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Parlamento Europeo - 16 novembre 1993
Israele: Gli aspetti politici del boicottaggio economico arabo

A3-0322/93

Risoluzione sugli aspetti politici del boicottaggio economico esercitato dagli Stati arabi nei confronti di Israele

Il Parlamento europeo,

-vista la proposta di risoluzione presentata dall'on. Prag e altri sul boicottaggio economico dei paesi arabi nei confronti di Israele (B3-1076/91),

-vista la propria risoluzione del 16 novembre 1993 sul boicottaggio economico dei paesi arabi nei confronti di Israele

-vista la relazione della commissione per gli affari esteri e la sicurezza (A3-0322/93),

A.considerando che dal 1948 gli Stati arabi attuano contro lo Stato di Israele misure di boicottaggio dirette o indirette che riguardano anche imprese comunitarie interessate a scambi commerciali con detto paese,

B.considerando che tale boicottaggio, inizialmente diretto contro la creazione dello Stato di Israele, con il passare del tempo è diventato il simbolo della persistenza dello stato di belligeranza che sussiste ancora tra Israele e i suoi vicini arabi, eccezione fatta per l'Egitto,

C.considerando che il boicottaggio è stato inasprito l'indomani della guerra dei sei giorni in seguito all'occupazione da parte di Israele del Golan, della Cisgiordania (compresa Gerusalemme Orientale), della striscia di Gaza e del Sinai; che il suo mantenimento è pertanto in ampia misura la conseguenza del proseguimento dell'occupazione di territori arabi da parte di Israele,

D.considerando che dopo gli accordi di Camp David, che hanno portato alla conclusione di un trattato di pace tra Israele e l'Egitto e alla normalizzazione delle relazioni tra i due paesi, il primo si è ritirato dai territori egiziani occupati mentre il secondo ha posto fine al boicottaggio economico di Israele,

E.considerando che il problema del boicottaggio va messo in relazione con il processo di pace avviato a Madrid nel 1991 e che la dichiarazione di principio firmata da Israele e OLP il 13 settembre 1993 dovrebbe facilitare la revoca del boicottaggio, sotto qualsiasi forma, da parte della Lega araba,

F.compiacendosi per il risultato delle elezioni in Giordania, atto a consolidare il processo di pace,

1.ricorda la dichiarazione del Consiglio europeo di Lisbona (26 e 27 giugno 1992) sul processo di pace in Medio Oriente, nella quale esso chiede "ai membri della Lega araba di abolire il boicottaggio commerciale nei confronti di Israele, boicottaggio incompatibile con lo spirito del processo di pace";

2.si rallegra della dichiarazione di principio firmata da Israele e OLP il 13 settembre 1993, che crea una nuova dinamica nel Medio Oriente, la quale a sua volta dovrebbe portare infine a una soluzione definitiva della questione palestinese, eliminando altresì uno dei maggiori ostacoli all'avvio di una cooperazione regionale fra i paesi del Medio Oriente basata sulla solidarietà reciproca;

3.si rallegra, ravvisandovi una misura di fiducia nel senso del processo di pace, dei negoziati tra Israele e l'OLP intesi a favorire l'accesso dalla Cisgiordania a Gerusalemme orientale;

4.ritiene che la revoca del boicottaggio da parte della Lega araba costituirebbe un importante gesto di fiducia atto a far avanzare il processo di pace, così come l'abrogazione da parte della Knesset del divieto di contatti tra cittadini israeliani e OLP, che si inseriva nel quadro delle trattative segrete condotte in Norvegia tra Israele e OLP, le quali hanno poi portato alla dichiarazione di principio sopra citata;

5.afferma che la revoca del boicottaggio primario è in primo luogo un problema tra Israele e i paesi arabi interessati e che detta revoca si inserisce nella logica del processo di pace, dato che la cooperazione economica prevista nella dichiarazione di principio è incompatibile con il mantenimento del boicottaggio;

6.ritiene che, rispetto alle altre modalità di boicottaggio (secondaria, terziaria e quaternaria) che colpiscono direttamente imprese comunitarie, la questione andrebbe negoziata con gli interlocutori arabi nell'ambito dei consigli di cooperazione allo scopo di porvi fine in modo che le imprese europee non siano più penalizzate dal boicottaggio secondario, che costituisce un ostacolo al commercio internazionale; chiede inoltre che le forme terziarie e quaternarie eventualmente esistenti siano immediatamente revocate, dal momento che costituiscono una violazione dei diritti umani;

7.fa rilevare che il mantenimento del boicottaggio di secondo, terzo e quarto grado può incidere negativamente sulle possibilità di sviluppo economico nelle zone di Gaza e Gerico;

8.impegna inoltre la Commissione a proporre, a titolo preventivo, uno strumento giuridico che permetta all'Unione europea, sulla base di criteri politici definiti dal Consiglio, di proteggere le sue imprese contro le misure di boicottaggio di cui potrebbero essere fatte segno da parte di paesi terzi;

9.accoglie con favore la circostanza che l'Unione europea intende svolgere un ruolo per sostenere e seguire il processo di pace in atto nel Medio Oriente, nel quadro dei negoziati di pace multilaterali, favorendo in particolare la cooperazione tra gli Stati della regione, la quale potrebbe poi portare a un mercato comune;

10.chiede che l'Unione europea

-collabori fin d'ora, nella prospettiva di una soluzione pacifica, all'elaborazione di un piano di sviluppo a favore della regione;

-preveda aiuti finanziari per promuovere la cooperazione fra tutti gli Stati della regione, cooperazione che sarà essenziale per lo sviluppo di settori quali la gestione del patrimonio idrico, le infrastrutture, il turismo, ecc.;

11.sottolinea che questo ruolo attivo potrà risultare utile e credibile soltanto se l'Unione europea instaurerà con tutti gli Stati interessati della regione che partecipano ai negoziati di pace multilaterali una cooperazione economica in materia di sviluppo basata su principi comuni;

12.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio, al governo e al parlamento israeliani nonché al Segretario generale della Lega degli Stati arabi e al Segretario generale dell'Unione interparlamentare araba.

 
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