A3-0396/93
Risoluzione sulla sicurezza nucleare nei paesi dell'Europoa orientale e della Comunità di Stati indipendenti
Il Parlamento europeo,
-vista la proposta di risoluzione presentata dalla on. Larive sulla sicurezza nucleare nei paesi dell'Europa orientale e della CSI (B3-1309/92),
-vista la petizione n. 450/93, presentata dal sig. Bradley e altri, sul nucleare nei paesi dell'Est,
-viste le sue risoluzioni del 9 aprile 1992 sulla sicurezza nucleare nei paesi dell'Europa centro-orientale e della Comunità di Stati indipendenti , del 17 settembre 1992 sulla sicurezza delle installazioni nucleari negli Stati membri della Comunità europea , del 29 ottobre 1992 sulla rimessa in funzione del reattore di Cernobyl e del 22 aprile 1993 sull'incidente nell'impianto nucleare di Tomsk-7 ,
-vista la relazione sull'assistenza tecnica in materia di sicurezza nucleare, elaborata dalla Commissione nel maggio 1992 in occasione del Vertice del G7 di Monaco di Baviera,
-viste le conclusioni del Consiglio europeo di Lisbona del 27 giugno 1992,
-viste le prime conclusioni ufficiose contenute nella relazione sulla sicurezza nucleare e la produzione di energia elettrica in taluni paesi dell'Europa orientale e nella CSI elaborata congiuntamente nel giugno 1993 dalla Banca mondiale, dall'Agenzia internazionale per l'energia e dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, nonché le reazioni della Commissione, del G-24 e di altri organismi impegnati in tali paesi,
-viste le relazioni dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica del maggio 1992, sulla sicurezza dei reattori nucleari del tipo VVER-440 (AIEA STI-Pub 912), e del marzo 1993, sulla valutazione di sicurezza delle migliorie proposte per le centrali nucleari dotate di reattori del tipo RBMK (AIEA TECDOC-694),
-visto quanto dichiarato dal Ministro per l'energia nucleare della Federazione russa durante l'audizione pubblica organizzata dalla commissione per l'energia, la ricerca e la tecnologia il 21 settembre 1993,
-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,
-visti la relazione della commissione per l'energia, la ricerca e la tecnologia (A3-0396/93),
A.considerando la seria minaccia tuttora rappresentata dalle gravi carenze a livello di sicurezza delle centrali nucleari a fini civili dell'Europa orientale e della CSI,
B.considerando la pressante necessità di adottare una visione strategica coerente per quanto attiene al contributo comunitario al miglioramento della sicurezza nucleare nell'Europa orientale e nella CSI che comprenda un'impostazione a lungo termine per ciascuno dei paesi interessati, tenendo conto dei fattori tecnologici, della "cultura" e delle procedure in materia di sicurezza nonché del bilancio energetico e delle situazioni politiche globali,
C.considerando la stretta interconnessione esistente fra il settore civile e quello militare per quanto concerne l'energia nucleare, in particolare nella Federazione russa,
D.considerando l'uniformità di giudizi esistente a livello dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) in merito alle gravi carenze di sicurezza intrinseche alla struttura stessa dei reattori del tipo VVER 440-230 e RBMK e ai preoccupanti problemi che ancora sussistono per i reattori del tipo VVER 440-213 e VVER 1000,
E.considerando che un approccio di tipo esclusivamente tecnico non è sufficiente per valutare correttamente quale sia effettivamente il grado di sicurezza delle centrali nucleari e che è piuttosto necessario tener conto anche di fattori più complessi, legati al comportamento umano,
F.considerando che le procedure in materia di sicurezza a livello di progettazione, costruzione e gestione delle centrali nucleari, nonché l'esistenza di un'autorità di controllo indipendente rispetto ai responsabili del funzionamento degli impianti, sono elementi determinanti ai fini della sicurezza,
G.considerando la necessità di ridefinire la questione della sicurezza nucleare nell'ambito della problematica delle scelte energetiche globali dei paesi dell'Europa centro-orientale e della CSI,
H.considerando le disparità esistenti fra i paesi dell'Europa centro-orientale e i paesi della CSI quanto al livello di dipendenza dal nucleare per la produzione di energia elettrica, al patrimonio di competenze scientifiche nel settore del nucleare e al rispetto delle norme internazionali in materia di sicurezza,
