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Parlamento Europeo - 18 novembre 1993
Diritti dei giornalisti impegnati in missioni pericolose

A3-0257/93

Risoluzione sulla tutela dei diritti dei giornalisti impegnati in missioni pericolose

Il Parlamento europeo,

-vista la proposta di risoluzione presentata dall'on. Romeos sulla tutela dei diritti dei giornalisti (B3-0233/90),

-vista la relazione della commissione per gli affari esteri e la sicurezza (A3-0257/93),

A.considerando che la libertà di stampa è una delle condizioni per una democrazia stabile e per la difesa dei diritti dell'uomo e che quindi è indispensabile come componente essenziale di un regime democratico,

B.persuaso che un giornalismo libero e indipendente contribuisca in ampia misura a promuovere il processo di formazione di un'opinione critica,

C.considerando che i giornalisti e i mezzi di comunicazione di massa, cioè carta stampata e radiotelevisione, sono i principali canali di diffusione delle idee e dell'informazione,

D.rammentando che la tutela dei giornalisti nelle convenzioni e negli accordi si integra nel quadro generale del rispetto dei diritti dell'uomo e del diritto all'informazione,

E.considerando tuttavia che l'attuale diritto umanitario internazionale tutela l'integrità fisica dei giornalisti in quanto individui ma non contiene alcuna disposizione sulla tutela della professione del giornalista in situazioni di conflitto o in altre condizioni a rischio,

F.considerando che, nonostante la mobilitazione di organizzazioni e associazioni internazionali che si battono per la sicurezza dei giornalisti nell'esercizio della loro professione, vengono quotidianamente segnalate violazioni in zone di guerra, in regioni con focolai di conflitti e in paesi con regimi repressivi,

G.considerando che nel 1991 sono stati uccisi 72 giornalisti nell'esercizio della loro professione e che in 100 paesi sono stati registrati in totale 1264 casi di aggressione nei loro confronti,

H.considerando inoltre che 324 giornalisti sono stati arrestati, 164 minacciati, 156 malmenati, 151 citati in giudizio e 42 espulsi, sempre per aver esercitato le loro funzioni, che 96 giornali sono stati posti sotto sequestro e 66 giornali ed emittenti radiofoniche o televisive si sono visti notificare un divieto di pubblicazione o di trasmissione e che in 27 giornali o emittenti sono state effettuate incursioni,

I.considerando che anche nel 1992 sono stati uccisi almeno 61 giornalisti e che al 1· gennaio 1993 123 giornalisti si trovavano in carcere per aver esercitato la loro professione, taluni condannati a pesanti pene detentive, e che un numero nettamente superiore è stato arrestato e poi rilasciato nel corso del 1992,

J.profondamente turbato da quanto riferiscono le associazioni internazionali di giornalisti e le organizzazioni attive nel campo dei diritti dell'uomo, in particolare che ovunque nel mondo le persecuzioni contro la stampa e contro i giornalisti aumentano in modo allarmante,

K.temendo che in mancanza di adeguate misure di tutela questa situazione si protrarrà fintanto che esisteranno guerre, colpi di Stato, abusi di potere, intolleranza e illegalità,

L.considerando che la libertà di stampa viene ostacolata in numerosi paesi non solo da misure legislative e amministrative ma anche con atti di violenza e che gli attentati all'incolumità dei giornalisti possono comportare una censura di fatto,

M.considerando che la minaccia di un attentato all'integrità fisica del giornalista nonché il timore di essere oggetto di una sanzione amministrativa possono indurre all'autocensura, il che può rappresentare un pericolo ancor più grave in quanto viene così preservata una parvenza d'indipendenza dell'informazione,

N.considerando che sulla situazione in alcuni paesi non sono disponibili dati obiettivi in quanto i giornalisti indipendenti non hanno accesso a tali paesi o a determinati territori di questi ultimi,

O.considerando che il Parlamento europeo porta avanti una politica che si fonda sulla democrazia e rafforza il pluralismo, la libertà di espressione e la salvaguardia della libertà dei mezzi di comunicazione di massa, come dimostra il fatto che quest'anno il premio Sakarov è stato assegnato al quotidiano bosniaco OSLOBODJENIE,

