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Parlamento Europeo - 28 ottobre 1993
Applicazione del Trattato sull'Unione europea

B3-1526, 1528, 1533 e 1534/93

Risoluzione sull'applicazione del Trattato sull'Unione europea

Il Parlamento europeo,

-vista l'entrata in vigore del Trattato di Maastricht il 1· novembre 1993,

-vista la dichiarazione del Consiglio,

-viste le conclusioni del Consiglio europeo di Edimburgo,

-visto l'accordo interistituzionale concluso a Lussemburgo il 25 ottobre 1993,

1.ritiene che l'entrata in vigore del Trattato debba costituire l'occasione per rilanciare il processo di integrazione economica, monetaria e istituzionale europea;

2.chiede al Consiglio europeo di prendere tutte le decisioni che consentano di rilanciare l'economia europea e, più in particolare, di dotare l'iniziativa comunitaria per la crescita di mezzi finanziari tali da affrontare realmente i problemi dell'occupazione e dell'esclusione sociale;

3.ritiene che l'attuazione dell'Unione economica e monetaria, la cui seconda fase deve iniziare il 1· gennaio 1994, sia indispensabile per porre fine alla speculazione monetaria internazionale e considera che l'UEM sia indispensabile per rendere l'Europa più competitiva consentendo, pertanto, la creazione dei posti di lavoro necessari per ridurre il problema della disoccupazione; chiede che il Consiglio europeo del 29 ottobre 1993 prenda una decisione sulla sede dell'Istituto monetario europeo per dimostrare ai cittadini europei che problemi del genere non possono bloccare i progressi nell'ambito dell'UEM;

4.chiede al Consiglio europeo di definire chiaramente gli orientamenti che esso intende dare alla futura PESC e riafferma la sua adesione allo sviluppo dell'Unione politica delineata dal Trattato, segnatamente per quanto riguarda una politica estera e di sicurezza comune, diventata ormai indispensabile nel contesto di instabilità generale nel continente europeo e su scala mondiale;

6.ribadisce la sua posizione secondo cui l'approvazione, mediante votazione pubblica, di tutto il testo legislativo, costituisce una conditio sine qua non di democrazia e di trasparenza nell'Unione europea;

7.si attende che il Consiglio europeo onori le proprie dichiarazioni, fatte a Birmingham e a Edimburgo, le quali prevedono che "quando viene espresso un voto formale in sede di Consiglio, il verbale del voto viene pubblicato (comprese le motivazioni del voto se così richiesto dalle delegazioni)", senza che detta pubblicazione possa essere impedita da una maggioranza degli Stati membri; chiede al Consiglio europeo del 29 ottobre 1993 di onorare gli impegni citati;

8.auspica che il Consiglio giunga, quanto prima, a un accordo che consenta l'attuazione di tutte le innovazioni istituzionali previste nel Trattato sull'Unione europea, ivi compreso il diritto per il Parlamento europeo di creare commissioni d'inchiesta che il Consiglio non sembra desiderare si realizzino, rendendo così inapplicabile l'articolo 138C del Trattato;

9.chiede la trasposizione negli ordinamenti nazionali delle modifiche concernenti il numero dei deputati e delle disposizioni sul diritto di voto dei cittadini dell'Unione nel paese in cui risiedono, in modo che dette disposizioni possano essere applicate nelle prossime elezioni al Parlamento europeo;

10.chiede al Consiglio europeo in che modo gli Stati membri potranno rispettare le scadenze previste, ma già superate, per realizzare la libera circolazione delle persone, senza per questo facilitare né quella della droga e dei capitali legati alla grande criminalità né la libera circolazione degli immigrati clandestini;

11.incarica i suoi competenti organi di predisporre una campagna di informazione civica, per tutti i cittadini dell'Unione, sui diritti politici scaturenti dall'applicazione dell'articolo 8B, paragrafo 2, non appena le suddette norme saranno approvate;

12.esige che siano fissate le sedi delle istituzioni che ne sono tuttora prive, tra cui quella dell'Agenzia europea dell'ambiente;

13.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti degli Stati membri.

 
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