A3-0294/93
Risoluzione sul Sistema monetario europeo e il Programma 1992: conclusioni da trarre per l'attuazione dell'Unione economica e monetaria
Il Parlamento europeo,
-visti il rapporto del Comitato dei Governatori "Implicazioni e conclusioni da trarre dalla recente crisi dei tassi di cambio", nonché la relazione della commissione monetaria "Conclusioni da trarre dalle perturbazioni dei mercati dei cambi esteri",
-visto lo studio dell'Associazione per l'unione monetaria dell'Europa (AMUE) intitolato "The EMS in transition: Lessons learned from the experience of the EMS and the completion of the Internal Market Policy options to prepare stages II and III of EMU",
-vista la decisione dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali della CE di portare i margini di intervento del meccanismo dei tassi di cambio a +/- 15%,
-viste le sue risoluzioni del 14 aprile 1989 sullo sviluppo dell'integrazione monetaria europea , del 10 ottobre 1990 sull'Unione economica e monetaria , del 14 giugno 1991 sull'Unione economica e monetaria nell'ambito della Conferenza intergovernativa , del 24 ottobre 1991 sulla proposta della presidenza olandese del Consiglio alla Conferenza intergovernativa sull'Unione economica e monetaria , del 7 aprile 1992 sui risultati delle conferenze intergovernative e del 15 luglio 1993 sulla seconda relazione annuale sulle attività del Comitato dei governatori e sulla situazione monetaria e finanziaria nella Comunità ,
-visto l'articolo 121 del proprio regolamento,
-vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale (A3-0294/93),
A.riconoscendo che la creazione dello SME ha avuto come obiettivo primario un accresciuto coordinamento monetario volto a far coesistere tre principi fondamentali:
i)tassi di cambio semi-fissi,
ii)liberi movimenti di capitale,
iii) politiche monetarie nazionali indipendenti,
e che durante i suoi 15 anni di vita si è conseguita una relativa stabilità delle monete mediante diverse combinazioni dei tre fattori suddetti,
B.riconoscendo che dagli inizi degli anni '80 il fenomeno della globalizzazione dei mercati finanziari, dei capitali e degli investimenti nonché la deregolamentazione dei mercati hanno impedito un efficace controllo dei capitali, aggravando il problema del controllo della massa monetaria, influenzando la fissazione dei tassi di cambio e alimentando la speculazione,
C.considerando che l'attuale SME è inevitabilmente esposto alle crisi, dato che la globalizzazione dei mercati ha modificato le condizioni di attuazione, all'interno dell'iniziale cornice dello SME, di ordinate politiche monetarie e dei tassi di cambio,
D.rilevando che la media giornaliera dei movimenti valutari dovuti alla speculazione nell'area OCSE è attualmente sei volte maggiore della domanda di valuta a fini commerciali e che in talune occasioni l'attività speculativa sui mercati valutari può toccare il 95% del totale delle transazioni di una giornata; osservando altresì che questo genere di attività ha condotto a una situazione per cui talora accade che le riserve in valuta dei paesi OCSE equivalgano ad appena poco più della metà del totale delle transazioni di una singola giornata sui mercati valutari,
E.considerando che le recenti proposte del Comitato dei governatori e del Comitato monetario per la riforma dello SME, incentrate sul mantenimento dello status quo e sulla speranza che gli attacchi speculativi alle monete europee abbiano termine, sono state chiaramente confutate dalla recente crisi di luglio, in quanto il sistema, così come concepito inizialmente, non risponde alle attuali condizioni monetarie risultanti dalla globalizzazione dei mercati finanziari e dei capitali e dalla presenza di attivi investitori istituzionali, consentendo ai mercati privati di determinare le politiche economiche e monetarie e provocando nel contempo una disordinata collocazione dei risparmi,
F.considerando che in ogni caso l'armonizzazione delle politiche monetarie non può risultare credibile se non nell'ambito di politiche macroeconomi- che sufficientemente armonizzate;
Per quanto riguarda la decisione del 2 agosto 1993 e le opzioni collegate
1.ritiene che la decisione del 2 agosto 1993, presa dai ministri delle finanze e dai governatori delle banche centrali della Comunità, di portare a +/- 15% i margini di intervento obbligatori per i partecipanti al meccanismo dei tassi di cambio introduca in realtà un sistema di fluttuazione controllata dei tassi di cambio che, se dovesse continuare nel medio termine, avrebbe le conseguenze seguenti:
