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Parlamento Europeo - 17 settembre 1993
Relazioni con l'Algeria

B3-1223, 1229, 1236 e 1241/93

Risoluzione sulla situazione in Algeria

Il Parlamento europeo,

-ricordando le sue precedenti risoluzioni, in particolare quelle, rispettivamente, dell'11 luglio 1991 sulla situazione in Algeria , del 15 gennaio 1992 sul protocollo finanziario con l'Algeria e del 26 maggio 1993 sulle relazioni fra la Comunità europea e il Magreb ,

A.considerando la situazione di grave crisi che l'Algeria sta attraversando, in particolare dopo le sommosse del 1988, costate la vita a più di mille persone,

B.costernato per il ripetersi in Algeria di assassinî di intellettuali, di giornalisti, di responsabili dell'amministrazione e di altri cittadini,

C.considerando gli assassinî del Presidente Mohammed Boudiaf e dell'ex Primo ministro Kazdi Merbah,

D.considerando che l'aggravarsi della situazione economica e sociale, la corruzione e l'assenza o l'insufficienza del dibattito democratico contribuiscono ad alimentare questa recrudescenza dell'integralismo,

E.considerando che gli atti di sabotaggio ai danni dell'apparato industriale e il ricorso al terrorismo imputabile agli integralisti deteriorano una situazione già precaria,

F.considerando le migliaia di arresti e di internamenti in campi di prigionia, la pratica della tortura, il ricorso alla pena di morte e l'instaurazione del coprifuoco nelle principali città algerine,

G.considerando che la gravità della crisi economica e sociale in Algeria è dovuta ai gravi errori e colpe dei governi che si sono succeduti, i quali non sono riusciti a fornire risposte alle difficoltà socio-economiche della popolazione, segnatamente alla disoccupazione giovanile, oltre che alla loro cattiva gestione delle ricchezze del paese,

1.condanna con la massima fermezza gli attentati e il ricorso alla violenza che hanno fatto migliaia di vittime, alla cui memoria rende omaggio;

2.è del parere che i programmi e gli atti di violenza dei movimenti integralisti nonché le dichiarazioni dei loro responsabili facciano gravare pesanti minacce sulla democrazia e le libertà fondamentali;

3.ritiene che una politica di repressione, che implica inevitabilmente violazioni dei diritti umani, non possa rispondere agli obiettivi di democratizzazione dell'Algeria e riafferma la necessità del dialogo e della non violenza per una soluzione pacifica della crisi algerina;

4.chiede al Consiglio di intervenire a favore del rispetto dei diritti umani al momento dei negoziati relativi ad accordi di cooperazione con l'Algeria;

5.chiede al governo algerino di promuovere un ampio dialogo fra tutte le forze democratiche, favorendo in tal modo la creazione delle condizioni necessarie per un'effettiva democratizzazione del paese che consenta a tempo debito l'organizzazione di elezioni libere e pluralistiche;

6.auspica che i negoziati in corso tra le istituzioni finanziarie mondiali e l'Algeria possano consentire di trovare soluzioni che alleggeriscano il debito estero di tale paese e di trovare formule per il rilancio della crescita economica, in vista della realizzazione di condizioni favorevoli alla creazione di posti di lavoro, al miglioramento delle condizioni sociali e alla promozione della donna;

7.si dichiara convinto della profonda necessità di rilanciare e di intensificare la cooperazione euro-magrebina, quali che siano gli ostacoli suscettibili di opporsi alla sua realizzazione;

8.sostiene ogni sforzo tendente a rilanciare il dialogo e la cooperazione in seno ai 5 + 5 paesi bagnati dal Mediterraneo;

9.chiede al suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e al governo algerino.

 
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