A3-0279/93
Risoluzione sul futuro delle iniziative comunitarie nel quadro dei Fondi strutturali
Il Parlamento europeo,
-vista la comunicazione della Commissione sul futuro delle iniziative comunitarie nel quadro dei Fondi strutturali (COM(93) 0282 def. - C3-0299/93),
-visto il trattato sull'Unione europea, in particolare gli articoli 130A e 130C,
-viste le conclusioni del Consiglio europeo di Edimburgo,
-vista la revisione dei regolamenti relativi ai Fondi strutturali, del 20 luglio 1993,
-vista la richiesta della Commissione concernente un parere del Parlamento in merito al futuro delle iniziative comunitarie,
-visti la relazione della commissione per la politica regionale, l'assetto territoriale e le relazioni con i poteri regionali e locali nonché i pareri della commissione per l'agricoltura, la pesca e lo sviluppo rurale, della commissione per i bilanci, della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale e della commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro (doc. A3-0279/93),
A.considerando la profonda crisi congiunturale e strutturale caratterizzata da un aumento della disoccupazione in tutta la Comunità,
B.tenuto conto del completamento del mercato interno e dei suoi effetti a livello della concorrenza su determinati settori dell'economia;
1.ricorda che, malgrado gli effetti benefici della politica regionale comunitaria durante il periodo di programmazione 1989-1993, le disparità economiche tra le regioni maggiormente sviluppate e quelle più arretrate della Comunità sono rimaste sostanzialmente immutate e che ciò è dovuto, in parte, alle gravi carenze strutturali di queste regioni;
2.ricorda in tal senso che la stessa Commissione ha indicato che per ridurre radicalmente le disparità tra le regioni della Comunità occorrerebbe destinare alla politica regionale comunitaria lo 0,97% del PIL al posto dell'attuale 0,43% e che, in mancanza di ciò, è essenziale far valere il principio della concentrazione in tutti gli strumenti dei Fondi strutturali;
3.sottolinea le difficoltà cui vanno incontro industrie e regioni, chiamate a rispondere tempestivamente alle nuove condizioni imposte da un sistema commerciale europeo senza frontiere, in assenza di misure protettive a livello nazionale, e che ciò comporta un aggravarsi delle disparità sociali e delle asimmetrie regionali, rendendo arduo il raggiungimento dell'obiettivo della coesione economica e sociale;
4.sottolinea che le iniziative, concepite come strumenti per realizzare obiettivi specifici e aventi un interesse particolare per la Comunità o per rimediare a particolari deficienze strutturali da un punto di vista comunitario, si sono rivelate efficaci perché più mirate e con obiettivi meglio definiti delle politiche strutturali generali e potrebbero rappresentare uno strumento per evitare la rinazionalizzazione di un'importante quota del bilancio;
5.insiste sul fatto che le iniziative esistenti quali NOW, KONVER, RESIDER e RECHAR, dimostratesi efficienti ma che non hanno ancora raggiunto i loro obiettivi definitivi, devono essere mantenute e che l'autorità di bilancio deve iscrivere stanziamenti sufficienti per il finanziamento di questi programmi;
6.chiede alla Commissione di giustificare con una relazione che ne presenti un bilancio l'abbandono di un'iniziativa comunitaria esistente;
7.ricorda che le iniziative comunitarie devono affermare la loro vocazione europea al di là degli interessi nazionali e che esse non dovrebbero trasformarsi in uno strumento indiretto di ridistribuzione delle risorse finanziarie agli Stati;
8.auspica che la trasparenza delle iniziative comunitarie possa essere rafforzata adottando, nel corso della procedura annuale di bilancio, una nomenclatura di bilancio pertinente che consenta
-una maggiore elasticità di gestione
-un controllo democratico del Parlamento, che manterrebbe il ruolo d'iniziativa da esso svolto in fase di attuazione dei programmi PERIFRA e KONVER;
9.approva la proposta della Commissione e si compiace del fatto che il 9% di tali risorse sia stato stanziato in ciascuna procedura di bilancio a favore di iniziative aventi interesse e dimensione europei; insiste sul fatto che le iniziative devono riflettere gli obiettivi generali finanziari per le regioni dell'obiettivo n. 1 (70%); ritiene che l'equilibrio finanziario tra l'oggetto e il tipo di azioni proposto dovrebbe facilitare il raggiungimento di questo obiettivo; pur ritenendo preferibile il 15%, è disposto ad accettare il 9% come percentuale minima;
