B3-1726/93
Risoluzione sulle conclusioni della missione d'inchiesta della commissione per il controllo dei bilanci in Italia sulla gestione e i controlli nel settore dei Fondi strutturali
Il Parlamento europeo,
-viste le conclusioni cui è pervenuta la delegazione della commissione per il controllo di bilancio, incaricata della missione d'inchiesta (PE 207.230),
-viste le risposte date dalla Commissione,
A.considerando che occorre intraprendere le iniziative legislative, amministrative, giurisdizionali, finanziarie e di controllo di bilancio che derivano dalle conclusioni della delegazione e dal dibattito svoltosi,
1.chiede alla Commissione di dare agli strumenti della programmazione strutturale (QCS e programmi operativi) una struttura che consenta di evitare la dispersione che finora ha caratterizzato l'azione dei Fondi, mediante una concentrazione delle priorità su un numero limitato di assi strategici e misure e mediante una quantificazione degli obiettivi che consenta di effettuare una corretta valutazione dell'impatto socio-economico e ambientale;
2.invita la Commissione a sollecitare l'introduzione in tutti gli Stati membri e in tutte le regioni di strumenti giuridici, per garantire in sede di programmazione dell'erogazione dei mezzi dei Fondi strutturali una giusta scala di priorità;
3.ritiene che i controlli sulla durevolezza all'atto della erogazione di mezzi dei Fondi strutturali siano ancora alquanto rari; la Commissione dovrebbe offrire assistenza alle regioni al fine di ottemperare a tale criterio;
4.chiede alla Commissione di accompagnare l'impiego degli strumenti della programmazione con una maggiore assistenza tecnica, soprattutto mediante sottoprogrammi di "assistenza e controllo", per fornire agli organi nazionali, centrali e regionali il "know-how" necessario per il rispetto delle priorità e delle norme comunitarie;
5.ritiene che occorrerebbe intraprendere le opportune misure per ridurre i tempi di versamento al "Fondo di rotazione" italiano e creare in Italia un dispositivo che garantisca il parallelismo dei versamenti, mediante questo Fondo, del contingente nazionale e di quello comunitario;
6.ritiene altresì che un siffatto fondo dovrebbe essere istituito anche in altri Stati mmebri, al fine di controllare meglio l'addizionalità dei mezzi nazionali;
7.invita la Commissione a prendere le misure necessarie per rafforzare l'azione dei Comitati di verifica per quanto riguarda sia la loro capacità operativa (creazione di segretariati permanenti e assistenza tecnica) sia l'ampiezza delle loro funzioni (per esempio, inserimento obbligatorio nel processo decisionale nazionale o regionale; migliore individuazione, nel programma operativo, dei loro compiti e soprattutto del controllo del rispetto delle priorità iscritto nel programma, nonché della legislazione nazionale e delle norme comunitarie);
8.giudica attualmente insufficiente il controllo finanziario sulle spese reali e sulla misura in cui esse sono giustificate;
9.ritiene opportuno intervenire presso le autorità italiane al fine di concretizzare le iniziative legislative attualmente in corso per il rafforzamento dei controlli della legittimità e della gestione, a livello nazionale e regionale; si chiede tuttavia se tali iniziative siano sufficienti e invita la Commissione a svolgere un'inchiesta sulla natura del controllo anche in altri Stati membri nonché, se del caso, a formulare raccomandazioni intese a rafforzare tale controllo;
10.chiede alla Commissione di concentrare le sue inchieste specifiche su una sola unità di lotta alle frodi, dotata di cellule operative presso diverse Direzioni generali, e invita la Commissione a inserire la politica strutturale tra le priorità di detta unità;
11.ritiene che le iniziative intraprese dalle autorità italiane allo scopo di consolidare le sezioni antifrode della Guardia di finanza rappresentino un esempio importante di cooperazione tra lo Stato membro e la Comunità e debbano essere incoraggiate al fine di conferire a queste sezioni competenze analoghe a quelle delle unità di polizia tributaria;
12.chiede alla Commissione di intraprendere iniziative per dotare la giustizia italiana e concretamente le autorità giudiziarie degli Abruzzi dell'assistenza tecnica necessaria alla tutela degli interessi della Comunità per quanto riguarda il rispetto delle sue priorità e delle sue norme, per esempio comparendo in veste di testimone o fornendo le informazioni necessarie; la Commissione non dovrà inoltre esitare, laddove risultasse strategicamente auspicabile, a costituirsi parte civile;
13.invita la Commissione ad appoggiare sul piano tecnico e finanziario l'opera di formazione e sensibilizzazione degli ambienti giuridici e giurisdizionali nazionali (nella fattispecie italiani), portata avanti dalle associazioni di giuristi per la protezione delle finanze comunitarie;
14.esige dalla Commissione l'elaborazione di un programma di lavoro riguardante la realizzazione di missioni d'inchiesta in tutti gli Stati membri che fruiscono dei Fondi strutturali, per consentire di svolgere un'analisi comparativa del tipo di quella effettuata dal Parlamento;
15.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e alle seguenti autorità italiane: Presidenti delle Camere e del Consiglio, Ministro delle finanze, Ministro del tesoro, Ministro degli affari comunitari, Presidente della Corte dei conti, Presidenti della Giunta regionale, del Consiglio regionale e della Commissione di controllo degli Abruzzi e Procura della Repubblica dell'Aquila.