B3-1758, 1762 e 1768/93
Risoluzione sul Consiglio europeo per quanto concerne la PESC
Il Parlamento europeo
Ex Jugoslavia
1.prende atto della dichiarazione sull'ex Jugoslavia, pur rilevando che la politica del Consiglio nei confronti di tale area non è finora riuscita a porre termine alla guerra contro la Bosnia-Erzegovina né a offrire soluzione ai problemi fra Serbia e Croazia;
2.richiama l'attenzione sul dramma che tutto ciò comporta, in termini umani, per la Bosnia-Erzegovina e sollecita il Consiglio a utilizzare tutti gli strumenti disponibili per tutelare la popolazione della Bosnia-Erzegovina e ripristinare l'autorità dei pubblici poteri sul suo territorio;
3.deplora che il Consiglio europeo non abbia sollevato il problema del finanziamento del tribunale ad hoc per giudicare i crimini commessi nell'ex Jugoslavia; chiede agli Stati membri dell'Unione di impegnarsi ad assicurare il necessario finanziamento e ad agire in seno alle istanze competenti affinché tale problema sia immediatamente risolto;
4.chiede al Consiglio e agli Stati membri di mantenere la loro promessa di garantire la distribuzione degli aiuti umanitari alle popolazioni colpite e di proteggere le "aree sicure", inviandovi un contingente supplementare di 4.000 unità;
"Piano di stabilità"
5.plaude alla decisione di avviare il processo diplomatico e di convocare una conferenza d'apertura che dovrebbe portare alla conclusione di un Patto di stabilità in Europa;
6.invita il Consiglio a prender atto che tale piano ha finora dimostrato molti limiti (escludendo, tra l'altro, le parti attualmente più colpite o che potrebbero esserlo);
7.osserva che, ai sensi del trattato sull'Unione europea, il Consiglio dei ministri degli affari esteri è chiamato a tale riguardo a impegnarsi in un'azione comune ed esige di essere debitamente e opportunamente consultato prima che il Consiglio prenda la sua decisione;
Processo di pace in Medio Oriente
8.chiede all'Unione europea di intensificare e di precisare ulteriormente il suo contributo al processo di pace, in particolare mediante un sostegno economico e politico al fine di superare gli ostacoli e creare le istituzioni per un'amministrazione autonoma;
9.ritiene che l'Unione europea debba incoraggiare e sostenere le forze della società civile israeliana e palestinese che dimostrano la capacità di dialogare e cooperare, ponendo le basi per un processo di pacificazione duraturo;
10.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri, della Bosnia-Erzegovina e di Israele, all'OLP e al Segretario generale dell'ONU.