10.chiede alla Commissione che al momento di mettere a punto nuove iniziative comunitarie e di decidere sul rinnovo di quelle attualmente esistenti, si tenga soprattutto conto dei problemi reali delle regioni più bisognose;
11.sottolinea che la cooperazione transnazionale e interregionale soprattutto tra le regioni marittime dovrebbe essere un importante elemento delle nuove iniziative comunitarie;
12.sottolinea l'importanza di attingere a risorse provenienti da tutti i possibili strumenti finanziari per offrire maggiori possibilità tanto a iniziative globali che perseguano più di un obiettivo o di una politica settoriale quanto a misure innovative; ritiene che, per il buon esito di tali iniziative, sia indispensabile un accurato coordinamento;
13.rileva che le iniziative comunitarie offrono una flessibilità unica per limitati interventi al di fuori delle aree assistite, il che è di particolare importanza per quanto riguarda la cooperazione transfrontaliera; in tutti gli altri casi, le aree al di fuori degli obiettivi nn. 1, 2 e 5b dovrebbero essere selezionate secondo criteri molto rigorosi,
14.insiste sul ruolo di catalizzatore che i programmi d'iniziativa comunitaria sono destinati a svolgere in materia di cooperazione interregionale, in particolare a causa dell'esistenza di problemi comuni a varie regioni e del valore aggiunto che gli scambi di esperienze a livello comunitario possono apportare, segnatamente in materia di gestione dell'ambiente e di sviluppo dei trasporti interregionali;
15.è d'accordo sull'iscrizione di una notevole quota delle risorse in una riserva; ritiene che, alla luce dell'esperienza, il 25% della dotazione complessiva dovrebbe essere un obiettivo minimo; i programmi PERIFRA e KONVER dimostrano che è necessario disporre di una riserva per far fronte a situazioni improvvise e impreviste con ampie ripercussioni economiche e sociali; ricorda che l'impiego di questa riserva è disciplinato da regole di bilancio che la Commissione è tenuta a rispettare e che la Commissione deve anche onorare l'impegno di tener conto del parere del Parlamento prima di adottare un testo in via definitiva;
16.ricorda tuttavia che le iniziative comunitarie, così come i Fondi strutturali, devono essere sottoposti a
-controlli di efficacia,
-controlli antifrode coordinati dall'Unità di coordinamento per la prevenzione delle frodi (UCLAF),
-una valutazione d'impatto ambientale, se richiesta, in linea con la legislazione comunitaria;
17.mette in guardia dal pericolo che le iniziative comunitarie si trasformino in programmi permanenti, subordinati all'assistenza finanziaria da parte della Comunità; ritiene che l'autonoma sopravvivenza di un progetto alla fine della fase programmatica dovrebbe costituire uno dei criteri per la concessione dell'aiuto;
18.è d'accordo sul fatto che il numero di iniziative dovrebbe essere ridotto secondo il principio della concentrazione e ritiene che occorra adottare migliori procedure di gestione e di esecuzione, vale a dire
a)la semplificazione delle procedure pur tenendo conto delle esigenze specifiche della cooperazione transnazionale e interregionale che occorre rilanciare,
b)un più ampio ricorso ad aiuti globali con pagamenti effettuati direttamente a un intermediario decentralizzato responsabile per l'esecuzione a livello regionale, locale o transnazionale,
c)la presentazione da parte degli Stati membri di programmi in linea con gli orientamenti della nuova generazione di iniziative sulla base di una valutazione dell'applicazione concreta delle attuali iniziative;
19.insiste sul fatto che le autorità regionali e locali e le parti sociali devono essere strettamente associate alla formulazione, esecuzione e valutazione delle iniziative per soddisfare il requisito della "copartecipazione" e per sfruttare la loro esperienza in questo tipo di azioni;
20.ritiene che, per essere in condizione di reagire meglio, ossia di anticipare i cambiamenti industriali, la Commissione debba dotarsi di strumenti di informazione e analisi più precisi; a tale riguardo propone alla Commissione l'istituzione di un comitato consultivo di alto livello, composto di rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori sul piano nazionale, regionale e locale;
