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Parlamento Europeo - 17 dicembre 1993
P.I.M. (Articolo 52 del regolamento)

A3-0388/93

Risoluzione sulla quinta relazione d'attività della Commissione concernente i Programmi integrati mediterranei (PIM) - Esercizi 1991 e 1992

Il Parlamento europeo,

-vista la quinta relazione d'attività della Commissione sui Programmi integrati mediterranei (PIM) - Esercizi 1991 e 1992 (COM(93) 0485 - C3-0466/93),

-visto il regolamento (CEE) n. 2088/85 del Consiglio, del 23 luglio 1985, sui Programmi Integrati Mediterranei ,

-viste le proprie risoluzioni del 26 maggio 1989 sulla prima relazione d'attività (1986/87) , del 14 dicembre 1990 sulla seconda relazione d'attività (1988) , del 14 febbraio 1992 sulla terza relazione d'attività (1989) e del 22 gennaio 1993 sulla quarta relazione d'attività (1990) della Commissione sui Programmi Integrati Mediterranei,

-vista la relazione speciale della Corte dei Conti n. 4/90 sui Programmi integrati mediterranei (PIM) ,

-vista la relazione speciale della Corte dei conti n. 3/92 riguardante l'ambiente (e, specificamente, la presa in considerazione dell'impatto ambientale nell'azione dei Fondi strutturali) ,

-vista la relazione della commissione per la politica regionale, l'assetto territoriale e le relazioni con i poteri regionali e locali (A3-0388/93),

A.considerando che l'articolo 18 del regolamento (CEE) n. 2088/85 sui PIM prevedeva che a decorrere dal 1987 sarebbe stata redatta una relazione particolareggiata sull'esecuzione degli stessi, relazione vertente sugli aspetti finanziari di tale esecuzione e sulla valutazione economica e sociale dei risultati ottenuti,

B.rammentando che il regolamento è entrato in vigore il 1· agosto 1985 e scadrà il 31 dicembre 1993, data limite degli impegni di spese contestuali ai PIM,

C.rilevando l'intenzione della Commissione di esperire ai primi del 1994 una valutazione ex post di ciascuno Stato beneficiario, il che consentirà di vagliare oggettivamente le incidenze globali dei programmi e di apprezzare definitivamente il pregio dei PIM,

LA RELAZIONE

1.constata che la relazione sul 1991 e 1992 contiene per la prima volta la ripartizione definitiva dell'aiuto comunitario massimo di 4,1 miliardi di ECU ; rileva che la relazione ribadisce essenzialmente le tendenze già esposte nelle quattro precedenti relazioni per quanto attiene all'esecuzione finanziaria e di bilancio;

2.constata che in Francia e in Grecia, alla fine del 1992, i fondi comunitari erano stati impegnati pressoché integralmente e versati in ampia misura alle autorità regionali e che, nel contempo, in Italia quanto mai cospicue erano le somme da impegnare per la maggioranza dei programmi;

L'ESECUZIONE DI BILANCIO DEI PROGRAMMI

3.constata che al 31 dicembre 1992 erano stati impegnati 3,453 miliardi di ECU, pari all'84,0 % delle risorse comunitarie messe a disposizione dei PIM; constata con disappunto, tuttavia, che non si è pervenuti all'accelerazione degli impegni necessaria per assorbire gli stanziamenti supplementari della riserva destinati alla Francia e all'Italia;

4.si compiace di veder notevolmente migliorato il tasso di esecuzione degli impegni della linea 551 (Apporto aggiuntivo) e che al 31 dicembre 1992 risultano effettuati l'88,4 % degli impegni e il 75,2 % dei pagamenti; si rammarica tuttavia che non sia stato possibile raggiungere il tasso d'impegno del 100% previsto per l'ultimo anno dei programmi, constatando che ciò è riconducibile essenzialmente ai ritardi nell'esecuzione di 12 dei PIM italiani;

5.rileva che, a onta dei problemi d'esecuzione, la Commissione muove dal presupposto che sia possibile utilizzare la totalità degli stanziamenti PIM nei termini previsti dal regolamento effettuando impegni di stanziamenti durante il 1993;

I PRESTITI

6.deplora che, durante gli esercizi 1991 e 1992, alla stessa stregua degli esercizi precedenti, l'effettivo utilizzo dei prestiti BEI conglobati nei programmi PIM sia risultato modesto rispetto ai 2.500 MECU citati all'articolo 10, paragrafo 2, del regolamento n. 2088/85, quale stima dell'ammontare dei prestiti di cui potrebbero fruire i PIM durante il periodo di 7 anni; constata che nell'ultimo biennio risultavano sottoscritti solo 512 MECU in conto prestiti, cui si aggiungono i 550 MECU contratti fra il 1986 e il 1990;

7.rileva che la Commissione ribadisce che il pieno utilizzo dei 2,5 MECU di prestiti dipendeva dalla domanda da parte degli operatori, e richiama l'attenzione sul fatto che, nel corso degli anni 1991 e 1992, rispettivamente il 31 % e il 23 % dei finanziamenti effettuati dalla BEI nelle zone PIM corrispondevano agli obiettivi degli stessi, senza tuttavia essere inclusi nei programmi;

8.giudica insoddisfacenti dette spiegazioni; reputa che l'esplicita inclusione nel regolamento di una cifra relativa ai prestiti denoti l'intenzione dell'autorità legislativa di destinare detto importo a un prestito nell'ambito di quei PIM, che fanno parte, in sostanza, della dotazione complessiva di bilancio; deplora che dalla relazione in oggetto, come da quelle degli anni precedenti, non traspaia l'opportuna cooperazione fra la Commissione e la BEI, invocata dal Parlamento quale strumento d'incentivazione dell'assorbimento dei prestiti;