P.considerando che le convenzioni internazionali assicurano ai giornalisti impegnati in missioni pericolose, sia della carta stampata che a fotografi e cameramen e ai tecnici, una protezione insufficiente perché essi possano svolgere correttamente il loro lavoro,

Q.informato degli sforzi delle organizzazioni internazionali di giornalisti e delle organizzazioni attive nel campo dei diritti dell'uomo per una maggiore libertà e protezione dei giornalisti impegnati in missioni pericolose,

R.convinto che un'efficiente rete di sicurezza a livello mondiale richieda sforzi finanziari ben superiori alle capacità di dette organizzazioni e che nella fattispecie sia chiaramente in gioco anche una responsabilità governativa,

1.esorta tutti i paesi a tutelare il pluralismo e la libertà di espressione dei mezzi di comunicazione di massa;

2.chiede alla Commissione ed al Consiglio di

-insistere perché i firmatari delle convenzioni internazionali rispettino gli impegni assunti ed esaminare in che modo si possano esercitare maggiori pressioni per ottenere il rispetto di tali impegni in materia di diritti dell'uomo in generale e, in particolare, della libertà di stampa;

-adoperare, subito dopo la segnalazione di nuovi casi di violazione dei diritti dell'uomo e delle libertà civili, per richiamare l'attenzione dei governi interessati su dette violazioni ed esortarli a prendere misure di protezione concrete;

3.invita la Commissione e il Consiglio a mettere a punto, a tal fine, i seguenti strumenti politici specifici:

-compilazione e aggionamento di una "lista nera" in cui figuri il numero e il tipo di violazione dei diritti dei giornalisti per ogni singolo paese, così da accrescere la pressione psicologica sui governi dei paesi in questione,

-inserimento negli accordi commerciali e di cooperazione nonché negli accordi d'associazione fra la Comunità e i paesi terzi di clausole specifiche relative alla tutela dei diritti dei giornalisti,

-concessione di aiuti da parte della Comunità alle stazioni radiotelevisive e alla carta stampata nei territori in cui non viene garantita un'informazione obiettiva e indipendente, di concerto con organismi quali "Euronews" e le emittenti mondiali degli Stati membri, così come con organizzazioni regionali di giornalisti, quale il neocostituito Centro della stampa balcanica;

4.invita la Commissione e il Consiglio a insistere presso i governi e le autorità competenti perché

-diano, senza restrizioni, ai giornalisti la possibilità di esercitare la propria professione onde garantire un'informazione obiettiva e indipendente;

-assicurino ai giornalisti una tutela adeguata nei confronti delle organizzazioni terroristiche di cui sono il bersaglio a causa della loro attività professionale, anche quando non siano impegnati in missioni pericolose;

-procedano a un'indagine approfondita circa le cause della morte dei giornalisti deferendo alla giustizia i responsabili, siano essi membri di organizzazioni terroristiche o di istituzioni pubbliche;

-riesaminino le pene severe comminate ai giornalisti per oltraggio alle autorità e le accuse infondate di incitazione alla sovversione;

-non sia impedita in taluni paesi o regioni un'informazione indipendente rifiutando l'accesso ai giornalisti, ma che questi vengano accreditati su presentazione di una tessera rilasciata da organi di stampa come le associazioni di categoria e i mezzi di comunicazione di massa riconosciuti a livello internazionale,

-adottino in loco misure adeguate per garantire che i giornalisti si possano muovere in condizioni di sicurezza nei territori contesi e assicurino così la libera raccolta delle informazioni;

-intensifichino gli sforzi per proteggere i giornalisti e aiutarli a esercitare la loro professione in condizioni di sicurezza;

5.raccomanda che vengano previste forme di addestramento atte ad aumentare le possibilità di sopravvivenza dei giornalisti che operano in zone di guerra;

6.decide di designare la sua sottocommissione per i diritti dell'uomo quale organo di coordinamento incaricato dei contatti con le organizzazioni internazionali di giornalisti per potere intervenire immediatamente presso i responsabili in caso di violazioni;

7.esorta la Commissione a esaminare a breve termine come sia possibile sostenere finanziariamente le iniziative e le azioni intraprese dalle associazioni internazionali di giornalisti per proteggere i giornalisti nell'esercizio della loro professione in missioni pericolose;

8.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e ai governi degli Stati membri.

 
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