B3-1463, 1465, 1471 e 1500/93
Risoluzione sul Burundi
Il Parlamento europeo,
A.esprimendo il proprio sgomento per il colpo di stato militare in Burundi del 20 e 21 ottobre 1993 che ha rovesciato il governo democraticamente eletto nel giugno 1993 e ha bloccato il processo di democratizzazione nel paese,
B.profondamente sconvolto dalla gravità del colpo di stato, che ha già provocato la morte di numerose persone, tra cui, secondo le ultime voci, il presidente Melchior Ndadaye, il presidente del parlamento e il ministro degli interni,
C.esprimendo il proprio sdegno per i massacri della popolazione civile ancora in corso,
D.preoccupato per le funeste conseguenze del colpo di Stato, in particolare per l'aggravamento delle tensioni etniche e l'esodo dei profughi,
E.preoccupato per la sorte di centinaia di migliaia di rifugiati che abbandonano il paese temendo per la propria vita,
F.esprimendo la propria solidarietà al popolo del Burundi, che con elezioni democratiche ha operato una scelta a favore di un modello sociale nuovo e pacifico,
1.condanna con la massima fermezza il colpo di stato contro il governo democratico del presidente Ndadaye e il massacro di Bujumbura, che costituisce l'attentato più grave avvenuto da molto tempo contro una nuova democrazia in un paese ACP;
2.concorda con la decisione della Comunità europea e dei suoi Stati membri di sospendere immediatamente la cooperazione allo sviluppo con il Burundi;
3.invita la comunità internazionale a isolare il Burundi a livello sia politico che economico fino a quando sussisterà l'attuale situazione;
4.chiede al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di discutere con urgenza la situazione nel Burundi al fine di evitare sviluppi ancora più tragici, di salvaguardare l'ordinamento costituzionale dello Stato e di far rispettare l'aspirazione democratica del popolo del Burundi;
5.chiede alla comunità internazionale un'azione volta a proteggere il popolo del Burundi, che è stato oppresso e massacrato per anni, e in particolare di esercitare pressioni sull'esercito del Burundi affinché rispetti le aspirazioni democatiche della popolazione;
6.chiede che sia garantito l'accesso immediato al paese a osservatori internazionali che abbiano il compito di raccogliere dati sulla situazione reale e di evitare con la loro presenza il verificarsi di eventi ancora più tragici;
7.chiede che la Comunità europea e i suoi Stati membri attuino nel limitrofo Ruanda le misure necessarie a fornire assistenza ai profughi;
8.invita la Commissione ad avviare immediatamente le iniziative necessarie a bloccare l'esecuzione a favore del Burundi delle disposizioni della Convenzione di Lomé, salvo l'aiuto umanitario e non governativo, nella misura in cui esso possa avvenire in condizioni controllate;
9.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alle Nazioni Unite, ai copresidenti dell'ACP e all'OUA.