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Parlamento Europeo - 16 dicembre 1993
La condanna a morte di Salman Rushdie

B3-1721 e 1738/93

Risoluzione sulla condanna a morte di Salman Rushdie

Il Parlamento europeo,

A.considerando la sentenza di morte pronunciata contro Salman Rushdie dalle autorità iraniane, in violazione di tutte le norme del diritto internazionale,

B.considerando gli atti terroristici perpetrati, anche negli Stati membri dell'Unione, nei confronti di soggetti coinvolti nella pubblicazione di "Versetti satanici",

C.considerando che, nonostante la sempre più diffusa condanna internazionale della "Fatwa", la sentenza di morte non è stata revocata ma ripetutamente confermata, per cinque anni,

D.considerando lo scandaloso atteggiamento di varie compagnie aeree britanniche e americane, che non consentono a Salman Rushdie di avvalersi dei loro voli per partecipare a riunioni internazionali ove perorare la sua causa,

E.considerando che in una recente riunione del Parlamento europeo aperta a tutti i deputati Salman Rushdie ha avuto l'opportunità di illustrare la sua situazione a un vasto numero di deputati,

F.considerata la dichiarazione del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre 1993,

1.ribadisce la sua drastica condanna della sentenza di morte pronunciata contro Salman Rushdie dal governo iraniano;

2.ritiene che tutte le istituzioni dell'Unione europea debbano esplicare ogni sforzo per difendere i diritti umani di Salman Rushdie, così come quelli di ogni cittadino europeo;

3.chiede alla Presidenza del Consiglio di intraprendere una nuova iniziativa con le autorità iraniane, avviando un dialogo con queste ultime sulla questione per assicurare con la massima urgenza la revoca della sentenza capitale e di riferirgli in merito ai risultati di tale missione entro il marzo 1994;

4.condanna l'atteggiamento delle compagnie aeree che non consentono a Salman Rushdie di avvalersi dei loro voli, negando così a un cittadino europeo il diritto fondamentale di spostarsi senza ostacoli all'interno dell'Unione;

5.incarica il suo Presidente di consegnare personalmente la presente risoluzione al rappresentante iraniano a Bruxelles e di trasmetterla alle autorità iraniane, alla Commissione, al Consiglio e ai governi degli Stati membri.

f)B3-1697, 1747 e 1754/93

Risoluzione sul persistere degli attacchi contro gli arabi delle paludi in Iraq

Il Parlamento europeo,

-viste le sue precedenti risoluzioni sull'argomento, in particolare quella dell'11 marzo 1993 sui diritti umani in Iraq ,

A.profondamente turbato dall'ultimo rapporto del relatore speciale delle Nazioni Unite per l'Iraq, Max van der Steel, sul persistere degli attacchi contro gli arabi delle paludi,

B.richiamando l'attenzione sulle dichiarazioni del relatore speciale, secondo le quali il governo dell'Iraq continua a condurre bombardamenti indiscriminati e su larga scala contro insediamenti civili, nonostante la creazione di una zona di interdizione al volo da parte delle potenze della coalizione, sulla base della risoluzione n. 688 del Consiglio di sicurezza dell'ONU,

C.richiamando l'attenzione sulla dichiarazione del relatore speciale, secondo la quale il governo iracheno sta cercando in vari modi di negare agli abitanti delle paludi di usufruire di aiuti alimentari e sanitari,

D.richiamando l'attenzione sulla conclusione del relatore speciale, secondo cui il governo dell'Iraq ha pesanti responsabilità per quanto riguarda il prosciugamento delle paludi e quindi la distruzione dei tradizionali modi di vita della popolazione indigena,

E.sottolineando che tali operazioni di drenaggio sono nocive per l'ecosistema delle paludi e hanno ripercussioni negative sulle zone circostanti,

F.rilevando che, a causa di dette azioni, migliaia di Shia si sono riversati in Iran, ove vivono in campi profughi in condizioni di estrema povertà,

G.sottolineando che questi crimini del regime iracheno costituiscono una violazione degli obblighi internazionali dell'Iraq,

H.ritenendo che un'azione volta a impedire la continuazione di tali atrocità contribuirebbe notevolmente a dare credibilità alla politica estera e di sicurezza comune dell'Unione europea e si guadagnerebbe il rispetto della comunità internazionale e dell'elettorato europeo,

1.insiste sull'assoluta necessità di arrestare la sanguinaria campagna di Saddam Hussein contro gli arabi delle paludi e di garantire il pieno rispetto dei diritti umani in Iraq;

2.avverte che ulteriori ritardi nel porre un freno a queste atrocità potrebbero provocare una progressione della violenza nella regione;

3.sottolinea che le potenze della coalizione, tra cui alcuni Stati membri dell'Unione europea, hanno già bloccato con successo gli attacchi aerei contro gli arabi delle paludi operando nell'ambito della risoluzione n. 688 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;

4.sollecita la Commissione a fornire aiuti di urgenza ai profughi in Iran e a mettere in atto tutto quanto in suo potere per inviare generi alimentari e materiale medico alle popolazioni delle paludi;

5.sottolinea che la cessazione di qualsiasi azione contro le popolazioni delle paludi costituisce una delle condizioni fondamentali per la revoca del boicottaggio internazionale contro l'Iraq;

6.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, agli Stati membri del Consiglio di sicurezza, ai governi di tutti gli Stati che hanno partecipato all'operazione condotta dalle Nazioni Unite contro l'Iraq, al relatore speciale delle Nazioni Unite per l'Iraq e al governo dell'Iraq.

 
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