I.considerando la decisione delle autorità russe di costruire nuove centrali (inclusi i reattori del tipo RBMK), raddoppiando di qui al 2000 la capacità di generazione di energia nucleare, e di esportare la loro tecnologia nel campo dei reattori nucleari,
J.considerando che è indispensabile garantire che qualunque nuovo impianto nucleare venga costruito in base ai più aggiornati standard di sicurezza occidentali nel settore,
K.considerando che il contributo finanziario della Comunità europea per il miglioramento della sicurezza nucleare nell'Europa orientale e nella CSI è il più cospicuo a livello mondiale,
L.considerando tuttavia che il suddetto contributo finanziario è sostanzialmente destinato all'assistenza a breve termine per il miglioramento della sicurezza delle centrali nucleari dei paesi dell'Europa orientale e della CSI e che tale azione è stata integrata nei programmi PHARE e TACIS solo in un secondo momento,
M.considerando l'uniformità di tutte le critiche rivolte alle iniziative comunitarie nel settore in parola, concernenti in particolare
-la complessità delle procedure e la lentezza nell'esecuzione delle azioni in materia di sicurezza nucleare nell'ambito dei programmi PHARE e TACIS,
-la mancanza di un quadro normativo specifico riferito alla sicurezza delle centrali nucleari,
-la frammentazione delle competenze fra le varie Direzioni generali responsabili,
N.considerando la varietà delle iniziative e delle azioni adottate dalla Comunità nel settore dell'energia nucleare e non nucleare per i paesi dell'Europa centro-orientale e della CSI, in particolare, a titolo di esempio:
-i programmi PHARE e TACIS,
-il coordinamento del gruppo "sicurezza nucleare" del G24,
-la proposta volta a estendere i prestiti CEEA,
-l'estensione delle azioni volte a migliorare l'efficacia energetica nel quadro del programma THERMIE,
-il contributo finanziario al fondo multilaterale gestito dalla BERD,
-la partecipazione ai negoziati sulla Carta europea dell'energia,
-la partecipazione ai negoziati per una Convenzione internazionale sulla sicurezza nucleare,
O.considerando che l'azione comunitaria risente della mancanza di un quadro strategico globale coerente in cui iscrivere queste varie iniziative,
P.accogliendo con favore la creazione di consorzi come TPEG, CASSIOPEE, EFCC, CONCERT ed ENAC, che forniranno un aiuto nel campo della sicurezza nucleare in Europa orientale e nella CSI ed esprimendo l'auspicio che essi sviluppino una stretta partnership con tali paesi,
1.invita la Commissione a presentare quanto prima al Parlamento
-una strategia energetica per i paesi dell'Est sostenibile per l'ambiente e basata sulla priorità dello sviluppo massiccio e accelerato dell'efficenza energetica e nei settori di produzione, trasporto e consumo d'energia;
-le linee principali del suo piano di massima ("master plan") sulla sicurezza nucleare in Europa orientale,
-un'analisi dettagliata della recente relazione congiunta della Banca mondiale, dell'AIE e della BERS già ricordata in precedenza sulle varie alternative in materia di sicurezza nucleare nell'Europa orientale in un contesto energetico globale;
2.chiede al Consiglio e alla Commissione che l'assistenza comunitaria sia in generale subordinata:
-alla preventiva definizione di un "programma d'azione strategico" di sicurezza, concordato con il paese interessato, che abbracci in particolare gli aspetti della programmazione energetica globale del paese in questione e delle norme di sicurezza,
-all'istituzione di un'autorità indipendente di sicureza nel paese interessato,
-al rispetto dei principali accordi internazionali in materia di sicurezza, e all'adesione alle convenzioni internazionali di Vienna e di Parigi sulla responsabilità civile dei gestori degli impianti;
3.invita la Commissione a presentargli quanto prima
-le linee principali del suo piano di massima ("master plan") sulla sicurezza nucleare in Europa orientale,
-un'analisi dettagliata della recente relazione congiunta della Banca mondiale, dell'AIE e della BERS già ricordata in precedenza sulle varie alternative in materia di sicurezza nucleare dell'Europa dell'Est in un contesto energetico globale,
