A3-0403/93
Risoluzione sulla comunicazione della Commissione "Per un rafforzamento della competitività dell'industria siderurgica: necessità di una nuova ristrutturazione" (SEC(92)2160)
Il Parlamento europeo,
-viste le sue risoluzioni del 29 ottobre 1992 , del 12 marzo 1993 e del 16 settembre 1993 sulla situazione della siderurgia,
- visto l'articolo 148 del proprio regolamento,
-viste la comunicazione della Commissione "Per un rafforzamento della competitività dell'industria siderurgica: necessità di una nuova ristrutturazione" (SEC(92)2160) e la nota d'informazione sulle modalità del "volet" sociale di accompagnamento del programma di ristrutturazione siderurgica (1993-1995) (COM(93)0178),
-visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale e i pareri della commissione per le relazioni economiche esterne e della commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro (A3/0403/93),
A.constatato che la siderurgia europea affronta da più di un anno una grave crisi strutturale causata da un eccesso di capacità di produzione pari a 30 mio/t che rende impossibile un equilibrio tra offerta e domanda,
B.cosciente che la ristrutturazione del settore comporta ancora tagli occupazionali di portata drammatica, circa 70.000 posti di lavoro a rischio nel periodo 1993-1995, dopo quelli operati negli anni '80,
C.preoccupato per la congiuntura sfavorevole, che acuisce le difficoltà di origine strutturale dell'industria siderurgica comunitaria, anche nelle sue ripercussioni sociali,
D.preoccupato tuttavia per i ritardi e i rinvii finora registrati nella messa a punto di un piano di ristrutturazione perché lasciano aggravare la situazione e ostacolano le iniziative concrete di singole aziende,
E.convinto di dover essere messo in grado di esprimere il suo parere su importanti strumenti riguardanti l'industria siderurgica, in aggiunta ai poteri formali conferitigli dal trattato CECA,
1.appoggia il piano di ristrutturazione della Commissione per l'industria siderurgica ed esorta tanto quest'ultima, quanto gli Stati membri interessati a chiarire sollecitamente le rispettive decisioni ancora pendenti in merito agli aiuti statali, onde non ritardare ulteriormente la ristrutturazione,
2.invita la Commissione a usare tutti i mezzi di cui dispone per risolvere i casi di "aiuti di Stato" ancora pendenti e a rimuovere gli ostacoli frapposti da alcuni Stati membri, che finiscono con il bloccare l'intero processo di ristrutturazione della siderurgia comunitaria;
3.fa appello al senso di responsabilità degli Stati membri affinché
-si impegnino a trovare un accordo con la Commissione sulla base dei criteri di riduzione di capacità da essa indicati,
-approvino, in occasione del Consiglio dei ministri dell'industria del 17 dicembre 1993, gli accordi stipulati su quella base; riterrebbe inaccettabile che questa riunione del Consiglio si chiudesse, ancora una volta, con un nulla di fatto;
4.ribadisce la sua convinzione secondo cui, se non si compisse un progresso significativo entro un breve periodo, si dovrebbe invocare l'articolo 58 del trattato CECA (dichiarazione di crisi manifesta);
5.chiede perciò alla Commissione di accelerare i lavori per la messa in atto di un piano di ristrutturazione, presentando al più presto il rapporto Braun con la definizione di tutti gli accordi di chiusure possibili e rendendo operativo il piano di prefinanziamento ex articolo 53 a) per gli accordi già raggiunti con alcune imprese;
6.invita in particolare la Commissione a utilizzare i mezzi offerti dal trattato per porre fine alle pratiche illegali delle sovvenzioni e ciò mediante le misure di cui all'articolo 88 del trattato CECA, quali l'avvio e l'attuazione di procedure per violazione del trattato nonché la sospensione di pagamenti dalle risorse comuni della CECA a favore del beneficiario delle sovvenzioni;
7.sottolinea inoltre che la Commissione non dovrebbe tollerare ulteriori deroghe al divieto di sovvenzioni di cui all'articolo 4 c) del trattato CECA, se non subordinate a riduzioni di produzione;
8.esige che l'azione comunitaria dia la più assoluta priorità alle misure sociali e alla riconversione, mettendo a disposizione, senza rinvii, il massimo delle risorse e adattando la linea straordinaria per il settore sociale, 240.000.000 ECU, stabilita nel novembre 1992 per 50.000 possibili licenziamenti, ai nuovi dati sui lavoratori che rischiano di essere licenziati,
9.chiede agli Stati membri di presentare al più presto i loro piani di accompagnamento sociale, senza i quali il settore sociale straordinario e quello ordinario non sono operativi;
10.lamenta una mancanza di trasparenza da parte della Commissione
- sulla copertura finanziaria delle risorse straordinarie, 240.000.000 ECU per il periodo 1993-1995, messe a disposizione per l'azione sociale, e sulla reale disponibilità di questa somma;
- sulla rinuncia da parte della Commissione a crediti vantati nei confronti della KLOECKNER, subordinata alla riduzione di capacità e in vista della soppressione di una riserva di garanzia nel bilancio CECA a norma dell'articolo 54 per crediti a favore delle imprese KLOECKNER e SAARSTAHL AG;
