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Parlamento Europeo - 16 settembre 1993
Crisi dell'industria siderurgica

B3-125, 1234 e 1240/93

Risoluzione sulla siderurgia

Il Parlamento europeo,

-viste le proprie risoluzioni del 29 ottobre 1992 sulla situazione della siderurgia in Europa e del 12 marzo 1993 sulla siderurgia europea ,

-viste le dichiarazioni del Consiglio del 25 febbraio 1993,

-vista la dichiarazione della Commissione del 16 settembre 1993,

A.constatando, sulla base del programma previsionale per il secondo semestre 1993, che la situazione del mercato dell'acciaio, nonostante un certo aumento dei prezzi, si è aggravata e, comunque, non presenta prospettive di miglioramento a breve termine,

B.considerando che le gravi conseguenze economiche e sociali di tale crisi sono rese ancora più drammatiche dal permanere di una situazione di recessione dell'attività economica in Europa e che questo vale particolarmente per alcune zone della Comunità,

C.consapevole che il numero dei lavoratori destinati a essere espulsi dal mercato nei prossimi due anni sarà superiore a 60.000 e che per la fine del 1993 i posti di lavoro potrebbero diminuire di circa il 10%,

D.considerando che la strategia adottata dalla Commissione per fronteggiare la crisi consiste nel coordinare le dismissioni volontarie delle imprese e nell'attivare un programma di aiuti per coprire i costi sociali delle riduzioni di capacità,

E.rilevando che tutte le scadenze fissate non sono destinate a essere rispettate - come dimostra il fatto che la riunione del Consiglio del 26 luglio 1993 è stata annullata - che una notevole incertezza grava sull'effettiva possibilità che nella prossima riunione del Consiglio si pervenga a una decisione sui casi degli aiuti pubblici a imprese siderurgiche e che entro il 30 settembre 1993 si delineino degli accordi tra imprese per ridurre le capacità produttive,

F.considerando che, contrariamente alle aspettative della Commissione, non sono ancora state messe in atto le riduzioni delle capacità eccedentarie di produzione sulla base di dismissioni volontarie e sottolineando le difficoltà finora incontrate per il loro finanziamento;

G.considerando che l'imposizione dei dazi richiesti dagli Stati Uniti colpisce in modo discriminatorio l'industria comunitaria interessata al mercato americano,

1.esprime il proprio allarme per una situazione che continua ad aggravarsi, soprattutto in termini sociali, e chiede alla Commissione di rafforzare le sue azioni perché solamente una strategia comunitaria può evitare l'esplodere di interessi contrastanti e una gestione della crisi in una logica puramente nazionale; chiede pertanto al Consiglio di trovare quanto prima una soluzione ai casi di aiuti pubblici alle imprese siderurgiche;

2.esorta in particolare la Commissione a

a)assicurare che ogni riduzione di capacità comporti un'effettiva riduzione della produzione,

b)vegliare a che tutte le misure di ristrutturazione accompagnate da aiuti degli Stati membri siano in linea con il Codice degli aiuti,

c)assicurare, mediante un'applicazione rigorosa degli articoli 91 e 92 del trattato CEE, che tutti gli aiuti siano vincolati a riduzioni della produzione;

3.ritiene comunque prioritaria una rapida e incisiva azione comunitaria sul piano sociale e invita la Commissione e gli Stati membri a consentire a quelle imprese che vogliono ridurre la loro capacità di produzione, o che lo hanno già fatto, di accedere al piano di aiuti sociali preparato dalla Commissione, senza che il piano globale di ristrutturazione possa costituire un vincolo;

4.chiede che sia predisposto in tempi brevi un piano di riconversione produttivo che privilegi il reimpiego di lavoratori siderurgici che perdono il posto di lavoro, facendo ricorso alle risorse esistenti sulla base del trattato CECA e ai Fondi strutturali;

5.chiede chiarimenti sull'attuale situazione del bilancio CECA e sulla sua reale capacità di far fronte alle azioni che la crisi esige;

6.auspica che la riserva finanziaria costituita dalla CECA nel corso degli anni venga utilizzata per consentire la ristrutturazione delle industrie siderurgiche;

7.sollecita aiuti per l'applicazione di innovazioni tecnologiche tali da consentire il raggiungimento di livelli sempre più elevati di qualità per le industrie siderurgiche della Comunità, come si sta verificando negli Stati Uniti (dove peraltro viene applicata tecnologia europea);

8.chiede la garanzia che i prestiti della CECA e gli aiuti comunitari ai paesi dell'Europa centrale e orientale non contribuiscano ad aumentare le capacità da destinare successivamente al mercato comunitario, senza che si proceda preliminarmente a una ristrutturazione dei costi delle loro imprese;

9.ribadisce la posizione già espressa nella summenzionata risoluzione del 12 marzo 1993 nei confronti della controversia con gli Stati Uniti perché è convinto che i dazi imposti dalle autorità statunitensi siano arbitrari e penalizzino ingiustamente la siderurgia comunitaria; si compiace della posizione assunta dalla Commissione su tale problema e dei risultati parziali già conseguiti e chiede un proseguimento della sua azione, in collaborazione con il Parlamento europeo, per superare il contenzioso ancora esistente;

10.è preoccupato in quanto, traendo beneficio da svalutazioni competititve, vari paesi dell'EFTA sono riusciti a esportare nella Comunità quantitativi di acciaio tali da aggravare una situazione già notevolmente compromessa;

11.sostiene l'urgente adozione di un'iniziativa comunitaria di sviluppo regionale per le zone siderurgiche;

12.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi degli Stati membri.

 
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