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Parlamento Europeo - 28 ottobre 1993
Esclusione sociale

B3-1522, 1524, 1527, 1529, 1530 e 1531/93

Risoluzione sull'esclusione sociale

Il Parlamento europeo,

-vista la sua risoluzione del 16 settembre 1988 sulla lotta contro la povertà nella Comunità europea ,

-vista la decisione del Consiglio del 18 luglio 1989 che istituisce un programma di azione a medio termine della Comunità per l'integrazione economica e sociale delle categorie economicamente e socialmente disagiate, ,

-vista la risoluzione del Consiglio del 29 settembre 1989 sulla lotta contro l'esclusione sociale ,

-vista la raccomandazione 92/441/CEE del Consiglio del 24 giugno 1992 concernente i criteri comuni in materia di risorse e prestazioni sufficienti nei sistemi di protezione sociale ,

-vista la comunicazione della Commissione del 23 dicembre 1992 "Verso un'Europa delle solidarietà - Intensificare la lotta contro l'esclusione sociale; promuovere l'integrazione" (COM(92)0542,

-vista la relazione della Commissione sul terzo programma di lotta contro la povertà,

-vista la relazione della Commissione sul nuovo quarto programma di lotta contro la povertà e il raddoppio del bilancio nei prossimi cinque anni 1994-1999,

-viste le nuove finalità dell'obiettivo n. 3 dopo la revisione del Fondo sociale europeo nella prospettiva di promuovere l'integrazione nel mondo del lavoro dei giovani e delle categorie sociali escluse dal mercato del lavoro,

-visto l'accordo sulla politica sociale stipulato da undici Stati membri, con il quale essi si impegnano ad attuare "la promozione dell'occupazione, miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, protezione sociale adeguata, dialogo sociale, sviluppo delle risorse umane atto a conseguire un livello occupazionale elevato e duraturo nonché lotta contro le esclusioni" ,

-vista la sua risoluzione del 13 luglio 1993 sulla lotta contro la povertà e l'esclusione sociale nella Comunità europea ,

A.considerando che, malgrado non esista alcuna definizione quantificabile della povertà, ci sono tuttavia nella Comunità più di 50 milioni di cittadini che vivono al di sotto del limite di sussistenza definito come il 50% del reddito comunitario medio per abitante, e che sono quindi emarginati ed esclusi,

B.considerando che la Comunità annovera oltre 17 milioni di disoccupati registrati, dei quali più della metà è senza occupazione da almeno un anno e circa un terzo da almeno due anni e che il numero dei senzatetto è valutato a 3 milioni,

C.considerando che il fenomeno dell'esclusione sociale diventa sempre più grave in tutti gli Stati membri assumendo forme diverse e considerando che lo sviluppo dei fenomeni di precarizzazione dell'occupazione comporta la crescita dell'esclusione,

D.considerando che l'esclusione sociale si individua e si manifesta anche per quanto riguarda l'alloggio, l'istruzione, la salute e la mancanza di accesso ai servizi,

E.considerando che i bassi livelli retributivi costituiscono la causa principale della povertà che colpisce sempre più le donne,

F.considerando che la crescita dei fenomeni di esclusione sociale evidenzia le carenze dei sistemi di sicurezza e di previdenza sociale,

G.considerando che è necessario trovare quanto prima una soluzione al fenomeno dell'esclusione sociale per consentire agli esclusi di vivere in condizioni dignitose, come è diritto di tutti alla vigilia del XXI secolo,

H.considerando che tali fenomeni colpiscono, tra gli altri, gli anziani, le donne, le famiglie monoparentali, i disabili, le persone scarsamente qualificate nonché, sempre più frequentemente, i giovani e i disoccupati di lungo periodo,

1.accoglie con favore lo sforzo della Comunità di avviare misure per la lotta contro la povertà e l'esclusione sociale e prende nota a tale riguardo del fatto che la Commissione ha di recente annunciato il raddoppio dei mezzi destinati al quarto programma contro la povertà;

2.sottolinea che la lotta contro l'esclusione sociale impone un'azione specifica e soprattutto una rettifica globale dei modelli economici, sociali e culturali;

3.ribadisce che la lotta contro l'esclusione sociale costituisce un obiettivo prioritario del rafforzamento del processo democratico;

4.mette in rilievo che, allo scopo di affrontare il problema dell'esclusione sociale, in occasione della revisione del trattato di Maastricht, prevista per il 1996, occorre integrarvi taluni diritti basilari dei cittadini come:

-un reddito minimo di base,

-l'accesso all'assistenza sanitaria, alla formazione professionale, all'istruzione e alla cultura, nonché ai servizi pubblici di base,

-condizioni abitative decorose

-l'accesso alla giustizia;

5.insiste sulla necessità di un reddito minimo e di un salario minimo garantiti in tutti gli Stati membri, sottolineando altresì l'importanza determinante di adeguate retribuzioni e condizioni di lavoro;

6.pone in rilievo le possibilità offerte dai sistemi di riduzione della durata del lavoro, la cui applicabilità dovrà essere esaminata settore per settore e l'attuazione organizzata caso per caso; ritiene che non debba essere ignorata alcuna formula e che convenga valutare tutti i metodi atti a far giungere a una ripartizione equa del lavoro, senza compromettere gravemente la competitività degli Stati membri sul mercato mondiale;

7.sollecita il Consiglio, visto che esso ammette l'urgenza della dimensione sociale, ad adottare tutte le normative sociali in sospeso, tenendo conto degli emendamenti del Parlamento, al fine di compensare le disparità esistenti tra legislazioni sociali ed economiche;

8.invita il Consiglio ad assumersi le sue responsabilità minimali sostenendo gli emendamenti presentati dal Parlamento al bilancio in merito a linee attinenti all'esclusione sociale; sollecita inoltre il potenziamento dei mezzi di bilancio destinati alla formazione professionale e alla formazione permanente nei prossimi cinque anni;

9.esorta la Commissione a esaminare la possibilità di introdurre un sistema di reddito minimo del cittadino e un sistema di imposizione negativa sul reddito, che consentiranno ai disoccupati di combinare il lavoro part-time retribuito e i vantaggi derivanti da tali forme fiscali;

10.invita la Commissione a valutare l'esigenza di un'azione specifica sull'esclusione sociale nelle aree urbane, nell'ambito delle iniziative comunitarie;

11.invita il Consiglio a incrementare le iniziative nei settori della salute e della casa al fine di meglio contribuire alla soluzione dei problemi a livello comunitario, nazionale, regionale e locale;

12.invita il Consiglio ad analizzare tutte le politiche comunitarie al fine di valutare il loro impatto sull'esclusione sociale e insiste affinché, nella fase di elaborazione e attuazione di altre politiche si tenga conto di criteri atti a tutelare dall'esclusione sociale;

13.ritiene che la partecipazione delle persone socialmente escluse e dei loro rappresentanti all'interno delle ONG all'elaborazione e valutazione di programmi, progetti ed esperimenti volti a porre fine all'esclusione sociale costituisca un presupposto essenziale per il loro successo;

14.invita il Consiglio e gli Stati membri a dare piena applicazione alle raccomandazioni relative ai criteri comuni in materia di risorse e prestazioni adeguate nei sistemi di previdenza sociale nonché in materia di convergenza dei loro obiettivi e delle relative politiche;

15.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai parlamenti e ai governi degli Stati membri, al Comitato economico e sociale e alle parti sociali.

 
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