11.si allarma per la situazione del bilancio CECA 1994, che sembra non essere in grado di sopportare contemporaneamente il prefinanziamento delle chiusure e il raddoppio dei contributi sociali e ricorda alla Commissione che già un anno fa si era denunciata la necessità di adeguare il bilancio CECA alla nuova crisi;
12.prende atto dell'impegno della Commissione per il bilancio CECA 1994 di arrivare a 120.000.000 ECU di stanziamenti, ma constata che per ora sono disponibili solo 86.000.000 ECU;
13.ritiene indispensabile l'aiuto supplementare, rispetto agli aiuti tradizionali della CECA, concesso a titolo del settore sociale acciaio, in relazione alle riduzioni di capacità imposte dalla ristrutturazione dell'industria siderurgica comunitaria;
14.propone di coprire la sfasatura tra risorse necessarie e risorse disponibili con
-l'utilizzo di una parte delle riserve per finanziare misure sociali attraverso il trasferimento alla BEI o al bilancio generale CEE dell'attività di garanzia dei prestiti, incluso il prefinanziamento ex articolo 54,
-l'impegno fermo sul settore sociale, anche attraverso la diminuzione di altre voci di bilancio CECA,
-l'utilizzo dei Fondi strutturali per la riconversione e la formazione professionale;
15.insiste pertanto affinché siano messi a disposizione i mezzi necessari al mantenimento, per ciascun lavoratore per l'intero periodo contemplato, dell'aiuto previsto dal settore sociale acciaio;
16.pone l'accento sull'importanza della riconversione produttiva, occupazionale e ambientale e la creazione di nuove attività, soprattutto nelle zone fortemente dipendenti da grandi insediamenti siderurgici, e chiede che vi sia l'utilizzo delle risorse CECA e dei Fondi strutturali secondo la nuova riforma o nell'ambito di un'iniziativa comunitaria come è stata RESIDER;
17.invita i sindacati e i produttori le cui imprese sono colpite dalla ristrutturazione della produzione a elaborare nuovi accordi di solidarietà volti a ridurre il numero degli esuberi, convinto che ciò possa rappresentare l'occasione per promuovere nuove relazioni industriali e una diversa forma di partecipazione alle decisioni dell'azienda;
18.è convinto che l'industria siderurgica abbia più che mai bisogno di una strategia industriale comunitaria che favorisca un mercato sano ed equilibrato attraverso l'uso in chiave preventiva dei poteri riconosciuti alla Commisisone dal trattato CECA: definizione di programmi previsionali, osservazione dell'andamento dei prezzi, consultazioni delle parti interessate, azioni in favore della ricerca e dell'ambiente, della formazione professionale e difesa della reciprocità nel commercio mondiale, osservazione più attenta sul mercato del rottame, giustificata dall'aumento delle mini-mills;
19.ritiene che la Comunità debba aiutare la modernizzazione della siderurgia dei paesi dell'Europa orientale e dell'ex URSS con il trasferimento di capitali e tecnologie che possano attutire l'impatto economico e sociale di tale processo, che comunque è, e sarà, drammatico; ritiene tuttavia che la modernizzazione debba portare a un migliore allineamento della capacità produttiva sulla domanda attuale e prevista e invita la Commissione a vigilare sull'utilizzazione dei prestiti CECA concessi ai paesi dell'Europa centrale e orientale, nonché sul livello dei prezzi praticati, ivi compresi, se del caso, altri paesi; chiede altresì alla Commissione di vigilare per la durata delle ristrutturazioni in atto da una parte e dall'altra, affinché il flusso delle vendite di questi paesi nella CE registri uno sviluppo armonioso, evitando eccessive variazioni che perturberebbero l'equilibrio del mercato e il livello dei prezzi;
20.conviene che la Commissione dovrebbe adoperarsi a realizzare un nuovo accordo multilaterale sull'acciaio nel quadro del GATT, essendo inaccettabile che l'industria siderurgica comunitaria debba essere dipendente, a suo grave scapito, da decisioni unilaterali come quelle prese dagli Stati Uniti, decisioni ingiustificate e contrarie alle norme del commercio internazionale;
21.chiede di arrivare quanto prima alla conclusione positiva dei negoziati sull'Accordo multilaterale dell'acciao e sottolinea l'importanza che una rapida conclusione dei negoziati sul pacchetto globale dell'Uruguay Round riveste per le esportazioni siderurgiche comunitarie;
22.giudica indispensabile che il lavoro della Commissione sia ufficialmente coordinato, evitando frammentazioni di competenze e ottenendo sinergie apprezzabili;
23.propone degli incontri periodici, sotto forma di forum o di conferenza, tra la Commissione, il Parlamento, le imprese e i sindacati allo scopo di
-tenere costantemente sotto osservazione gli aspetti produttivi e sociali del settore,
-individuare proposte per garantire lo sviluppo e la competitività a lungo termine del settore,
-sviluppare una politica orizzontale che coinvolga, oltre ai produttori siderurgici, quanti operano nel settore delle materie prime e del commercio di rottami e chi utilizza l'acciaio;
24.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e al Comitato consultivo della CECA.