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Parlamento Europeo - 17 dicembre 1993
Educazione all'ambiente

A3-0379/93

Risoluzione sull'educazione all'ambiente

Il Parlamento europeo,

-vista la proposta di risoluzione presentata dall'on. Arbeloa Muru sui programmi di educazione ambientale (B3-1565/92),

-vista la risoluzione del Consiglio e dei ministri dell'istruzione riuniti in sede di Consiglio sull'istruzione in materia ambientale del 24 maggio 1988 ,

-viste le conclusioni del Consiglio e dei ministri dell'istruzione riuniti in sede di Consiglio del 1· giugno 1992 sullo sviluppo dell'istruzione in materia ambientale ,

-vista la risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio del 1· febbraio 1993 riguardante un programma comunitario di politica e azione a favore dell'ambiente e di uno sviluppo sostenibile ,

-visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 6 maggio 1992 sull'educazione all'ambiente (SEC(92)0934),

-vista la propria risoluzione del 18 aprile 1991 sulla natura degli atti comunitari ,

-visto l'articolo 148 del proprio regolamento,

-visti la relazione della commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione e i mezzi di informazione e il parere della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori (A3-0379/93),

A.considerando che l'85 % degli europei ritiene che la protezione dell'ambiente e la lotta contro l'inquinamento costituiscano un problema immediato e urgente ,

B.considerando che la direttiva 90/313/CEE sulla libertà di accesso all'informazione in materia di ambiente e gli articoli 126 e 127 del trattato CE possono servire da base al fine di creare una reale politica comunitaria in materia di educazione all'ambiente,

C.rallegrandosi per il crescente numero di associazioni e organizzazioni operanti in questo settore e per l'interesse manifestato da insegnanti, animatori, educatori e dai giovani in merito a questa problematica,

D.richiamandosi agli impegni presi dai paesi europei alla Conferenza di Rio, che hanno dedicato un capitolo della "Agenda 21" all'istruzione, formazione e sensibilizzazione del pubblico,

E.considerando che l'"ecociviltà" deve ormai costituire parte integrante dell'educazione alla cittadinanza e, più in particolare, alla cittadinanza europea e che le organizzazioni sociali costituiscono il mezzo migliore per promuoverla,

F.considerando che gli Stati membri e la Commissione dovrebbero promuovere l'integrazione dell'educazione ambientale con attività concrete di tutela dell'ambiente che implichino un mutamento dei comportamenti negli interessati, anche su scala ridotta; che tale impostazione educativa risulta assai efficace, in quanto induce una presa di coscienza delle possibilità di partecipare alla realizzazione di un'economia ecologicamente sostenibile,

G.considerando che la Comunità europea può contribuire ad attuare negli Stati membri i principi di una reale educazione all'ambiente, promuovendo la cooperazione tra gli Stati membri e i loro organi competenti e sostenendone e integrandone l'attività,

H.constatando che la definizione di educazione all'ambiente varia da uno Stato membro all'altro e che è importante che la Comunità concentri la sua azione in questo campo su attività svolte in ambito scolastico o universitario,

I.constatando che l'azione finora condotta in tale settore dalla Commissione delle Comunità è ancora alla fase preparatoria e che manca ancora un'autentica politica europea di educazione ambientale,

1.invita gli Stati membri e la Commissione a definire congiuntamente, sulla base di un idoneo strumento giuridico, quale, per esempio, un programma d'azione pluriennale e/o una raccomandazione, i principi di una reale politica europea di educazione all'ambiente, nel rispetto degli articoli del Trattato CE concernenti l'istruzione e la formazione professionale, e in tale contesto invita in particolare gli Stati membri di

-integrare la dimensione ambientale in tutti gli aspetti dell'insegnamento e a tutti i livelli,

-concentrare gli sforzi sui programmi di formazione destinati agli insegnanti,

-definire un contenuto minimo comune per i programmi scolastici,

-promuovere l'educazione permanente degli adulti in materia di ambiente,

-promuovere lo sviluppo di centri di ricerca e di formazione interdisciplinare nel campo dell'educazione ambientale;

2.invita la Commissione a

-organizzare tavole rotonde europee di consultazione e di coordinamento sull'educazione ambientale,

-promuovere la creazione di un certo numero di reti di educazione ambientale tra i rappresentanti degli insegnanti e le varie istituzioni esistenti, in funzione dei vari settori educativi, e sostenere le reti già esistenti in tale settore,

3.insiste affinché le autorità regionali e locali siano direttamente associate all'elaborazione e all'attuazione di tale iniziativa quadro mediante il Comitato delle regioni previsto dal Trattato sull'Unione europea;

4.sottolinea il ruolo fondamentale delle scuole e dei loro insegnanti nell'elaborazione e attuazione di tale politica e insiste sulla partecipazione attiva degli organismi professionali e associativi;

5.sottolinea l'importanza della messa a disposizione delle risorse umane, materiali e finanziarie sufficienti per generalizzare l'attuazione negli Stati membri del principio dell'educazione all'ambiente;

6.propone che tali risorse siano gestite congiuntamente dalle direzioni generali responsabili per l'ambiente e l'istruzione;

7.chiede che la Commissione contribuisca direttamente al finanziamento e all'attuazione di una rete comunitaria di informazione e di scambio sull'educazione all'ambiente costituita dalle reti nazionali, regionali e locali esistenti e che riunisca i diversi operatori attivi in tal campo;

8.auspica che in tutte le scuole della Comunità sia dedicata all'ambiente una settimana all'anno, durante la quale si svolgano attività e lavori a carattere concreto nei quali i giovani possano definire essi stessi cosa intendono realizzare;

9.auspica che questo tipo di attività di sensibilizzazione sia realizzata, secondo modalità da definire, anche dai comitati d'impresa sui luoghi di lavoro;

10.invita la Commissione a lanciare una riflessione e uno studio sull'adeguamento degli strumenti giuridici esistenti e della loro tipologia ai fini dello sviluppo del settore dell'istruzione in generale, così da poter formulare proposte per la revisione dei trattati nel 1996;

11.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e ai governi degli Stati membri.

 
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