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Parlamento Europeo - 16 novembre 1993
Risanamento nei paesi in via di sviluppo

A3-0329/93

Risoluzione sulla comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo concernente un programma speciale di sostegno al risanamento nei paesi in via di sviluppo

Il Parlamento europeo,

-vista la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo concernente un programma speciale di sostegno al risanamento nei paesi in via di sviluppo (COM(93)0204),

-visti la relazione della commissione per lo sviluppo e la cooperazione e il parere della commissione per i bilanci (A3-0329/93),

A.considerando che diversi paesi in via di sviluppo, soprattutto nell'Africa subsahariana, si trovano, a seguito di conflitti, gravi crisi o catastrofi naturali, in una situazione economica e sociale critica, con grave pregiudizio per le infrastrutture di base, gli apparati di produzione nonché il tessuto istituzionale, tale da rendere necessarie misure di risanamento su vasta scala,

B.considerando che la Comunità deve compiere ogni possibile sforzo sia nell'ambito della politica di cooperazione sia nel contesto di una politica comune per lo sviluppo, al fine di evitare le crisi e risolvere i conflitti nell'ambito di una cooperazione con i meccanismi esistenti per la soluzione dei conflitti regionali con mezzi politici,

C.considerando che da una parte in tali casi le misure d'aiuto d'urgenza non sono destinate e idonee a sostenere la popolazione nel rilancio dell'economia e dei servizi pubblici di base essenziali e, dall'altra, in questi paesi non possono essere ancora avviate in modo adeguato le procedure di sviluppo a medio e lungo termine,

D.considerando che le misure di risanamento permetterebbero di ridare slancio in tali paesi, in un lasso di tempo relativamente breve, all'attività economica e alle infrastrutture sociali di primaria importanza quali le strutture per la fornitura di servizi e per l'approvvigionamento, sostenendo in tal modo le attività della popolazione, delle organizzazioni e delle autorità locali volte alla ricostruzione nelle regioni interessate e ponendo le premesse di uno sviluppo durevole ed ecologicamente sostenibile,

E.ritenendo che il coordinamento di questi programmi con le altre azioni comunitarie nel settore dello sviluppo, così come il coordinamento con l'attività degli organismi internazionali e degli altri programmi internazionali di sostegno, siano indispensabili per assicurare l'efficacia e il buon esito delle azioni proposte,

F.considerando che, con uno strumento a breve termine di questo genere, la situazione dei paesi interessati verrebbe stabilizzata, contribuendo così alla loro sicurezza,

G.perfettamente consapevole del fatto che uno sviluppo a lungo termine e continuo in questi paesi inevitabilmente si ricollega a una revisione della politica dello sviluppo e a un sostegno più equilibrato allo sviluppo, che tenga pienamente conto delle esigenze reali della popolazione, incentrandosi sullo sviluppo umano e la protezione dell'ambiente,

H.ricordando che le misure di risanamento potranno avere successo solo se saranno concepite e attuate con il concorso determinante della popolazione locale; convinto che i programmi di risanamento debbano incentrarsi sulle reali necessità delle collettività locali, da esse stesse individuate, e avvalersi, per quanto possibile, di risorse localmente disponibili per coprire tali necessità, in modo da porre le premesse per uno sviluppo ecologicamente sostenibile e durevole del paese interessato,

I.considerando la risoluzione dell'Assemblea paritetica del 1· aprile 1993 sulle misure di risanamento in Africa (ACP-CEE 867/93 def.),

J.considerando le conclusioni del Consiglio dei ministri per la cooperazione allo sviluppo del 25 maggio 1993, secondo le quali un importo di almeno 100.000.000 ECU dovrà essere impiegato immediatamente per misure di risanamento,

K.ricordando la conseguente iniziativa presa in vista di sovvenzioni comunitarie a programmi di risanamento in Angola, Mozambico, Somalia, Liberia, Etiopia ed Eritrea,

L.riconoscendo il prezioso ruolo svolto dalle organizzazioni non governative nella progettazione e realizzazione dei programmi di risanamento grazie alle loro strette relazioni con le collettività locali,

1.accoglie favorevolmente la proposta della Commissione concernente il programma speciale, mediante il quale potrà essere ulteriormente esteso e intensificato il contributo comunitario al sostegno del risanamento nei paesi in via di sviluppo;

