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Parlamento Europeo - 28 ottobre 1993
Situazione nella Guinea equatoriale

B3-1467 e 1502/93

Risoluzione sulla situazione nella Guinea equatoriale

Il Parlamento europeo,

-viste la sua risoluzione del 21 gennaio 1993 sulla Guinea Equatoriale quella approvata dall'Assemblea paritetica ACP-CEE il 7 ottobre 1993,

A.preoccupato per la situazione socio-politica in Guinea equatoriale, che ostacola una transizione pacifica verso un regime democratico,

B.considerando gli avvenimenti recentemente verificatisi in Guinea equatoriale e il cui acme è stato raggiunto con l'arresto in massa di oppositori del regime e la repressione cruenta del 14 e 15 agosto 1993 da parte dell'esercito nell'isola di Annobon (Pagalu), che ha provocato la morte di Manuel Villarubia Napoleón e di Simplicio Llorente, ambedue uccisi da colpi di arma da fuoco,

C.ricordando anche che dieci persone, la maggioranza delle quali membri di partiti dell'opposizione, sono state arrestate a Malabo, capitale dell'isola di Bioko - tra loro vi sono José Abeso, Angel Federico Eyi Obamba e Lucas Oyeno Nsué - e che alcune di esse sono state quindi condotte al quartier generale della polizia nazionale e in seguito in luoghi sconosciuti, mentre si teme per la sorte di altre, ancora trattenute a Malabo,

D.considerando che per il prossimo mese di novembre sono state indette elezioni politiche,

E.ribadendo la propria adesione ai principi dello stato di diritto e ai valori di libertà, democrazia e rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali,

F.deciso a sostenere risolutamente ed efficacemente tutti i governi impegnati sulla via della democrazia e a ridurre qualsiasi tipo di aiuto concesso ai governi che assumono un atteggiamento non democratico o che violano i diritti umani fondamentali,

1.condanna il massacro di Annobon (Pagalu) così come ogni violazione dei diritti fondamentali ed esige dal governo del generale Obiang Nguema il rispetto di tutti gli accordi internazionali sottoscritti dalla Guinea equatoriale in materia di diritti dell'uomo;

2.chiede nuovamente al governo dell'attuale presidente Obiang di far cessare la repressione contro gli oppositori politici;

3.invita il suddetto governo a concludere con la "Piattaforma dell'opposizione congiunta" (POC) un accordo elettorale che garantisca il riconoscimento giuridico di tutti i partiti politici, la scarcerazione di tutti i detenuti e prigionieri politici, un autentico nuovo censimento non restrittivo, la supervisione delle operazioni di voto da parte di osservatori stranieri e, in definitiva, la trasparenza dei risultati elettorali;

4.si dichiara convinto che il futuro della Guinea debba passare attraverso la pace, la democrazia, la libertà, il pluralismo politico e il rispetto dei diritti dell'uomo;

5.chiede al Consiglio e alla Commissione di appoggiare attivamente la transizione verso la democrazia nella Guinea equatoriale;

6.chiede alla Cooperazione politica europea di fare quanto possibile per conoscere il luogo di detenzione, lo stato di salute e la situazione giuridica di tutti i detenuti e di intervenire acciocché siano liberati, a meno che entro breve termine non vengano accusati chiaramente e, quindi, correttamente processati;

7.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al governo della Guinea equatoriale e alla "Piattaforma dell'opposizione congiunta" della Guinea equatoriale.

 
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