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Parlamento Europeo - 26 ottobre 1993
Accordo europeo con la Bulgaria - Blocco dell'accordo provvisorio

B3-1423, 1424 e 1425/93

Risoluzione sul blocco dell'accordo provvisorio con la Bulgaria

Il Parlamento europeo,

A.considerando che l'Accordo europeo con la Bulgaria è stato parafato il 22 dicembre 1992 e firmato l'8 marzo 1993 e che si prevede di ratificarlo nel corso della presente tornata,

B.considerando di avere già approvato nell'aprile 1993 l'accordo intermedio, dalla portata esclusivamente commerciale (articolo 113 del trattato CEE), ma che il Consiglio ne ha sospeso l'adozione da mesi,

C.considerando che tale sospensione è la conseguenza del fatto che taluni governi hanno stabilito un nesso, per ragioni di pura strategia a livello di Consiglio, fra la firma di tale accordo intermedio e l'adozione di un regolamento concernente le procedure decisionali in materia di strumenti comunitari di difesa commerciale e che ciò dà l'impressione di voler penalizzare uno Stato che annette grande importanza alle relazioni con la Comunità e assegna priorità, in politica estera, alla sua integrazione nelle istituzioni democratiche europee,

D.considerando che gli analoghi accordi intermedi con gli ex paesi comunisti dell'Europa centrale e orientale sono pienamente in vigore, eccettuato l'accordo con la Bulgaria,

E.consapevole che tale trattamento da parte del Consiglio ha colpito sfavorevolmente la Bulgaria e ha impressionato assai negativamente le autorità e l'opinione pubblica bulgare e consapevole inoltre che in tal modo è stata gravemente trascurata una chiara indicazione del Parlamento,

F.rilevando il mutato clima politico nella Comunità, pur persistendo il desiderio di stimolare, nel rispetto dell'ambiente, il libero scambio e la crescita delle economie dell'Europa centrale e orientale,

G.considerando che un principio di pari opportunità e condizioni deve essere applicato a tutti i paesi dell'Europa centrale e orientale, a meno che non sorgano particolari riserve di natura politica, e che questo non è comunque il caso della Bulgaria,

H.rilevando che la Bulgaria attraversa un penoso e difficile periodo di transizione dall'economica dirigistica a un'economia di mercato, dovendosi inoltre sobbarcare gli ulteriori immensi costi derivanti dall'embargo decretato dall'ONU contro la ex Jugoslavia,

1.critica vivacemente il Consiglio per aver sospeso l'accordo intermedio con la Bulgaria, in particolare critica gli Stati membri che hanno stabilito un nesso fra tale accordo e le procedure in materia di difesa commerciale;

2.ritiene che la posizione del Consiglio pregiudichi la credibilità della Comunità nei paesi dell'Europa centrale e orientale;

3.invita il Consiglio europeo a circostanziare meglio, in occasione della sua prossima riunione, la sua politica riguardo al sud-est europeo, sinora appena accennata durante la riunione di Copenaghen, sia per quanto riguarda gli accordi di associazione e le future prospettive di integrazione comunitaria da riservare agli Stati della regione che per quanto riguarda l'impegno a contribuire a una pacificazione e stabilizzazione nell'intera regione balcanica e nel sud-est europeo;

4.invita il Consiglio a proporre misure atte a sostenere la Bulgaria nel superamento dei gravi danni causati dal rispetto dell'embargo nei confronti dell'ex Jugoslavia;

5.chiede al Consiglio europeo previsto per questa settimana di adoperarsi presso il Consiglio affinché si metta fine a tale sospensione;

6.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo, al Consiglio dei ministri, alla Commissione nonché al parlamento e al governo della Bulgaria.

 
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