A3-0243/93
Risoluzione sull'embargo contro Cuba e la "legge Torricelli"
Il Parlamento Europeo,
-viste le proposte di risoluzione della on. Piermont sulle norme del "Defense Authorization Bill" (HR 5006) statunitense (legge Torricelli) riguardanti gli scambi commerciali dei paesi terzi (B3-1643/92) e dell'on. Melandri sull'embargo economico contro Cuba (B3-1651/92),
-viste le proprie risoluzioni del 15 febbraio 1990 , del 12 luglio 1990 , del 13 settembre 1990 , del 22 febbraio 1991 , dell'11 luglio 1991 , del 13 febbraio 1992 , del 17 dicembre 1992 e dell'11 marzo 1993 sulle violazioni dei diritti umani a Cuba,
-vista la propria risoluzione del 17 dicembre 1992 sulle restrizioni al commercio internazionale da parte degli Stati Uniti ("Cuban Democracy Act") , in cui si definisce la legge Torricelli "incompatibile con i principi alla base della Dichiarazione transatlantica CEE-Stati Uniti" e "una violazione flagrante della libertà di commercio e di transito a livello internazionale",
-vista la propria risoluzione del 22 aprile 1993 su un aiuto d'emergenza della Comunità alla popolazione di Cuba colpita da un uragano ,
-vista la relazione della commissione per le relazioni economiche esterne (A3-0243/93),
A.considerando che la promozione e il rispetto dei diritti umani, civili e politici sono elementi basilari dei rapporti tra Stati e che tali elementi sono fondamentali al ripristino o all'instaurarsi di relazioni economiche e commerciali - bilaterali o multilaterali - tra gli Stati e auspicando che i responsabili politici di Cuba prendano misure che portino alla cessazione di ogni violazione dei diritti umani,
B.ritenendo che a Cuba si debbano compiere passi decisi verso un processo di democratizzazione del sistema politico, economico e istituzionale e ricordando la propria disponibilità a collaborare ai fini di un'intensificazione della cooperazione politica ed economica con l'isola in presenza dei suddetti passi,
C.ricordando che dal 1962 gli Stati Uniti applicano nei confronti della Repubblica di Cuba una politica di totale embargo economico, commerciale e finanziario,
D.sottolineando che il dissolvimento dell'URSS ha provocato nel paese un vero e proprio crollo economico dato che fino al 1989 l'85% del commercio estero cubano era assorbito dai paesi dell'ex-COMECON,
E.considerando che il Congresso degli Stati Uniti ha approvato l'anno scorso la "legge Torricelli" per inasprire il blocco economico contro Cuba, con l'intento di proibire alle imprese fuori della giurisdizione statunitense scambi commerciali con l'isola e che la Comunità e gli Stati membri avevano chiesto al presidente Bush di porre il veto a detta legge, perché fondata sul principio inammissibile dell'extraterritorialità e contraria al diritto del libero esercizio della sovranità degli Stati,
F.considerando che la "legge Torricelli", la quale è contraria al diritto internazionale ed è rifiutata dalla comunità internazionale, produce effetti gravi, come dimostrano i casi di numerose imprese europee che hanno dovuto rinunciare a contratti vantaggiosi con Cuba a causa delle pressioni statunitensi,
G.considerando che l'ordinamento giuridico internazionale, pur lasciando liberi i singoli Stati di prendere misure restrittive degli scambi commerciali a difesa dei propri interessi nazionali, non legittima l'imposizione delle stesse misure a paesi terzi,
H.ricordando che il parlamento latino-americano, analogamente a vari parlamenti nazionali, il 2 agosto 1991 si è espresso a favore della cessazione del blocco economico, commerciale e finanziario contro Cuba e che altrettanto ha fatto il 24 novembre 1992 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite con i soli voti contrari di Romania, Israele e Stati Uniti,
I.considerando che il blocco economico, commerciale e finanziario statunitense colpisce soprattutto la popolazione e la priva di derrate alimentari, medicine e beni di prima necessità,
J.sottolineando che numerosi Stati membri della Comunità hanno relazioni normali con Cuba, con la quale hanno sottoscritto vantaggiosi accordi di natura economica e commerciale, concluso "joint-ventures", anche con la possibilità di un totale controllo da parte delle compagnie straniere, come permette la nuova legislazione cubana sugli investimenti esteri, nonché firmato accordi bilaterali per la protezione degli investimenti,
