A3-0408/93
Risoluzione sui rapporti fra l'Unione e il Consiglio d'Europa
Il Parlamento europeo,
-vista la proposta di risoluzione presentata dall'on. Arbeloa Muru sulle relazioni con il Consiglio d'Europa (B3-1074/92),
-vista la sua risoluzione del 20 gennaio 1993 sulla concezione e la strategia dell'Unione europea in vista del suo ampliamento e della creazione di un ordine paneuropeo ,
-vista la Dichiarazione di Vienna approvata al termine del primo Vertice dei Capi di Stato e di governo degli Stati membri del Consiglio d'Europa, cui ha partecipato la Comunità,
-visto l'articolo 45 del suo regolamento,
-vista la relazione della commissione per gli affari esteri e la sicurezza (doc. A3-0408/93),
A.considerando la dimensione paneuropea assunta dal Consiglio d'Europa a seguito del crollo dei regimi totalitari nell'Europa centrale e orientale,
B.consapevole dell'aiuto che tale organizzazione può fornire al potenziamento e al proseguimento del processo di democratizzazione nonché alle riforme in corso in tali paesi,
C.convinto dell'opportunità di consolidare il ruolo del Consiglio d'Europa, che rimane la principale organizzazione europea in cui l'Unione e i suoi Stati membri possano partecipare e/o sviluppare una cooperazione multilaterale con paesi destinati a presentare, a medio termine, la loro candidatura,
D.ricordando l'apprezzabile contributo fornito dal Consiglio d'Europa alla costruzione europea, soprattutto mediante la cooperazione nel settore intergovernativo, e considerando il numero elevato e la qualità delle convenzioni e dei trattati elaborati sotto l'egida di tale organizzazione, che consentono una cooperazione fra tutti gli Stati del continente in settori estremamente vari quali la cooperazione giuridica, il rafforzamento delle istituzioni democratiche, la protezione sociale, la cultura e l'istruzione, l'ambiente,
E.riconoscendo il valore del sistema di tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali fissato dalla Convenzione di Roma, soprattutto grazie all'attività della Corte e della Commissione europea dei diritti dell'uomo e al quale fa altresì riferimento il trattato sull'Unione europea,
F.tenuto conto del fatto che con l'entrata in vigore di tale trattato l'attività dell'Unione si baserà ormai su tre pilastri - attività comunitarie, politica estera e di sicurezza comune e cooperazione nel settore degli affari giudiziari - e che gli Stati membri partecipano da anni ad attività del Consiglio d'Europa in questi tre settori,
G.considerando insoddisfacente lo stato attuale delle procedure atte a disciplinare la cooperazione fra le Assemblee e fra la Commissione e il Segretariato generale del Consiglio d'Europa, le quali non soddisfano più ai bisogni derivanti dal contesto politico attuale del continente,
H.giudicando opportuno definire una nuova base per le relazioni fra l'Unione e il Consiglio d'Europa,
I.considerando che è giunto il momento di intraprendere un esame per un'eventuale adesione della Comunità allo statuto del Consiglio d'Europa, cosa che contribuirebbe a rafforzare l'equilibrio europeo,
1.si compiace per lo svolgimento e i risultati del Vertice di Vienna, che hanno ribadito l'impegno degli Stati membri del Consiglio d'Europa a favore dei principi della democrazia pluralista in vista della creazione di uno spazio di "sicurezza democratica" nel continente;
2.ribadisce il ruolo specifico del Consiglio d'Europa nella nuova architettura del continente, soprattutto per quanto riguarda la tutela dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, la promozione dell'identità culturale europea nonché lo sviluppo e il rafforzamento della democrazia nei paesi dell'Europa centrale e orientale (PECO);
3.approva le decisioni adottate a Vienna concernenti il miglioramento dell'efficacia della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, l'elaborazione di uno strumento giuridico per tutelare le minoranze nazionali nonché il piano d'azione contro il razzismo, la xenofobia, l'antisemitismo e l'intolleranza;
