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Parlamento Europeo - 17 novembre 1993
Industria europea dei veicoli a motore

A3-0266/93

Risoluzione sulla comunicazione della Commissione al Consiglio relativa all'industria europea dei veicoli a motore: situazione, prospettive e proposte di azione

Il Parlamento europeo,

-vista la comunicazione della Commissione relativa all'industria europea dei veicoli a motore: situazione, prospettive e proposte di azione (COM(92) 0166 - C3-282/92),

-vista la precedente comunicazione della Commissione sull'industria dei veicoli a motore (SEC(89) 2118 def.),

-viste le sue precedenti risoluzioni sull'industria dei veicoli a motore,

-visti i contributi delle parti interessate,

-vista la ristrutturazione industriale che sta avvenendo nel settore dei veicoli a motore e che porta a una maggiore concorrenzialità, a costo tuttavia della perdita di numerosi posti di lavoro,

-visto il drastico e preoccupante declino della domanda di veicoli a motore nella Comunità registrato negli ultimi dodici mesi,

-visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale e il parere della commissione per l'energia, la ricerca e la tecnologia (A3-0266/93),

A.allarmato per il sempre maggiore squilibrio negli scambi commerciali tra il Giappone e la CE, arrivato a 30 miliardi di ECU, e per il fatto che continuano a non registrarsi progressi in materia di reciprocità,

B.allarmato per le ottimistiche previsioni della domanda utilizzate dalla Commissione nei suoi colloqui con il governo giapponese per ridurre il livello delle importazioni dirette di vetture dal Giappone,

C.allarmato per le recenti previsioni, in base alle quali entro il 2000 vi sarà una capacità produttiva di 19,8 milioni di autovetture mentre i veicoli venduti arriveranno solo a 15 milioni,

D.considerando che lo yen è sistematicamente sottovalutato, benché tale situazione si sia attenuata negli ultimi mesi, e che ciò favorisce indebitamente l'importazione di autovetture e di componenti per automobili dal Giappone,

E.rammaricandosi che la Commissione abbia omesso di coinvolgere le parti sociali nell'elaborazione della politica a medio termine per la ristrutturazione di questo settore industriale e delle sue previsioni della domanda per l'industria,

F.preoccupato per l'incapacità da parte della Commissione di tener conto del rapido aumento della produttività e della sovraccapacità accompagnata da una domanda stagnante e limitate opportunità di esportazione,

G.sottolineando che il costo del lavoro risulta inferiore per i produttori extracomunitari e che è necessario tener conto di tale elemento nell'ambito dell'armonizzazione dei costi sociali nel settore industriale in parola,

H.preoccupato per le crescenti difficoltà registrate dall'industria comunitaria dei veicoli a motore nel trasformare i suoi cospicui investimenti nella ricerca e nello sviluppo in vantaggi competitivi di mercato, a causa di una cooperazione R & S più efficace, orientata verso il mercato e sostenuta dai governi fra i suoi concorrenti americani e giapponesi,

I.sostenendo l'invito delle parti sociali a sviluppare politiche di sostegno mediante un dialogo tripartito continuo che garantisca risultati ottimali dal punto di vista economico e sociale del processo di aggiustamento strutturale,

J.ritenendo che l'accordo CE-Giappone del 1991 sia risultato svuotato per quanto riguarda sia la sua efficacia, per mancanza di chiarezza degli elementi di consenso, sia l'aumento della capacità di insediamento all'interno della Comunità,

L.attendendosi nel settore in questione una maggiore collaborazione tra fornitori, produttori e industria componentistica che lo renda competitivo,

1.rileva che la soluzione dei gravi problemi congiunturali e strutturali dell'industria automobilistica deve rientrare nella responsabilità di quest'ultima, laddove la Commissione e le parti sociali, prendendo atto della responsabilità autonoma dell'industria, dovrebbero approfondire il loro dialogo per orientare gli obiettivi di eventuali misure comunitarie alle esigenze dell'industria automobilistica e renderne possibile un'attuazione efficiente;

2.chiede alla Commissione di garantire che i nuovi limiti alle importazioni giapponesi decisi dal Commissario Bangemann il 4 settembre 1993 siano rigorosamente applicati e controllati e che le vetture giapponesi provenienti da un secondo paese non comunitario siano incluse nei limiti generali e che eventuali superamenti dei livelli fissati vengano compensati sulle cifre da concordare per il futuro; chiede inoltre che il "tener conto" della capacità di insediamento giapponese sia formalizzato in una formula globale basata sul potenziale di produttività degli insediamenti e che il processo di previsione di cui sopra sia aperto al dialogo con le parti sociali, con il monitoraggio delle parti interessate;

3.chiede alla Commissione di usare il dovuto discernimento nel giudicare l'utilizzazione degli aiuti di stato, tenendo presenti le attuali sovraccapacità nell'industria;

4.chiede alla Commissione di prendere misure immediate per proseguire il dialogo sociale in merito al processo di ristrutturazione e alle sue conseguenze, con l'auspicio che la Conferenza Commissione-Parlamento europeo del marzo 1994 si occupi dei problemi aperti e fornisca una chiara linea d'azione e un quadro istituzionale che consenta di riunire le parti sociali a un livello operativo professionale su base continuativa; la Conferenza potrebbe essere utilizzata per esplorare le possibilità di dialogo tra le parti sociali, la Commissione e il Parlamento europeo;