a)la Comunità rischierebbe di ritornare a tassi di cambio fluttuanti,
b)si rischierebbe di giungere a svalutazioni competitive suscettibili di incoraggiare il protezionismo e pregiudicare in modo grave un mercato interno incompleto e fragile;
c)si avrebbero effetti negativi sulla politica economica, sulla PAC e sul bilancio comunitario,
d)un coordinamento monetario non sarebbe possibile, a meno che non fossero corretti in tempo i difetti intrinseci dello SME;
2.ritiene che l'attuale assetto dello SME non consenta di fronteggiare gli squilibri di fattori fondamentali quali la competitività, l'inflazione, gli accordi salariali, i deficit commerciali e di bilancio, finché verranno mantenuti tassi di cambio fissi;
3.sottolinea il fatto che le intrinseche imperfezioni di base dello status quo comportano ingiustificati attacchi speculativi, causa di inutili costi reali in termini di produzione e occupazione; questi costi elevati potrebbero mettere in pericolo l'intero processo di integrazione europea e rischiano di distruggere il Mercato unico;
4.manifesta la propria inquietudine per il riconoscimento da parte di organismi ufficiali che solo i tassi di interesse sono ancora strumenti efficaci per contrastare gli attacchi speculativi; ricorda che in presenza di mercati globali un unico strumento (vale a dire, il tasso di interesse) dovrebbe influenzare quattro obiettivi: incremento degli investimenti, controllo dell'inflazione, stabilizzazione dei tassi di cambio e aumento del risparmio privato;
5.sottolinea che le proposte miranti all'immediata creazione di un'Unione monetaria di fatto attorno a un "gruppo ristretto"
a)non sarebbero compatibili con il processo di integrazione previsto nel Trattato sull'Unione Europea (TUE),
b)porterebbero alla distruzione del quadro istituzionale previsto per la seconda fase dell'UEM,
c)sono contrarie all'obiettivo primario del sistema, che è quello di garantire la cooperazione monetaria di tutti gli Stati membri,
d)porrebbero in evidenza una mancanza di credibilità del Trattato di Maastricht;
e)non varranno a contrastare il potere degli speculatori, in quanto questi ultimi rivolgeranno semplicemente i loro attacchi alle monete non appartenenti al "gruppo ristretto";
Per quanto riguarda la riforma dello SME
6.ritiene che qualsiasi proposta di riforma dello SME potrà essere credibile soltanto se sarà il risultato di una presa di posizione del Consiglio europeo riguardante
a)la credibilità del TUE e degli strumenti necessari per l'UEM e le
sue fasi, onde creare la convergenza istituzionale necessaria per l'attuazione della fase tre così come previsto nel TUE;
b)il processo graduale dell'UEM, che porta alla creazione di una moneta unica, l'ECU, come previsto negli articoli 3 A e 109 L, par. 4, del TUE;
7.ritiene essenziale che qualsiasi proposta per la riforma dello SME all'inizio della seconda fase sia fatta soltanto nel contesto del TUE, tenendo conto dei principi fissati nel Trattato di Maastricht e della necessità di sviluppare appieno i compiti e le responsabilità dell'Istituto monetario europeo (IME); in tale contesto propone che, allo scopo di superare l'attuale crisi valutaria e migliorare il coordinamento e gli sviluppi nel settore monetario, le autorità monetarie migliorino la loro cooperazione volontaria in tema di politica monetaria nel corso della seconda fase, come previsto dall'articolo 109 F del TUE e dallo statuto dell'IME;
8.ritiene necessario per l'attuazione di quanto espresso nel precedente paragrafo
a)che la sede dell'IME sia fissata nel corso del prossimo Consiglio europeo,
b)che le procedure che porteranno all'indipendenza delle banche centrali nazionali siano concluse al più presto possibile,
c)che siano attribuite all'IME le adeguate risorse,
d)che sia perseguita con coerenza la politica di convergenza dei risultati economici;
9.rileva che i meccanismi di difesa di cui dispone lo SME per contrastare ingiustificati attacchi speculativi alle valute del sistema vanno migliorati ed estesi, onde ripristinare la credibilità di detto sistema oltre che la stabilità monetaria; reputa che debbano essere prese misure ad hoc atte a rendere più difficile e rischiosa la speculazione senza frapporre seri ostacoli alle normali attività dei mercati finanziari; invita la Commissione e il Consiglio a presentare urgentemente adeguate proposte;
