A3-001/94
Risoluzione sulla verifica da parte della Comunità europea dell'attuazione del piano d'azione "Agenda 21" adottato dalla Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo (UNCED)
Il Parlamento europeo,
-vista la proposta di risoluzione presentata dall'on. Collins e altri sull'attuazione del piano ambientale "Agenda 21" adottato alla Conferenza UNCED del 1992 (B3-0474/93),
-viste le dichiarazioni del Consiglio europeo di Dublino del 25 e 26 giugno 1990 sugli imperativi in materia di ambiente ,
-vista la sua risoluzione del 13 febbraio 1992 sulla partecipazione della Comunità europea alla Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo (UNCED) ,
- visto il piano in otto punti elaborato nella riunione del Consiglio europeo svoltosi il 26 e 27 giugno 1992 a Lisbona,
-viste le conclusioni del Consiglio preparatorio della Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo (UNCED) di Rio de Janeiro,
-viste le conclusioni di detta Conferenza nonché gli accordi stipulati, in particolare il piano d'azione denominato "Agenda 21",
-vista la risoluzione A/47/191 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sulle conseguenze a livello istituzionale della Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo (UNCED),
-viste le risoluzioni E/1993/14 e E/1993/215 del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite concernenti rispettivamente l'istituzione della commissione ONU per lo sviluppo sostenibile e le norme di procedura di tale commissione,
-vista la relazione della prima riunione su temi di merito della commissione ONU per lo sviluppo sostenibile, documento E/1993/25/All.1 del 30 giugno 1993,
-vista la sua risoluzione del 17 novembre 1992 sul Quinto programma comunitario di politica e di azione per l'ambiente e lo sviluppo sostenibile ,
-visto il Trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 130U, paragrafo 3,
-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,
-visti la relazione della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori e il parere della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale (A3-0001/94),
A.considerando che urge concretare e intensificare la cooperazione internazionale nel campo della tutela dell'ambiente al fine di raggiungere soluzioni globali, e che l'Unione europea e i suoi Stati membri hanno l'obbligo morale di dare l'esempio e di creare meccanismi di verifica adeguati per attuare gli obiettivi dell'"Agenda 21",
B.considerando che, essendo la lotta contro la povertà un obiettivo fondamentale dell'"Agenda 21", l'Unione europea e gli Stati membri devono ottemperare all'impegno assunto nell'ambito delle Nazioni Unite di pervenire, prima dell'anno 2000, a stanziare lo 0,7% dei rispettivi PIL per gli aiuti ufficiali allo sviluppo, e compiacendosi della decisione di ribadire detto impegno adottata nella prima riunione della commissione ONU per lo sviluppo sostenibile, tenutasi a New York dal 14 al 25 giugno 1993,
C.considerando che è necessario elaborare un codice internazionale di condotta in materia di trasferimenti di tecnologie, che sancisca la preminenza del diritto dei PVS allo sviluppo sostenibile e alla conservazione delle proprie risorse naturali rispetto ai diritti inerenti ai brevetti, negli interessi del dialogo Nord-Sud,
D.considerando che il concetto di sviluppo sostenibile deve comportare la sensibilizzazione della popolazione, dei settori economici e degli Stati membri in ordine alla necesità di modificare le abitudini produttive e consumistiche, se si vogliono impedire il continuo e permanente degrado delle risorse naturali e la pressione unilaterale esercitata dai paesi del Nord sullo spazio ambientale utilizzato, il che costituisce un altro degli obiettivi fondamentali dell'"Agenda 21", e che d'altra parte l'Unione europea deve contribuire allo sviluppo e all'approfondimento della Dichiarazione dei principi adottati nella riunione dell'UNCED di Rio de Janeiro,
E.considerando che i cittadini e le loro organizzazioni devono contribuire alla pianificazione e all'attuazione delle politiche e dei progetti che incidono direttamente sulla qualità della loro vita e del loro ambiente e che pertanto il diritto alla partecipazione della popolazione e la responsabilità democratica rappresentano principi essenziali; compiacendosi degli accordi raggiunti in tal senso nell'ambito della riunione soprammenzionata della commissione ONU per lo sviluppo sostenibile e auspicando che detto diritto venga altresì riconosciuto dai comitati nazionali degli Stati membri,
F.considerando che la commissione per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite rappresenta, sul piano mondiale, l'organo più idoneo a verificare l'attuazione dell'"Agenda 21",
1.chiede alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri di compiere maggiori sforzi per l'attuazione degli impegni di bilancio presi a Rio;
2.deplora la mancanza nel progetto di bilancio dell'Unione europea per il 1994 di mezzi finanziari aggiuntivi destinati all'attuazione dell'Agenda 21;
3.chiede alla Commissione e agli Stati membri che la dotazione di 3 miliardi di ECU prevista a Rio de Janeiro venga integrata da risorse nuove e aggiuntive per l'attuazione dell'"Agenda 21";
4.sollecita la Commissione e gli Stati membri a fornire un consistente sostegno all'attuazione rapida e concreta del capitolo 33 dell'"Agenda 21";
