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Parlamento Europeo - 15 dicembre 1993
Consiglio europeo - Presidenza belga

B3-1758 e 1768/93

Risoluzione sulle conclusioni del Consiglio europeo svoltosi il 10 e 11 dicembre 1993 a Bruxelles

Il Parlamento europeo,

-viste le conclusioni del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre 1993,

A.considerando la situazione economica e sociale nell'Unione europea e la prima riunione del Consiglio tenutasi dopo l'entrata in vigore del trattato sull'Unione europea,

Presidenza belga

1.si congratula con la Presidenza belga per le iniziative avviate e il dinamismo dimostrato durante l'attuale semestre, che hanno ridato fiducia nella costruzione europea;

2.si compiace del fatto che, dopo il periodo di instabilità conseguente alle difficoltà del processo di ratifica del trattato, i capi di Stato e di governo abbiano ritrovato la coesione necessaria sia a livello interno, con l'adozione di un programma d'azione a medio e breve termine contro la disoccupazione e di un pacchetto di misure relative ai settori della giustizia e degli affari interni, sia a livello esterno, con la definizione di una posizione comune sul GATT e l'iniziativa diplomatica finalizzata alla Conferenza per il patto di stabilità;

"Piano d'azione"

3.si compiace dell'adozione di un piano d'azione comprendente un quadro generale per le politiche a favore dell'occupazione da attuare a livello degli Stati membri, nonché della procedura volta a garantire il controllo della sua esecuzione;

4.deplora tuttavia il fatto che non sia stata sinora prevista una dotazione finanziaria adeguata per le azioni specifiche da attuare a livello comunitario, in particolare per il settore delle infrastrutture di rete intercomunitarie;

5.si attende che il prossimo Consiglio ECOFIN giunga a un accordo positivo sulle varie tecniche finanziarie da applicare per finanziare i lavori senza gravare eccessivamente sui bilanci nazionali degli Stati membri;

6.ribadisce il proprio attaccamento al modello sociale europeo e ritiene che la lotta contro la disoccupazione dovrebbe impegnare tutte le parti sociali e politiche in un patto di portata quanto più possibile ampia, avente per obiettivo la creazione di posti di lavoro;

7.ritiene che la solidarietà debba essere totale e includere la solidarietà fra quanti hanno un lavoro e quanti ne sono privi; ritiene opportuno che una politica di contenimento dei salari sia accompagnata dal contenimento dei redditi da capitale e delle retribuzioni dei dirigenti d'impresa e che il miglioramento della produttività debba essere prioritariamente finalizzato agli investimenti produttivi, suscettibili di creare occupazione;

8.deplora il fatto che il Consiglio, pur avendo riconosciuto il contributo della ricerca scientifica alla crescita economica e all'occupazione, si sia dimostrato tanto timoroso quanto all'importo della dotazione globale, limitandosi a stanziare solo 12 miliardi di ECU per il bilancio "ricerca" contro i 13,7 richiesti dal Parlamento;

9.ritiene che investire in risorse umane rappresenti la chiave della crescita economica e che uno degli obiettivi prioritari vada dunque individuato nel miglioramento, in termini di qualità e ricettività, dei sistemi di istruzione, formazione e formazione permanente e insiste sulla necessità di investire nelle nuove tecniche di produzione e organizzazione del lavoro in quanto la modernizzazione delle condizioni di lavoro in Europa è anch'essa un fattore atto ad accrescere la competitività; in tale ambito è necessario fare delle misure positive per la parità di opportunità una componente di tutte le politiche;

Cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni

10.si compiace della volontà di istituire immediatamente EUROPOL e della strategia globale di lotta contro il traffico di droga nonché del rafforzamento della cooperazione in materia giudiziaria ma invita gli Stati membri a prendere misure concrete contro la criminalità internazionale organizzata, quali la definizione dei reati collegati al riciclaggio di denaro, il recepimento nei codici penali degli Stati membri dell'articolo 416 B del codice penale italiano sulle attività mafiose, l'inversione dell'onere della prova per quanto riguarda l'acquisizione illegale di beni, l'instaurazione di una collaborazione giudiziaria più rapida ed efficace, il raggiungimento di un accordo fra gli Stati membri sul reciproco riconoscimento delle sentenze e dei provvedimenti per direttissima in sede penale nonché delle prove e delle testimonianze giudiziarie;

11.contesta il fatto che il piano d'azione definito dai ministri della giustizia e degli affari interni adottato dal Consiglio non sia stato sottoposto all'esame del Parlamento e sollecita nuovamente la rigorosa applicazione degli articoli K1 e K6 del trattato sulla cooperazione fra Consiglio e Parlamento in tali settori;

Adeguamento istituzionale

12.deplora il fatto che il Consiglio europeo, rinviando al 1996 ogni effettiva riforma istituzionale, non abbia fatto propria la proposta in base alla quale l'ampliamento deve essere sempre accompagnato dalle trasformazioni istituzionali necessarie al buon funzionamento dell'Unione;

13.esprime preoccupazione per il fatto che il Consiglio europeo si sia limitato a proporre in ambito istituzionale una trasposizione puramente meccanica delle attuali disposizioni;

14.deplora il fatto che non sia emerso alcun orientamento dai lavori del Consiglio sul tenore delle modifiche da introdurre nel 1996, il che impedirà alle popolazioni dei paesi interessati di pronunciarsi sull'adesione nella piena consapevolezza dell'evoluzione istituzionale dell'Unione;

15.prende atto della decisione del Consiglio europeo relativa all'ampliamento del numero di lingue ufficiali in caso di adesione di nuovi Stati membri; conferma il regolamento n. 1 che disciplina l'uso delle lingue e riconosce nove lingue quali lingue ufficiali e di lavoro delle istituzioni della Comunità e si oppone a ogni decisione concernente organi e servizi dell'Unione europea che deroghi a tale normativa e introduca una discriminazione nei confronti di taluni Stati membri;

16.ribadisce la volontà di subordinare il suo parere conforme alla realizzazione delle condizioni atte a garantire all'Unione operatività e capacità decisionale;

17.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi degli Stati membri.

 
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