumo delle risorse idriche, disciplinando accuratamente l'utilizzo delle acque sotterranee;

e)integrazione delle azioni di controllo nel contesto socioeconomico:

promozione delle suddette misure nell'ambiente economico e sociale, incoraggiando la partecipazione degli utenti attraverso programmi di divulgazione e incentivi economici;

4.ritiene indispensabile un'attività di informazione e divulgazione affinché sia i cittadini sia le autorità pubbliche prendano coscienza della gravità dei problemi che può comportare la crescente desertificazione in talune regioni della Comunità, nonché della necessità di dare effettiva priorità ai programmi e alle misure di contenimento;

5.invita i governi a mantenere un atteggiamento vigile per un'adeguata pianificazione dell'utilizzazione delle acque sotterranee;

6.chiede pertanto, richiamandosi anche al principio della prevenzione, che le valutazioni dell'impatto ambientale tengano conto anche della qualità del suolo, perché lo sfruttamento di nuovo suolo a fini di urbanizzazione, industriali o di infrastrutture avvenga a scapito delle terre di peggior qualità;

7.chiede alla Commissione di compiere un'esauriente valutazione delle misure contenute nel IV Programma d'azione per la lotta contro la desertificazione nonché della partecipazione finanziaria della Comunità, mediante i regolamenti CEE 1609/89, 1610/89, 3528/86, 1613/89, 3529/86 e 1614/89, al ripopolamento, allo sviluppo e alla valorizzazione delle foreste nelle zone rurali, nonché alla protezione delle foreste contro l'inquinamento e gli incendi;

8.chiede alla Commissione una valutazione aggiornata delle azioni complementari che, con il sostegno comunitario, consentono di conoscere e controllare la desertificazione, tra cui i risultati del programma CORINE per l'individuazione delle zone a rischio, i lavori di ricerca del Programma EPOCH e progetti specifici come l'EFDA;

9.chiede alla Commissione un corretto utilizzo dei Fondi strutturali nel quadro degli obiettivi 1 e 5 b, in modo da soddisfare le esigenze imperative della protezione ambientale garantendo la tutela del suolo e delle risorse naturali, in particolare per quanto riguarda la lotta contro l'erosione e la desertificazione;

10.invita la Commissione a far sì che il recupero del manto vegetale, nonché la conservazione, il controllo e la rigenerazione del suolo nelle zone della Comunità più esposte ai processi di desertificazione costituiscano una priorità nell'esecuzione del Quinto programma di azione, così come richiesto nella summenzionata risoluzione del 17 novembre 1992 concernente tale programma;

11.chiede che l'insieme delle misure di lotta contro la desertificazione possa contare su un finanziamento sufficiente mediante l'aumento dei fondi attribuiti al programma LIFE, che comprende il programma per la tutela dell'ambiente nella regione mediterranea (MEDSPA), nonché mediante fondi complementari di aiuto alla riconversione di terre per impieghi estensivi, diversificati e non concentrati;

12.chiede alla Commissione che la comunicazione che essa presenterà prossimamente al Consiglio su una nuova strategia nel settore forestale tenga conto del ruolo della politica forestale come strategia di lotta e controllo dei processi erosivi e di desertificazione, proponendo eventualmente nuove misure concrete e un coordinamento e una migliore articolazione di quelle già esistenti, cercando inoltre di promuovere il ricorso alle specie autoctone tradizionali - atte a consentire un maggiore equilibrio fra agricoltura, allevamento e silvicoltura - rispetto alle specie resinose e a crescita rapida, che favoriscono gli incendi boschivi e contribuiscono ad aggravare i processi di desertificazione;

13.chiede alla Commissione e al Consiglio di creare un Fondo forestale europeo che consenta un'efficace difesa delle foreste nonché la loro rigenerazione ed estensione a sostegno dell'ambiente e dell'equilibrio degli ecosistemi;

14.ritiene che nelle zone marginali maggiormente colpite dal problema dell'erosione dei suoli e della desertificazione potrebbe essere opportuno incoraggiare, a livello di legislazione nazionale e comunitaria, l'eventuale concessione di crediti privilegiati sia a privati cittadini che a enti locali rappresentativi che si impegnino a partecipare a progetti di rimboschimento e gestione e sfruttamento delle foreste;

15.chiede alla Commissione di provvedere al massimo coordinamento possibile con gli Stati membri e con gli organismi statali specializzati di controllo, in particolare quelli responsabili dei bacini idrografici, nonché con le regioni o comunità più interessate dal processo di desertificazione; chiede altresì che l'Agenzia europea dell'ambiente coordini al momento opportuno, con tali organismi statali, regionali e provinciali, la ricerca scientifica e i controlli tecnici dei processi;

16.sottolinea l'opportunità che gli Stati membri sostengano la realizzazione di progetti pilota di lotta contro la desertificazione in determinate zone, visto che, oltre agli effetti positivi concreti, tali progetti possono essere di grande interesse, dato il loro carattere dimostrativo, e favorire l'estensione di tale tipo di esperimenti ad altre zone;

17.manifesta la sua preoccupazione per il fatto che la riforma della PAC comporta un progressivo abbandono delle terre di coltivazione marginali, abbandono non accompagnato da misure di conservazione del suolo, in luoghi in cui la mancanza di alternative economiche e di promozione di attività complementari all'interno del mondo rurale, unitamente all'età della popolazione attiva nel settore agricolo, hanno come risultato la scomparsa dell'attività umana e l'emigrazione; in tale contesto chiede che gli Stati membri promuovano l'applicazione delle misure complementari alla riforma della PAC relative alla conservazione delle superifici agricole, alla promozione del rimboschimento e di pratiche agricole rispettose dell'ambiente e incoraggino l'adozione di programmi integrati di sviluppo rurale;

18.chiede alla Commissione che, nel quadro della Politica agricola comune, si proceda con urgenza all'adozione di misure preventive e di rigenerazione per ovviare al problema della desertificazione dei suoli aridi delle regioni mediterranee, prevedendo misure finanziarie specifiche volte a sostenere i prodotti degli agrosistemi e degli ecosistemi tradizionali di tali zone che consentano di mantenere un adeguato equilibrio tra agricoltura, allevamento e silvicoltura, nonché ricorrendo a metodi di coltivazione associati (terrazzamento dei terreni, pastorizia transumante, ...) che prevengono l'erosione dei suoli;

19.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi degli Stati membri.

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail