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Parlamento Europeo - 15 dicembre 1993
Indipendenza delle banche centrali

A3-0387/93

Risoluzione sull'indipendenza delle banche centrali nazionali nella prospettiva della seconda e terza fase della UEM

Il Parlamento europeo,

-visto l'articolo 148 del proprio regolamento,

-vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale (A3-0387/93),

A.considerando che il trattato sull'Unione europea esige, come condizione per il passaggio alla terza fase dell'Unione economica e monetaria, l'adeguamento degli statuti delle banche centrali nazionali e considerando che a norma del trattato l'inizio della terza fase potrà avvenire prima del 1· gennaio 1999 solo se la maggioranza degli Stati membri avrà adeguato al trattato la propria legislazione relativa alla banca centrale,

B.considerando che, in conformità dell'articolo 109 E, paragrafo 5, ogni Stato membro deve avviare il processo per realizzare l'indipendenza della propria banca centrale nel corso della seconda fase,

C.considerando che la recente crisi valutaria in Europa ha dimostrato che anche paesi con buoni indici economici fondamentali possono venire a trovarsi in difficoltà, perché i mercati non reputano credibile a lungo termine la loro politica monetaria orientata alla stabilità, e nella convinzione che l'indipendenza di una banca centrale sia un'importante garanzia della sua credibilità,

D.ritenendo che una maggiore credibilità rappresenti un'importante premessa per il ripristino di bande di oscillazione più strette,

E.considerando che la stabilità dei prezzi è una delle condizioni per una crescita sostenibile a medio termine, mentre una politica monetaria inflazionistica permette tutt'al più di conseguire apparenti successi a breve termine,

F.considerando, tuttavia, che la celerità con cui vengono perseguiti obiettivi di deflazione può avere un importante impatto sull'occupazione e la crescita e che, pertanto, è necessaria in merito una valutazione tanto politica quanto tecnica,

G.considerando che l'esercizio di tale valutazione deve essere quanto più possibile trasparente;

1.esorta gli Stati membri a concedere il più rapidamente possibile l'indipendenza alle loro banche centrali, prendendo a modello sull'Unione, il che vuol dire che gli Stati membri, nel riformare gli statuti delle loro banche centrali, devono soddisfare in particolare ai seguenti requisiti minimi previsti dal trattato:

a)l'obiettivo principale deve essere il mantenimento della stabilità dei prezzi, cui il Parlamento sottoscrive senza riserve; fermo restando tale obiettivo, vanno comunque sostenuti anche gli altri obiettivi di politica economica quali la piena occupazione e la crescita economica;

b)deve essere realizzata l'indipendenza istituzionale a livello di fissazione ed esecuzione della politica monetaria escludendo istruzioni dall'esterno;

c)l'indipendenza funzionale richiede la libertà decisionale sull'impiego degli strumenti in materia di politica monetaria;

d)l'indipendenza personale deve essere garantita in particolare mediante un mandato sufficientemente lungo per i responsabili delle decisioni; gli statuti del sistema europeo delle banche centrali prevedono un mandato di almeno cinque anni per i presidenti delle banche centrali nazionali;

e)l'indipendenza materiale, in particolare nel settore del bilancio, è necessaria per far fronte alla possibilità di pressioni indirette;

2.ritiene che l'esistenza di una banca centrale con azionisti privati sia in contraddizione con il principio dell'indipendenza; in effetti, l'esigenza di ottenere il risultato da un investimento finanziario, che è indissociabile dalla partecipazione di azionisti privati, rappresenta un elemento vincolante per la gestione della politica monetaria;

3.ritiene che finora nessuno statuto di una banca centrale nazionale risponda totalmente a questi criteri fissati con grande severità;

4.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, al Comitato dei governatori delle Banche centrali nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

 
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