21.ritiene che, per quanto riguarda "la cooperazione transfrontaliera":
a)l'iniziativa INTERREG dovrebbe essere estesa alle frontiere marittime,
b)visto che esistono nuove possibilità per una genuina cooperazione transfrontaliera tra i paesi CE e PHARE, devono essere previste risorse sufficienti su una specifica linea di bilancio per questo scopo,
c)l'iniziativa INTERREG debba anche coprire in parte la cooperazione interregionale fra le regioni della Comunità, al fine di creare reti attraverso le quali le regioni economicamente più prospere possano trasmettere esperienze e conoscenze alle regioni in ritardo di sviluppo e rafforzare le intense relazioni tradizionali tra le regioni nonostante i cambiamenti dei flussi commerciali provocati dall'interruzione dei canali di traffico esistenti;;
22.è d'accordo con la Commissione sul fatto che la cooperazione è l'elemento centrale del programma "Sviluppo rurale" ma ritiene che occorra anche intraprendere attività innovative e dimostrative che, senza danneggiare l'ambiente rurale, possano sostenerne lo sviluppo ed evitare lo spopolamento (uso dei residui agricoli e destinazione dei terreni a produzioni alternative non alimentari nonché promozione della ricerca nel settore agroalimentare e sua applicazione a fini commerciali);
23.chiede che si prendano in considerazione programmi innovatori in materia di sviluppo rurale, programmi volti a compensare la riduzione del numero di addetti all'agricoltura e ovviare al rischio di un ulteriore spopolamento, capaci di creare posti di lavoro in settori diversi dal settore agricolo o nel settore dell'ambiente e proposti e realizzati in cooperazione da vari enti locali e regionali e/o dalle parti socio-economiche, pur nella consapevolezza che tali programmi hanno una portata maggiore e interessano zone ben più vaste di quelle cui fa riferimento il programma LEADER I;
24.ritiene altresì che, in una visione integrata, le azioni di sviluppo rurale debbano interessare sia le zone dipendenti dall'agricoltura che quelle dipendenti dalla pesca;
25.approva la proposta della Commissione sulle "regioni ultraperiferiche" che il Consiglio europeo di Edimburgo ha riconosciuto come obiettivo prioritario e sottolinea che, oltre all'insularità, la loro lontananza dall'Europa continentale impone l'adozione di specifiche iniziative comunitarie;
26.ritiene che l'ambiente debba essere una delle priorità delle iniziative comunitarie, onde assicurare alle regioni interessate le basi di uno sviluppo durevole promuovendo il rispetto, il recupero e la valorizzazione delle risorse naturali nonché l'attuazione della politica comunitaria in materia di ambiente, e chiede a tal fine alla Commissione di garantire la continuità dell'iniziativa ENVIREG, con almeno gli stessi stanziamenti che in passato; ;
27.è d'accordo sull'utilizzazione di un unico quadro "risorse umane" che copra tutta una serie di problemi e ritiene che
a)obiettivo fondamentale delle iniziative comunitarie, così come dell'intera politica regionale comunitaria, debba essere quello di rafforzare la coesione economica e sociale nella Comunità per ridurre il divario fra le varie regioni e il ritardo di quelle meno favorite,
b)la "copartecipazione" debba essere sempre rispettata,
c)occorra promuovere la piena integrazione della donna nella vita attiva,
d)sia necessario promuovere un'iniziativa specifica, volta a favorire una maggior integrazione delle donne nel mondo del lavoro,
e)siano necessarie misure ad hoc per il settore della pesca;
28.sottolinea la necessità di garantire l'autonomia finanziaria delle direttrici che verranno approvate nell'ambito dell'iniziativa quadro summenzionata;
29.ritiene opportuno il raggruppamento delle azioni proposte per aumentare l'impatto della crescita sul livello dell'occupazione, per consentire l'adeguamento dell'attuale forza di lavoro al cambiamento industriale e per pervenire al trasferimento dell'innovazione e della ricerca in un'unica direttrice finalizzata alla lotta e alla prevenzione della disoccupazione; è dell'avviso che tale iniziativa contribuirebbe a garantire la flessibilità d'azione necessaria per far fronte alle diverse caratteristiche delle situazioni occupazionali nazionali, regionali e locali;