5.li sollecita inoltre a fornire un sostegno tecnico e finanziario a paesi quali, in particolare, i paesi in via di sviluppo e i paesi dell'Europa centrale e orientale, per l'elaborazione di relazioni nazionali destinate alla commissione ONU per lo sviluppo sostenibile;
6.chiede alla Commissione di introdurre un capitolo concernente la protezione delle risorse naturali in tutti gli accordi internazionali di carattere commerciale, in particolare in quelli del GATT, e di completare sollecitamente l'elaborazione del Libro verde sul commercio e sull'ambiente deciso dal Consiglio;
7.sollecita gli Stati membri affinché, ai sensi della Risoluzione 47/191, siano elaborati, prima del 1994, di concerto e in coordinamento con altri partner dell'Unione europea nonché con la partecipazione attiva della società civile, piani nazionali per lo sviluppo sostenibile che prevedano meccanismi adeguati ai fini della messa a punto di indicatori di sviluppo sostenibile tali da consentire l'elaborazione di relazioni di verifica sull'attuazione dell'"Agenda 21" destinate alla commissione ONU per lo sviluppo sostenibile, per le deliberazioni della quale chiede un carattere pubblico; a tale scopo occorrerà istituire urgentemente in tutti gli Stati membri dell'Unione europea commissioni nazionali per l'attuazione e la verifica delle decisioni adottate nell'ambito della Conferenza di Rio,
8.chiede alla Commissione e agli Stati membri di collaborare attivamente ai lavori della commissione ONU per lo sviluppo sostenibile, garantendo la massima partecipazione della società civile per mezzo delle ONG e di altre istituzioni, nell'ottica di una migliore attuazione delle decisioni adottate al Vertice mondiale;
9.sollecita la Commissione e gli Stati membri a depositare presso la commissione ONU per lo sviluppo sostenibile le relazioni sull'attuazione dell'"Agenda 21" nell'Unione europea e nei singoli Stati membri per tempo, al più tardi sei mesi prima dell'inizio delle riunioni di detta commissione;
10.sollecita la Commissione e gli Stati membri a tener conto dell'ordine del giorno della commissione ONU per lo sviluppo sostenibile in sede di elaborazione delle relazioni e a rispettare gli orientamenti della segreteria della commissione in parola che figurano al paragrafo 26 della relazione della commissione stessa (documento E/1993/25/All.1), a designare un coordinatore al fine di agevolare e rendere più scorrevole la preparazione delle relazioni destinate alla commissione ONU per lo sviluppo sostenibile e a partecipare attivamente agli incontri periodici dei gruppi di lavoro della commisisone ONU per lo sviluppo sostenibile per preparare le sessioni annuali della stessa;
11.esorta la Commissione e gli Stati membri a promuovere programmi di ricerca, formazione e valutazione, al fine di potenziare, promuovere, facilitare e finanziare l'accesso alle tecnologie ambientali e il trasferimento delle stesse, in linea con le conclusioni della commissione ONU per lo sviluppo sostenibile, e rafforzare la propria capacità scientifica e tecnologica in vista dell'elaborazione di politiche di sviluppo sostenibile;
12.chiede alla Commissione e agli Stati membri di reimpostare la propria politica di cooperazione allo sviluppo in modo da agevolare l'acquisizione di licenze e brevetti concernenti tecnologie più pulite ed efficaci, da cedere successivamente ai PVS a condizioni favorevoli;
13.incoraggia in particolare la preparazione a tutti i livelli di programmi speciali di formazione e insegnamento in materia di concezione, utilizzazione e conservazione di tecnologie pulite nei paesi dell'Est e del Sud;
14.invita la Commissione a definire i meccanismi necessari a garantire un adeguato accesso all'informazione e un'effettiva partecipazione - per quanto riguarda l'elaborazione di norme, strumenti e politiche in materia ambientale -per tutti gli operatori politici e i raggruppamenti sociali più importanti nell'ambito del consesso civile, tra cui le ONG, e i cittadini in generale e a tal fine a contribuire a definire l'attuazione pratica del Foro consultivo previsto dal Quinto programma di azione ambientale della Comunità;
15.invita i governi degli Stati membri ad accelerare l'applicazione del capitolo XXXVI per promuovere l'istruzione e la formazione delle risorse umane in tutti i campi connessi con la protezione dell'ambiente e lo sviluppo, quale condizione indispensabile al fine dell'attuazione dell'"Agenda 21";
16.chiede alla Commissione e al Consiglio che il concetto di sviluppo sostenibile contenuto nella nuova regolamentazione dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione, sia considerato obiettivo prioritario ed esplicito nell'utilizzazione degli stessi;
17.invita il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri a promuovere il diritto dei cittadini e dei popoli allo sviluppo sostenibile; sollecita a tale scopo la creazione immediata dei comitati nazionali per lo sviluppo sostenibile e chiede che gli Stati membri ratifichino quanto prima gli accordi da essi sottoscritti nell'ambito dell'UNCED, in particolare le Convenzioni sul cambiamento climatico e sulla diversità biologica;
18.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri, nonché ai comitati nazionali e alla commissione ONU per lo sviluppo sostenibile.