9.deplora segnatamente che taluni programmi siano stati definiti prioritariamente in vista dell'assorbimento di stanziamenti sotto forma di sovvenzioni, senza tener conto delle possibilità di prestito offerte dal regolamento; invita la Commissione e la BEI a cooperare strettamente in avvenire affinché possano essere utilizzate le possibilità di prestito della BEI;

10.raccomanda alla BEI, al fine di poter essere operativa nelle regioni interessate, di cercare sul posto gli adeguati corrispondenti, come è stato recentemente fatto in Bretagna (Francia) con la compagnia finanziaria del Crédit Mutuel de Bretagne;

11. propone, se la BEI dovesse in futuro mostrare una mancanza d'interesse ad assolvere ai suoi obblighi nel settore della coesione economica e sociale, che la Comunità cerchi con le banche regionali e locali coinvolte nello sviluppo regionale, e preferibilmente con quelle mutualistiche, soluzioni che permettano la promozione dei prestiti con maggiore impegno e dinamismo;

I CIRCUITI FINANZIARI E AMMINISTRATIVI

12.rileva, compiacendosene, che la Commissione ha potuto far tesoro dei risultati di uno studio sulle procedure finanziarie e amministrative nazionali; manifesta tuttavia la speranza che, grazie all'impegno della Commissione, gli aiuti comunitari non saranno in futuro assimilati alle risorse nazionali, come purtroppo succede tuttora in taluni Stati membri;

13.deplora la scarsità di informazioni sui circuiti amministrativi, cui sono indubbiamente da ascrivere talune carenze delle procedure finanziarie;

ATTUAZIONE DELLA COMPARTECIPAZIONE

14.rileva, compiacendosene, che nel 1991 risultavano operativi tutti i comitati di verifica, compresi quelli relativi ai programmi italiani, pur rammaricandosi per il ritardo con cui sono stati insediati; deplora la mancanza di relazioni di valutazione relative a un certo numero di regioni; si compiace per l'iniziativa promossa dalla Commissione di nominare e retribuire un consulente indipendente incaricato di esercitare le funzioni di valutatore per la Campania, ma rileva che non è stato ancora designato un consulente per il programma della Basilicata;

15.ritiene che non pochi sono i problemi connessi al funzionamento dei comitati di verifica che non sono esaminati nella relazione e non sembrano far parte degli argomenti trattati negli studi commissionati dall'Esecutivo; rileva che non è riconosciuto in tutti gli Stati membri beneficiari dei PIM il diritto dei deputati europei di partecipare ai lavori dei comitati e di ottenere tutte le informazioni necessarie atte a consentir loro di esercitare il controllo parlamentare;

16.chiede alla Commissione di adoprarsi affiché sia garantita una reale concertazione interna, al fine di non dare l'impressione che taluni rappresentanti che partecipano ai lavori dei comitati rischino in futuro di mettere a repentaglio i principi sottendenti alla riforma dei Fondi strutturali;

17.ricorda alla Commissione che se, nel rispetto del principio di partenariato, il suo ruolo si deve limitare, nella definizione dei programmi, a controllare l'idoneità delle azioni proposte, per contro essa ha la responsabilità di vigilare altresì all'attribuzione dei fondi comunitari di cui è contabile e responsabile dinanzi al Parlamento;

18.continua a essere preoccupato per l'esistenza di comitati di verifica paralleli in seno ai quali vengono prese le vere decisioni e ritiene che questa prassi pregiudichi l'espressione di un'autentica trasparenza peraltro pretesa dal Parlamento europeo;

PROVVEDIMENTI ADOTTATI DALLA COMMISSIONE PER QUANTO RIGUARDA L'ITALIA

19.deplora che la Commissione sia stata costretta a ridurre gli stanziamenti assegnati alla Campania, pur riconoscendo l'inevitabilità di un siffatto provvedimento visti i ritardi nell'esecuzione; rileva che è la prima volta che la Comunità riduce stanziamenti concessi a un programma operativo per insoddisfacente svolgimento dello stesso e si augura che, stante il precedente, non si ricorra più in futuro a siffatta procedura;

20.rileva che la relazione denota ancora una volta lo scarto, per quanto riguarda l'attuazione dei programmi, fra le regioni del Mezzogiorno e quelle del Centro-Nord, dove sono stati registrati progressi più notevoli;

AZIONI FUTURE

21.rileva che la Commissione ha in animo di avviare una valutazione ex post che dovrebbe essere operativa in ciascuno Stato agli inizi del 1994 e consentirà di valutare oggettivamente le incidenze globali dei programmi e di apprezzare definitivamente il pregio dei PIM;

22.reputa che quest'ultima relazione dovrebbe spingersi oltre la mera esecuzione di bilancio, per sottoporre a un esame approfondito

-le incidenze concrete degli interventi PIM nelle regioni beneficiarie e il modo in cui sono stati utilizzati gli stanziamenti comunitari;

-i problemi ambientali denotati e le soluzioni apportatevi;

-le incidenze dei vari sistemi di governo, con specifico riferimento alla struttura dell'amministrazione regionale e locale, sull'esecuzione dei programmi operativi;

-la sinergia dei PIM con le altre politiche comunitarie;

-la cooperazione con la BEI;

-il funzionamento dei comitati di verifica;

23.chiede alla Commissione di precisare i criteri che intende utilizzare per la valutazione ex post per rispondere alle esigenze del Parlamento sopra illustrate;

24.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri nonché alle autorità delle regioni interessate dai PIM.

 
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