30.appoggia l'opinione della Commissione secondo la quale le iniziative comunitarie non devono basarsi soltanto sulle precedenti iniziative in materia di risorse umane (EUROFORM, NOW e HORIZON) ma anche su programmi di formazione professionale comunitari, garantendo così che questi due strumenti comunitari siano tra loro collegati e operino insieme efficacemente;
31.è d'accordo sul fatto che il "cambiamento industriale" dovrebbe interessare
a)progetti sulle conseguenze economiche e sociali della crisi delle tradizionali regioni industriali (RETEX, KONVER, RECHAR, RENAVAL, RESIDER, ecc.), tenendo conto per la determinazione delle aree ammissibili, anche dei posti di lavoro perduti, del tasso di disoccupazione, della dipendenza economica rispetto all'industria colpita e del grado di isolamento geografico o di perifericità,
b)la promozione di azioni che anticipino il cambiamento industriale nei settori moderni a elevata efficienza, ma mette in guardia contro il pericolo della distorsione della concorrenza nel caso in cui gli aiuti vengano concessi alle regioni che non ne hanno i requisiti,
c)la promozione di azioni e l'apertura di linee di credito volte a consentire alle PMI regionali di investire in settori che possono garantire un aumento dell'occupazione, in particolare attraverso la formula del bonifico d'interessi,
d)le difficoltà delle industrie delle regioni che sono costrette a rispondere rapidamente alle nuove condizioni del sistema commerciale dell'Europa senza frontiere e di quelle interessate dall'evoluzione della situazione dei paesi dell'Europa centrale e orientale; le regioni interessate sono in primo luogo quelle dell'obiettivo n. 1, di modo che le loro industrie, in particolare le piccole e medie imprese, siano in condizione di rispondere alle esigenze di adeguamento collegate alla realizzazione del mercato unico,
e)un'iniziativa specifica nelle regioni dell'obiettivo n. 1, collegata alle sfide del mercato unico, che integri, fra gli altri, elementi dei programmi STRIDE, TELEMATIQUE e PRISMA,
f)il passaggio a processi produttivi minimamente inquinanti;
32.ritiene che, tenendo conto in modo particolare della problematica della pesca artigianale, sia necessario adottare per le zone interessate dalla riduzione dell'attività di pesca e dalla politica comunitaria un'iniziativa comunitaria ad hoc che contribuisca a ridurre le difficoltà del settore in tali zone;
33.ritiene che la prossima riforma dei programmi comunitari in materia di formazione professionale rappresenti una buona opportunità per ottenere un maggiore coordinamento tra i programmi stessi e le iniziative comunitarie nel settore delle risorse umane;
34.insiste affinché le attività svolte nel quadro di EUROFORM, NOW e HORIZON vengano riprese in una nuova iniziativa comunitaria "Occupazione e sviluppo delle risorse umane";
35.sottolinea che le nuove iniziative comunitarie riguardanti l'occupazione e lo sviluppo delle risorse umane e la gestione delle trasformazioni industriali debbono essere adeguatamente finanziate;
36.ritiene che, oltre alle misure previste al capitolo "occupazione e sviluppo delle risorse umane" concernenti la lotta all'elevato livello di disoccupazione e all'esclusione sociale in genere, sia necessario un programma specifico di sviluppo urbano integrato destinato a quelle fra le principali aree urbane della Comunità dove la disoccupazione, in particolare la disoccupazione di lunga durata, è eccessivamente elevata; obiettivo di tale iniziativa sarebbe quello di promuovere la crescita economica locale permettendo agli operatori locali di affermarsi e incanalando i loro sforzi, dato che la loro esperienza, la loro competenza e il loro impegno sono fondamentali per il recupero delle aree abbandonate e in declino, nonché quello di garantire un agevole accesso ai servizi e alle strutture necessarie quale supporto delle iniziative imprenditoriali locali;
37.ritiene indispensabile che, sia a livello comunitario sia a livello di Stati membri, i cofinanziamenti alle imprese siano gestiti nel modo più coordinato possibile con le azioni di formazione professionale della manodopera a titolo dell'obiettivo n. 4;
38.condivide l'impegno della Commissione di prendere in considerazione il parere del Parlamento in merito a ogni iniziativa prima della sua approvazione definitiva;
39.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e la relazione a essa attinente alla Commissione e al Consiglio e al Comitato delle regioni.