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Parlamento Europeo - 16 dicembre 1993
Violazioni dei diritti dell'uomo in Iran

B3-1707, 1718 e 1741//93

Risoluzione sulle violazioni dei diritti dell'uomo in Iran

Il Parlamento europeo,

-viste le sue precedenti risoluzioni del 17 settembre 1992 e del 22 aprile 1993 sull'Iran,

A.profondamente preoccupato per l'intensificazione delle violazioni dei diritti dell'uomo in Iran, in particolare nei confronti delle donne,

B.preoccupato per la diffusa pratica di arrestare, umiliare e molestare le donne,

C.allarmato perché anche la minima infrazione al codice di condotta morale comporta pene quali la lapidazione, la fustigazione e mutilazioni,

D.considerando che dal 1979 non è consentito ad Amnesty International verificare la situazione dei diritti dell'uomo in Iran,

E.preoccupato a causa dell'approvazione da parte del parlamento iraniano il 24 ottobre 1993 di un nuovo codice di condotta per i funzionari statali che limita gravemente la libertà di associazione e di espressione,

F.visti gli articoli della risoluzione 1993/14 del 20 agosto 1993 della sottocommissione delle Nazioni Unite sulla prevenzione della discriminazione e la protezione delle minoranze, in particolare l'articolo in cui viene espressa preoccupazione per "le vessazioni di cui sono oggetto i parenti dei rifugiati politici iraniani che si trovano nella Repubblica islamica dell'Iran, allo scopo di costringere i fuoriusciti a rientrare nel paese o a cooperare con i servizi d'informazione iraniani",

G.considerando l'opposizione dell'Iran nei confronti del processo di pace in Medio Oriente e gli aiuti che quest'ultimo fornisce ai gruppi terroristici che si oppongono al processo di pace,

1.condanna con fermezza gli attacchi terroristici lanciati dal governo iraniano contro l'ambasciata francese e l'ufficio di Air France a Teheran il 9 novembre 1993 e contro la presenza di Maryam Rajavi in Francia, condanna altresì l'attacco a Ashraf, 75 km all'interno del territorio iracheno il 28 novembre 1993;

2.condanna il terrorismo praticato dallo Stato iraniano tramite la dittatura religiosa che governa il paese;

3.denuncia l'espulsione o l'estradizione dei rifugiati iraniani e degli iraniani che chiedono asilo e invita i governi europei e quelli degli altri paesi ad astenersi da tali azioni adottando le decisioni necessarie affinché ai rifugiati non venga più riservato un simile trattamento;

4.invita il Consiglio di sicurezza dell'ONU a esaminare immediatamente le flagranti violazioni dei diritti dell'uomo perpetrate dalle autorità iraniane nei confronti dei loro cittadini e il terrorismo praticato contro cittadini stranieri, sia all'interno dell'Iran che all'estero;

5.chiede che alle organizzazioni per i diritti umani, e in primo luogo al relatore dell'ONU sull'Iran, sia garantito un accesso libero e incondizionato in Iran, per consentire loro di valutare obiettivamente la situazione nel settore dei diritti dell'uomo;

6.si richiama espressamente alla dichiarazione del Consiglio europeo di Edimburgo, in base alla quale una più stretta cooperazione con l'Iran sarà possibile solo quando sarà migliorata la situazione dei diritti dell'uomo in questo paese;

7.incarica il suo presidente di tramettere la presente risoluzione ai Ministri responsabili della Politica estera e di sicurezze comuni e al Segretario generale delle Nazioni Unite.

 
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