-una strategia energetica per i paesi del'Est sostenibile per l'ambiente e basata sulla priorità dello sviluppo massiccio e accelerato dell'efficienza energetica e nei settori di produzione, trasporto e consumo d'energia;
4.chiede alla Commissione che, nel negoziare con i paesi interessati il programma d'azione strategico di sicurezza, si tenga pienamente conto degli obiettivi seguenti:
a)impegno, da parte delle autorità politiche del paese in questione, a presentare un progetto di messa fuori esercizio dei reattori più pericolosi (VVER 440-230 ed RBMK),
b)creazione in ciascuno dei paesi interessati di un quadro legislativo realmente efficace in materia di controllo di sicurezza, e segnatamente:
-approvazione di una legge sul nucleare (della quale si avverte in modo particolare la mancanza in Russia), le cui norme in materia di sicurezza siano conformi a quelle adottate a livello comunitario,
-istituzione di un'adeguata infrastruttura assicurativa per risolvere il problema della responsabilità dei gestori degli impianti,
-istituzione di autorità responsabili della sicurezza che siano indipendenti e dotate di strumenti effettivi,
c)adozione di misure finalizzate al risparmio energetico,
d)graduale introduzione di un vero prezzo dell'energia, conditio sine qua non per garantire che gli investimenti e le misure di risparmio energetico nei paesi dell'Europa centro-orientale e nella CSI risultino nel tempo redditizi;
e)messa a punto di una programmazione energetica globale per ogni paese interessato, basata specialmente sulla valutazione comparata dei costi economici globali delle varie formule che consentono di rispondere alla domanda di elettricità nonché sullo sviluppo di tecnologie pulite (che rispettino, se possibile norme, analoghe a quelle in vigore a livello comunitario);
5.invita la Commissione a inserire, nell'ambito dei negoziati sugli accordi di cooperazione economica e commerciale con i paesi dell'Europa centro-orientale e della CSI, clausole atte a consentire di controllare l'applicazione del "programma strategico" da essa definito;
6.chiede alla Commissione che, nel quadro del programma strategico, i progetti di assistenza finanziati a carico di PHARE e TACIS abbiano effetti duraturi che pongano d'ora in avanti l'accento sugli obiettivi seguenti:
-privilegiare progetti di assistenza in loco che implichino un'effettiva collaborazione,
-favorire le iniziative parallele fra enti incaricati della gestione e autorità responsabili della sicurezza,
-potenziare i gemellaggi fra centrali e organismi di sicurezza dell'Europa orientale e occidentale;
7.invita la Commissione a creare con urgenza, sotto l'autorità di un unico Commissario cui affidare la responsabilità politica dell'intero settore, una struttura integrata interdirezionale, ovvero una "task force" in grado di affrontare in modo coerente, efficace e coordinato la globalità dei problemi inerenti alla politica energetica e di sicurezza nucleare nell'Europa orientale e nella CSI cui gli interlocutori esterni possano rivolgersi attraverso uno "sportello unico";
8.chiede alla Commissione di presentare una proposta per semplificare le attuali procedure relative alle gare d'appalto e alla gestione dei contratti su finanziamento multilaterale europeo, per tutti i progetti concernenti la sicurezza nucleare nell'Europa orientale;
9.invita la Commissione a esaminare la possibilità di dar vita, in Europa centro-orientale, a un organismo regionale analogo alla CEEA, cui demandare tutti gli aspetti inerenti al controllo della sicurezza nucleare, e di favorire l'integrazione di tutti i paesi europei in uno "spazio comune di sicurezza nucleare";
10.chiede che l'Unione europea aderisca in quanto tale alla Convenzione internazionale sulla sicurezza nucleare e che la Commissione, nella sua qualità di coordinatore del G24, prosegua gli sforzi volti a coinvolgervi i paesi dell'Europa centro-orientale e della CSI nonché a garantire che qualunque nuovo impianto nucleare venga costruito secondo gli standard di sicurezza più aggiornati;
11.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi dei paesi interessati dell'Europa centro-orientale e della Comunità di Stati indipendenti.