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Parlamento Europeo - 28 ottobre 1993
L'ex Jugoslavia all'approssimarsi dell'inverno

B3-1445, 1461 e 1506/93

Risoluzione sulla catastrofe incombente sull'ex Jugoslavia all'approssimarsi dell'inverno

Il Parlamento europeo,

A.informato dell'appello rivolto dall'Alto Commissario dell'UNHCR, signora Sadako Ogata, in data 8 ottobre 1993 a Ginevra, in cui richiama l'urgente attenzione di tutto il sistema delle Nazioni Unite, dei governi, delle organizzazioni internazionali e delle organizzazioni non governative sulle drammatiche necessità delle popolazioni colpite dalla guerra nell'ex Jugoslavia, cui l'UNHCR e le altre organizzazioni impegnate solo assai parzialmente riescono a far fronte,

B.facendo rilevare che il numero di persone bisognose di assistenza da parte dell'aiuto internazionale è aumentato da 500.000, nel novembre 1991, ad oltre 4.250.000, nell'ottobre 1993,

C.ammonendo che molte di tali persone, in particolare i 2.740.000 presenti in Bosnia Erzegovina, potranno quest'inverno opporre una resistenza limitata al freddo e alle malattie poiché sono malnutrite da molti mesi e l'inverno scorso sono state obbligate a utilizzare una grandissima parte delle loro scorte di combustibile, ivi compresi gli alberi,

D.facendo notare che al momento di lanciare il settimo appello consolidato per il periodo ottobre 1993-giugno 1994 l'UNHCR ha affermato che sarebbero occorsi 696 milioni di dollari,

E.esprimendo il proprio alto apprezzamento per quanto la stessa signora Ogata, l'organizzazione di cui è capo e numerose altre organizzazioni umanitarie stanno facendo in favore delle vittime di quella guerra,

F.condividendo a fondo la convinzione della signora Ogata che "senza pace, lo sforzo umanitario non sarà in grado di evitare la catastrofe" e che "la responsabilità per l'agonia della Bosnia-Erzegovina appartiene ai capi politici e militari",

G.consapevole delle difficoltà in cui si trova il personale dell'Alto Commissariato per poter adempiere ai propri compiti,

H.condannando gli ostacoli frapposti ai convogli, ostacoli che rendono difficile l'afflusso dell'aiuto internazionale,

1.chiede alla Comunità europea e ai suoi Stati membri di rispondere positivamente al grido d'allarme lanciato dall'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, sig.ra Sadako Ogata, che chiede di predisporre i fondi necessari per poter aiutare, prima dell'inizio dell'inverno, le persone minacciate;

2.invita il Consiglio europeo, riunito a Bruxelles il 29 e 30 ottobre 1993, a intervenire per far fronte a tale catastrofe in Europa, che potrebbe costare la vita a centinaia di migliaia di persone, in particolare bambini, nel corso dell'inverno;

3.chiede poi al Consiglio euroopeo di prendere, chiare decisioni politiche perché possano essere adempiute le precise condizioni ricordate dalla signora Ogata, e cioè: il pieno, libero e incondizionato accesso a tutte le popolazioni civili, che hanno bisogno di assistenza umanitaria; la sicurezza del personale civile; l'uso dell'assistenza umanitaria per soli scopi civili;

4.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, agli Stati membri del Consiglio di sicurezza, all'UNHCR e a tutti i governi delle Repubbliche dell'ex Jugoslavia.

 
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