A3-0380/93
Risoluzione sull'educazione sanitaria
Il Parlamento europeo,
-vista la risoluzione del 23 novembre 1988 del Consiglio e dei ministri dell'istruzione riuniti in seno al Consiglio sull'educazione sanitaria nella scuola ,
-viste le conclusioni adottate il 13 novembre 1992 dal Consiglio e dai ministri della sanità riuniti in seno al Consiglio in materia di educazione sanitaria ,
-viste le conclusioni adottate il 27 novembre 1992 dal Consiglio e dai ministri dell'istruzione riuniti in seno al Consiglio sull'educazione sanitaria nella scuola ,
-vista la comunicazione dell'11 maggio 1992 della Commissione al Consiglio sull'attuazione della risoluzione del 23 novembre 1988 sull'educazione sanitaria nella scuola (SEC(92)0476),
-visto l'articolo 148 del proprio regolamento,
-visti la relazione della commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione e i mezzi di informazione e il parere della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori
(A3-0380/93),
A.considerando che gli articoli 126, 127 e 129 del trattato CE forniscono alla Comunità la base giuridica necessaria allo sviluppo di una politica europea di educazione sanitaria,
B.considerando che le azioni attuate e sviluppate dalla Commissione a partire dal novembre 1988 costituiscono delle eccellenti basi di partenza per un futuro sviluppo dell'educazione sanitaria in Europa,
C.considerando che programmi quali "l'Europa contro il cancro" e "l'Europa contro l'AIDS" hanno dal canto loro sviluppato azioni specifiche di educazione sanitaria,
D.considerando che l'educazione sanitaria non consiste solamente nella semplice acquisizione di cognizioni o in raccomandazioni sulla salute pubblica, ma implica in primo luogo l'apprendimento di un tipo di vita sano,
E.considerando che in particolare la mancanza di movimento a scuola e nel tempo libero può arrecare danni alla salute e che si rendono necessarie informazioni e misure specifiche al riguardo,
F.considerando che l'educazione sanitaria va affrontata in maniera globale e multidisciplinare, e che per essere efficace non può limitarsi all'ambiente scolastico ma deve essere sviluppata in stretta collaborazione con le famiglie e la collettività in generale,
1.ricorda che obiettivo dell'istruzione è quello di fare del bambino un adulto autonomo, capace di compiere egli stesso delle scelte con piena cognizione di causa;
2.chiede alla Commissione di proseguire e sviluppare le azioni già intraprese
-facilitando e rafforzando gli scambi di esperienze e di materiale pedagogico attraverso la Comunità nel rispetto della coerenza con gli altri programmi a livello europeo volti a promuovere l'istruzione;
-promuovendo in tutta la Comunità l'elaborazione di progetti pilota che affrontino l'educazione sanitaria in maniera globale, associandovi non solamente le scuole, ma anche le famiglie, gli enti locali, i club sportivi, i servizi di volontariato ...;
-svolgendo tali azioni integrandole nel contesto della Rete europea delle scuole per la promozione sanitaria;
3.chiede agli Stati membri di proseguire e sviluppare le azioni già intraprese
-avviando e stimolando la formazione iniziale e continua degli insegnanti in materia di educazione sanitaria e soprattutto una metodologia dell'educazione sanitaria che consenta la partecipazione attiva del bambino/adolescente;
-collaborando all'elaborazione di programmi di educazione sanitaria che siano adatti a ogni livello di sviluppo del bambino/adolescente in stretta collaborazione con gli insegnanti e gli ambienti sanitari;
4.si compiace per la stretta collaborazione che esiste in materia tra la Comunità, il Consiglio d'Europa e l'OMS e auspica che essa sia proseguita;
5.ritiene che per essere efficace una politica di educazione sanitaria può essere elaborata e attuata sia a livello comunitario che negli Stati membri soltanto sulla scorta di una stretta collaborazione tra i servizi responsabili dell'istruzione e quelli responsabili della sanità;
6.ritiene pertanto che il caposaldo di una politica di educazione sanitaria debba essere l'ambiente educativo, in quanto questa resta prima di tutto un'azione formativa;
7.ritiene che l'educazione sanitaria dovrebbe comportare sin dalla più giovane età, e per tutto il corso degli studi primari, secondari e superiori, l'insegnamento
-dello sviluppo dell'essere umano, dal suo concepimento alla morte;
-della conoscenza dei principali meccanismi fisiologici dell'essere umano;
-dello studio delle malattie contagiose ed ereditarie e del modo di prevenirle;
-dello sviluppo armonioso del corpo grazie ad attività sportive regolari e obbligatorie;
-del rispetto del funzionamento del cervello e del corpo grazie alla conoscenza dei danni provocati dall'assunzione di stupefacenti e di sostanze tossiche;
-dell'importanza delle relazioni sociali per un buon sviluppo psichico;
-dello sviluppo della responsabilità del bambino nei confronti di se stesso e degli altri;
8.auspica che a livello comunitario sia attuato un certo coordinamento tra i diversi servizi della Commissione responsabili sia dell'educazione sanitaria che di programmi specifici volti a sviluppare azioni di educazione sanitaria al fine di garantire una loro migliore efficacia;
9.sottolinea che per rendere disponibili le risorse finanziarie, umane e i materiali sufficienti per lo sviluppo di una politica comunitaria di educazione sanitaria sarebbe necessario istituire una linea di bilancio specifica;
10.chiede alla Commissione di avviare una riflessione e uno studio sull'adeguamento degli strumenti giuridici esistenti e della loro tipologia ai fini dello sviluppo del settore dell'istruzione in generale, così da poter formulare proposte per la revisione dei trattati nel 1996;
11.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e ai governi degli Stati membri.