K.considerando che Cuba rimane l'ultimo paese caraibico e dell'emisfero latino-americano con il quale la Comunità non abbia concluso trattati commerciali o accordi di cooperazione allo sviluppo nonostante che a livello comunitario non esista una legislazione positiva discriminatoria verso quel paese,
L.considerando che la Piattaforma democratica cubana, coalizione di diverse forze politiche che hanno i loro omologhi nel Parlamento europeo, formula proposte moderate e ragionevoli di dialogo, respingendo qualsiasi confronto tra cubani che non abbia luogo mediante il ricorso alle urne,
1.chiede all'Amministrazione e al Congresso degli Stati Uniti, in ragione del mutato sistema delle relazioni internazionali e del dissolvimento del blocco sovietico, di porre fine all'embargo economico, commerciale e finanziario contro Cuba;
2.ribadisce la sua ferma condanna della "legge Torricelli", contraria al diritto internazionale, che appare una misura anacronistica; chiede al Congresso degli Stati Uniti di procedere alla sua cancellazione e auspica che nel futuro non vengano intraprese simili iniziative legislative (contrarie anche alle norme del GATT);
3.chiede alla Comunità e agli Stati membri di non adeguarsi ai contenuti della "legge Torricelli", i cui effetti si fanno ben sentire, e a tale proposito invita la Commissione a prendere le opportune iniziative legislative -sull'esempio del Canadà e del Regno Unito - affinché le imprese comunitarie e/o con sede nella Comunità possano svolgere normalmente il loro interscambio commerciale con Cuba;
4.chiede al governo di Cuba di avviare, sia all'interno sia all'esterno, con i settori democratici che non si riconoscono nel regime politico dell'isola, un dialogo costruttivo che porti in modo pacifico ed entro termini ragionevoli a un processo elettorale aperto a tutti i partiti e con piene garanzie di imparzialità;
5.invita Cuba e la Comunità - anche a partire dai processi di cambiamento in atto nell'isola - a intensificare il dialogo politico, economico e culturale per favorire un'evoluzione democratica del sistema cubano, nel rispetto dei diritti umani, civili e politici della popolazione e dell'indipendenza del paese; si attende dal governo cubano la disponibilità, accompagnata da misure concrete, a introdurre un ordinamento di base fondato sulla libertà e la democrazia che consenta la libertà di espressione e di opposizione ed elimini per sempre le violazioni dei diritti dell'uomo;
6.ritiene che il rafforzamento della cooperazione CE-Cuba e l'incremento di libere relazioni commerciali favorirà un maggiore protagonismo della società cubana, cui il governo cubano deve mirare, istituendo a tal fine un maggior dialogo nel paese, e che la Comunità può sostenere sin d'ora con programmi di formazione di operatori/trici economici/che finalizzati a una apertura dell'economia cubana;
7.riterrebbe utile, in tale contesto, che la Repubblica di Cuba fosse inserita in programmi di cooperazione regionale finanziati dalla Comunità nell'area caraibica e latino-americana;
8.auspica che un'intensificazione del dialogo tra la Comunità e Cuba possa portare quanto prima alla conclusione di un accordo generale di cooperazione economica e commerciale per dinamizzare le relazioni bilaterali;
9.conferma intanto il suo invito al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri affinché rafforzino senza indugio, tramite le ONG, il sostegno umanitario alla popolazione cubana con programmi di sviluppo sanitario (anche alla luce della grave epidemia di "neuritis optica") e di sviluppo rurale destinato a soddisfare i bisogni vitali della popolazione, garantendo che un numero crescente di ONG possa intervenire liberamente a Cuba;
10.ribadisce il suo invito alla Comunità, espresso nella summenzionata risoluzione del 22 aprile 1993, di "aiutare Cuba a risanare nel lungo termine i danni subiti dall'uragano, sia accordandole agevolazioni commerciali (prestiti, preferenze tariffarie, ecc...) sia offrendole una cooperazione finanziaria e tecnica";
11.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, agli Stati membri, all'Assemblea Nazionale e al presidente del Consiglio di Stato di Cuba, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Parlamento latino-americano, al presidente e al Congresso degli Stati Uniti nonché al "Comité de Liaison" delle ONG europee.