5.chiede alla Commissione di creare rapidamente gruppi di lavoro di studio e tecnici formati dalla Commissione con una partecipazione su base professionale, quale meccanismo per raggiungere i seguenti obiettivi:

a)mettere a punto una politica comunitaria atta a facilitare le ristrutturazioni necessarie e taluni raggruppamenti indispensabili nel settore della produzione, tenendo maggiormente conto della necessità di un adeguamento delle azioni commerciali per rispondere meglio alla domanda dei consumatori europei e mirando a intensificare le esportazioni nelle parti del mondo in cui restano ancora da coprire fabbisogni importanti, consentendo nel contempo la realizzazione degli obiettivi in appresso;

b)organizzare, nello spirito di una concorrenza equa e in un contesto sociale equilibrato, definito "GATT sociale", una missione composta dalle parti sociali, dalla Commissione e dal Parlamento europeo per esaminare con il governo giapponese e le altre parti interessate i problemi esistenti, soprattutto il problema degli orari di lavoro in Giappone, nell'Unione europea e in altre parti del mondo;

c)favorire l'instaurarsi della cooperazione tra costruttori automobilistici comunitari e i paesi del Terzo mondo, onde sviluppare o creare un'industria automobilistica rispondente alle esigenze proprie di tali paesi;

d)incoraggiare, nella massima misura possibile, nell'ambito dei poteri delle parti sociali, l'armonizzazione verso l'alto degli standard sociali e della sicurezza occupazionale per la manodopera dell'industria automobilistica della CE,

e)esaminare i problemi relativi alla crisi dell'industria per quanto riguarda lo sviluppo e il mantenimento delle capacità occupazionali,

f)salvaguardare l'occupazione, parallelamente al massiccio miglioramento delle qualifiche dei lavoratori necessario per realizzare i mutamenti tecnologici nell'industria automobilistica;

g)analizzare come il concetto di "sicurezza flessibile" e la formazione professionale continua dei lavoratori possano contribuire a rendere nuovamente competitiva l'industria automobilistica comunitaria;

h)esplorare come mutamenti dell'orario di lavoro possano contribuire alla sicurezza occupazionale, alla creazione di posti di lavoro e a modelli di organizzazione del lavoro più consoni alle diverse situazioni dei dipendenti, in particolare delle donne,

i)esaminare l'applicazione dei nuovi fondi dell'Obiettivo 4 all'industria dei veicoli a motore;

j)riunire tutte le parti sociali interessate per individuare opzioni politiche in materia di R & S, della politica ambientale e dei trasporti integrati;

k)potenziare le esportazioni ed evitare un'eccessiva dipendenza dal mercato comunitario;

l)di concerto con le parti sociali e l'Agenzia europea dell'ambiente, definire futuri standard a livello comunitario per quanto riguarda i danni ambientali connessi alla produzione e all'uso di veicoli a motore;

m)migliorare la competitività dell'industria della componentistica;

n)creare un comitato di coordinazione tra le varie direzioni generali per un'integrazione delle varie politiche relative all'industria dei veicoli a motore;

o)rendere le innovazioni rapidamente applicabili ai nuovi prodotti e accrescere l'efficacia della promozione e commercializzazione degli stessi;

p)stimolare maggiormente, rivedendo anche gli ostacoli giuridici che attualmente a esse si frappongono, iniziative di ricerca e sviluppo prossime al mercato fra costruttori automobilistici e di componentistica comunitari in settori fondamentali quali tecnologie pulite, veicoli elettrici e componenti elettronici;

6.chiede alla Commissione di incoraggiare i costruttori automobilistici e i produttori di componenti a realizzare e potenziare una cooperazione stretta e a lungo termine, che inglobi la concezione, la produzione, la produttività e la manutenzione del prodotto;

7.chiede alla Commissione di analizzare e trarre suggerimenti dai recenti sviluppi sul mercato statunitense dell'automobile, dove, in base agli ultimi dati disponibili, i costruttori americani sembra stiano riuscendo a riprendere il controllo di una situazione compromessa dalla forte concorrenza giapponese;

8.chiede alla Commissione di incentivare maggiormente la ricerca e lo sviluppo per incoraggiare le tecnologie generiche innovative necessarie per la messa a punto di veicoli nei quali le emissioni di CO2 siano ridotte al minimo;

9.chiede alla Commissione di proporre programmi di ricerca nel settore delle scienze sociali volti in particolare all'ideazione di nuovi metodi di lavoro basati sulla creatività dei lavoratori;

10.chiede alla Commissione di considerare che il futuro dell'industria automobilistica comunitaria è legato al potenziamento degli scambi internazionali nel settore, che è indispensabile tenere costantemente sotto controllo qualsiasi situazione di dumping dovuta a disparità fiscali e sociali e che, per garantire la competitività della produzione comunitaria, è necessario tanto limitare gli oneri che gravano sui prezzi industriali quanto compiere progressi qualitativi;

11.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alle parti interessate dell'industria in oggetto.

 
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