4.ricorda e sostiene le risoluzioni approvate dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa concernenti i diritti dell'uomo, la parità tra uomini e donne nella vita democratica, i diritti fondamentali delle donne e i problemi della famiglia;
5.ritiene che, in attesa di ulteriori sviluppi nelle relazioni con i paesi dell'Europa centrale e orientale, l'Unione abbia interesse a promuovere le attività del Consiglio d'Europa, che consentono l'avvio di una cooperazione con i paesi dell'Europa centrale e orientale in vari settori che rientrano fra le sue competenze;
6.auspica che il Consiglio d'Europa possa disporre degli adeguati fondi di bilancio per rafforzare e sviluppare ulteriormente le proprie attività onde contribuire al potenziamento della stabilità in Europa;
7.invita la Commissione, per rispondere alle esigenze di complementarità e di un migliore impiego delle risorse, a sviluppare maggiormente le azioni in comune a favore dei PECO, soprattutto tramite
-una più intensa cooperazione fra i programmi PHARE e TACIS e i programmi Demosthene, Themis e Lode del Consiglio d'Europa;
-un maggiore coordinamento dell'assistenza alla creazione di istituzioni democratiche fra il G 24 e il Consiglio d'Europa;
-uno sviluppo degli stanziamenti e della cooperazione in materia di dialogo est-ovest e nord-sud, già avviato al centro di Lisbona del Consiglio d'Europa dove sono rappresentati organi del PE e della Commissione; tale azione potrebbe essere rafforzata mediante la tempestiva adesione al centro di tutti gli Stati membri dell'Unione;
8.ritiene che gli Stati membri dovrebbero maggiormente coordinare le loro azioni in seno al Consiglio d'Europa per quanto riguarda sia le prese di posizione a livello del Comitato dei ministri sia la partecipazione ai lavori nel settore intergovernativo;
9.è convinto dell'opportunità di rafforzare i contatti con l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa e migliorare lo scambio di documenti di lavoro e di relazioni delle due istituzioni e l'accessibilità agli stessi, onde favorire il coordinamento e gli scambi di opinioni su argomenti di mutuo interesse; propone l'istituzionalizzazione delle riunioni fra gli uffici di presidenza delle commissioni omologhe o corrispondenti;
10.incarica la propria commissione competente di rivedere il disposto dell'articolo 154 del regolamento del Parlamento per renderlo conforme alla nuova realtà delle relazioni fra l'Unione e il Consiglio d'Europa;
11.ricorda la confusione esistente presso l'opinione pubblica fra Consiglio d'Europa e Unione europea; invita tutte le Istituzioni interessate a organizzare una campagna d'informazione per meglio far conoscere ai popoli europei gli obiettivi e il contenuto dei lavori delle due organizzazioni e ritiene auspicabile in questo contesto che nei centri di documentazione della Commissione e del Parlamento europeo siano disponibili anche opuscoli informativi sul Consiglio d'Europa e viceversa;
12.reputa necessaria e opportuna l'adesione della Comunità alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo al fine di garantire una migliore tutela dei diritti del cittadino comunitario, aspetto imprescindibile della costruzione europea;
13.è dell'avviso che sia necessario rafforzare la partecipazione degli organi dell'Unione ai lavori del Consiglio d'Europa e invita la Commissione a formulare proposte a tal fine in vista dell'adesione della Comunità allo statuto del Consiglio d'Europa per garantire e potenziare, mediante la sua presenza, il nuovo equilibrio europeo;
14.giudica opportuno, nel frattempo, che l'Unione sia rappresentata in modo permanente presso il Consiglio d'Europa e i suoi organi, come è il caso per le Nazioni Unite e le sue istituzioni specializzate (FAO, UNESCO) e le altre organizzazioni (OCSE), e invita la Commissione a nominare una delegazione presso tale organizzazione;
15.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi degli Stati membri, al Segretario generale nonché al Presidente dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.