10.chiede alla Commissione, al Consiglio e al Comitato dei governatori di esaminare se, soltanto per la seconda fase dell'EMU, l'ampliamento dell'ancoraggio del sistema monetario possa essere fondato sull'ECU e sulla moneta più forte sui principali mercati, nel rispetto delle norme che seguono:
a)sarà mantenuto un rapporto stabile tra i tassi di cambio dell'ECU e quelli della moneta più forte,
b)verranno effettuati riallineamenti soltanto se non sarà possibile mantenere un rapporto stabile tra le due categorie di tassi di cambio suindicate,
c)il sistema verrà gestito in modo da seguire il principio secondo cui l'offerta di moneta non deve aumentare la liquidità al di là di quanto necessario per sostenere la crescita reale;
11.chiede parimenti alla Commissione, al Consiglio e al Comitato dei governatori di esaminare il paragrafo 10 A partendo dalla premessa che ogni perdita di valore dell'ECU rispetto a una o più monete venga corretta o congelando le ponderazioni relative di ciascuna moneta del paniere oppure aumentando, per compensazione, la quantità di una o più monete del paniere; di conseguenza, chiede alla Commissione di esaminare
a)tale proposta alla luce dell'articolo 109 G del trattato sull'Unione europea, nel contesto del regolamento (CEE) n. 1971/89 del Consiglio che modifica l'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 3180/78 relativo alla modifica del valore dell'unità di conto utilizzata dal Fondo europeo di cooperazione monetaria ;
b)gli effetti di tale sistema sui mercati dei titoli in ECU e i possibili rimedi;
12.propone di prendere in esame la riforma dell'attuale sistema di regolamento dell'SME che obbliga le banche centrali nazionali a rimborsare i crediti di intervento con le riserve in divise estere, prevedendo il rimborso in ECU dei debiti tra le banche centrali nazionali e l'IME;
13propone altresì che si esamini l'opportunità di impiegare un indicatore dei tassi d'interesse come base per la cooperazione monetaria che l'IME e le Banche centrali nazionali devono garantire, in vista della stabilizzazione dei prezzi;
14.auspica che l'IME, nell'ambito dei compiti fondamentali conferitigli dall'articolo 109 F, paragrafi 2 e 3, e, quando necessario, paragrafo 7, del TUE, sia l'autorità monetaria pienamente responsabile dell'emissione e della gestione dell'ECU; propone, di conseguenza, di esaminare la possibilità che, in conformità dell'articolo 109 F, paragrafo 3, del TUE, siano sviluppate ulteriormente le funzioni operative dell'IME, come previsto dall'articolo 6.4 del protocollo sullo statuto dell'IME, secondo cui "l'IME ha il diritto di detenere e gestire riserve in valuta come agente per le Banche centrali nazionali e a richiesta delle medesime";
15.fa notare che saranno necessari ancora notevoli sforzi degli Stati membri per soddisfare le esigenze di convergenza previste dal trattato di Maastricht e si compiace del fatto che dall'avvio della seconda fase sia previsto un procedimento in caso di disavanzo eccessivo di bilancio;
16.è convinto che, nel preparare la terza fase dell'UEM come previsto dall'articolo 109 F, paragrafo 3, del TUE, l'IME dovrebbe adottare un'impostazione graduale fondata su clausole di salvaguardia e su procedure consensuali, onde garantire il coordinamento monetario nel rispetto delle procedure necessarie per l'attuazione della terza fase;
17.chiede che la Commissione, conformemente all'articolo 103, paragrafo 2, del TUE, presenti propostE che definiscano il contenuto, le procedure e i compiti di controllo del sistema della sorveglianza multilaterale onde rafforzare la credibilità del mandato assegnato all'IME ai sensi della presente risoluzione; ritiene che un sistema monetario basato sulla stabilità dei prezzi e operante nel pieno rispetto degli obiettivi e delle esigenze della seconda fase dell'UEM dovrebbe altresì stimolare la crescita e l'occupazione;
18.esorta il Consiglio a sottolineare nel frattempo il legame tra la coesione monetaria e un autentico mercato unico, dimostrando pubblicamente la convenienza di creare una moneta comunitaria unica;
19.chiede alla Commissione e al Comitato dei governatori di studiare la suddetta proposta, di riferirgli in merito al più presto possibile e di proporre la legislazione appropriata per la sua attuazione;
20.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e al Comitato dei governatori.