B3-1237, 1261 e 1282/93
Risoluzione sulle misure concrete a favore dei trasporti marittimi nella Comunità
Il Parlamento europeo,
-visto il pacchetto di misure concrete per la flotta comunitaria presentato dalla Commissione al Parlamento e al Consiglio (COM(89)0266) ,
-visti i propri pareri del 26 ottobre 1990 sui trasporti marittimi e sulla definizione di armatore comunitario e del 20 novembre 1992 sui trasporti marittimi ,
-vista la propria risoluzione del 12 giugno 1992 sulla liberalizzazione del cabotaggio marittimo e sulle sue conseguenze economiche e sociali e visto il regolamento CEE n. 3577/92 del Consiglio concernente l'applicazione del principio della libera prestazione dei servizi ai trasporti marittimi fra Stati membri (cabotaggio marittimo) ,
A.considerando che nelle conclusioni del Consiglio europeo di Edimburgo dell'11 e 12 dicembre 1992 il Consiglio ha respinto la proposta di definizione di armatore comunitario sulla base del principio di sussidiarietà,
B.considerando la grave crisi socio-economica che i trasporti marittimi comunitari stanno attraversando da anni, aggravata dal crescente fenomeno della fuga degli armatori comunitari verso immatricolazioni di comodo,
C.considerando l'importanza dei trasporti marittimi per gli scambi con il resto del mondo, proprio quando la crescente domanda di mobilità delle merci nei flussi intracomunitari e fra la CE e i paesi terzi potrà essere soddisfatta in prospettiva solo grazie a un sempre maggior ricorso a questo tipo di trasporto, il che dovrà portare a rendere più flessibili e addirittura a ridurre gli ostacoli che intralciano i trasporti marittimi,
D.considerando l'importanza dei trasporti marittimi anche per lo sviluppo del mercato unico e per una futura politica comunitaria dei trasporti integrata e sostenibile, secondo le indicazioni contenute nel Libro bianco della Commissione,
E.considerando, alla luce dell'andamento negativo registrato dai trasporti marittimi comunitari, che le misure per la flotta comunitaria contenute nel suddetto parere del 26 ottobre 1990 non sono sufficienti e che è necessario incrementarne la portata e adottare misure addizionali;
1.deplora che il Consiglio non abbia reagito alle proposte sul pacchetto di misure concrete e l'invita quindi ad approvare urgentemente questo pacchetto volto a sostenere la flotta comunitaria, insieme a un piano di aiuti, anche di natura fiscale, per rivitalizzare senza indugi questo settore, tenendo presente che la definizione di armatore comunitario e la creazione del registro EUROS sono condizioni irrinunciabili per il successo di una politica comune dei trasporti marittimi, da cui non possono essere dissociate;
2.chiede alla Commissione e al Consiglio di proseguire alacremente i lavori per definire una politica comunitaria portuale, ivi incluse le infrastrutture, che è vitale per lo sviluppo dei trasporti marittimi, anche in rapporto al sistema intermodale;
3.ricorda che la liberalizzazione del cabotaggio deve andare di pari passo con un quadro normativo per la flotta comunitaria e chiede nuovamente alla Commissione e al Consiglio di autorizzare l'accesso al cabotaggio marittimo esclusivamente alle imbarcazioni immatricolate nel registro EUROS, (non appena sarà istituito), vietando nel contempo l'accesso al cabotaggio a tutte le imbarcazioni che pratichino il "dumping" sociale";
4.ritiene che l'apertura del cabotaggio marittimo comunitario ai paesi terzi debba poggiare sui principi di reciprocità e di concorrenza leale, con l'obbligo da parte di tutte le bandiere di ottemperare alle norme sociali in vigore nella Comunità;
5.ribadisce l'importanza della sicurezza dei passeggeri e dell'equipaggio nonché della protezione dell'ambiente e chiede al Consiglio di colmare i ritardi accumulatisi a questo riguardo, adoprandosi per garantire l'applicazione uniforme delle norme internazionali al livello degli Stati membri e il rispetto di queste norme da parte di tutte le imbarcazioni operanti nelle acque comunitarie;
6.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri e alle organizzazioni socio-economiche del settore.