2.ravvisa in tale strumento da una parte un utile complemento delle misure di aiuto d'urgenza e, dall'altra, un presupposto indispensabile per un'attività di sviluppo a medio e lungo e termine;

3.ritiene tuttavia indispensabile promuovere la cooperazione internazionale sia per quanto riguarda i programmi concreti che, più in generale, il settore della cooperazione allo sviluppo, in modo da evitare in futuro che queste azioni abbiano carattere sussidiario e intervengano solo in determinati settori;

4.ritiene, a causa della frequenza delle situazioni di crisi la cui soluzione richiede misure di risanamento, che un programma speciale una tantum non sia sufficiente ma che debba essere creato uno strumento a carattere permanente, al quale sia possibile fare ricorso a breve termine laddove siano necessarie misure organiche di risanamento per un determinato paese;

5.ritiene che, per tali misure, debba essere creato un quadro finanziario specifico e sufficientemente dotato nell'ambito del bilancio generale delle Comunità europee e che la dotazione sinora prevista per le linee di bilancio B7-5071 e B7-5076 non permetta assolutamente di far fronte ai bisogni; si impegnerà pertanto per un considerevole aumento dei finanziamenti;

6.ravvisa per questo motivo nella proposta della Commissione, per quanto concerne la questione del finanziamento, una soluzione transitoria, mediante la quale sarà possibile mobilitare stanziamenti non ancora utilizzati per casi prioritari, nonché, soprattutto, ottenere nuovi stanziamenti da parte degli Stati membri;

7.considera di importanza centrale la questione della flessibilità e della capacità di agire rapidamente e sostiene pertanto le procedure proposte dalla Commissione a tal fine; fa appello a tutte le parti decisionali ed esecutive interessate affinché riconoscano un'alta priorità agli aspetti della rapidità e dell'efficacia degli aiuti;

8.chiede - in considerazione del mutamento del compito del capodelegazione in carica della Commissione - che si proceda a un addestramento dei collaboratori della delegazione della Commissione nell'Africa subsahariana e sollecita il coinvolgimento flessibile di un maggior numero di addetti ed esperti allo scopo di coordinare la politica in maniera effettivamente adeguata e garantire il carattere durevole delle misure da adottarsi;

9.ritiene che la realizzazione di detti programmi debba essere attuata quanto più possibile ricorrendo alle risorse locali, tanto materiali quanto umane,

10.ritiene opportuno, nella realizzazione delle misure di risanamento, considerare prioritarie la produzione agricola e la sicurezza alimentare, nonché la ricostruzione delle infrastrutture sociali di base; tuttavia le misure di sostegno a lunga scadenza devono anche rapportarsi ai bisogni psicologici e culturali delle collettività;

11.ritiene altresì che la responsabilità principale in materia di elaborazione, progettazione e attuazione dei programmi di risanamento competa alle collettività interessate e alle loro autorità nazionali e locali;

12.è convinto che un successo duraturo delle misure di risanamento dipenda essenzialmente dalla loro iscrizione in piani di sviluppo a medio e lungo termine; invita pertanto la Commissione a tener conto di questo aspetto nelle sue trattative con i governi dei paesi beneficiari e a elaborare essa stessa piani di sviluppo adeguati, in collaborazione con le altre organizzazioni di assistenza e donatori, o a contribuire alla loro elaborazione;

13.invita la Commissione a insistere, nell'attuare le misure di sostegno al risanamento, sulla necessità di assicurare una reale partecipazione della popolazione e delle parti sociali; la invita inoltre a privilegiare, mediante questi programmi, le fasce di popolazione più bisognose;

14.invita la Commissione ad attuare le misure del pacchetto già autorizzato dal Consiglio in stretto coordinamento con le altre organizzazioni attive nei paesi beneficiari, comprese le ONG, e a garantire il più alto grado possibile di coordinamento tra gli Stati membri e la Comunità, eventualmente tenendo conto anche di ulteriori impegni bilaterali dei singoli Stati membri;

15.invita la Commissione a trasmettergli, una volta realizzate iniziative di risanamento in un paese, una relazione sull'attuazione comprendente una valutazione dei risultati ottenuti;

16.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio nonché ai governi degli Stati membri.

 
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