A3-0004/94
Risoluzione sulla situazione dell'industria elettronica europea
Il Parlamento europeo,
-vista la proposta di risoluzione presentata dall'on. De Donnea sul "rilancio dell'industria elettronica e informatica europea" (B3-0492/89),
-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,
-vista la comunicazione della Commissione: "l'industria europea dell'elettronica e dell'informatica: situazione, posta in gioco e proposte di azione" (SEC(91)0565),
-vista la comunicazione della Commissione: "l'industria europea delle apparecchiature di telecomunicazione: situazione, posta in gioco e proposte di azione" (SEC(92)1049) (C3-0353/92),
-visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale e il parere della commissione per l'energia, la ricerca e la tecnologia (A3-0004/94),
A.considerando che si potrebbe prevedere che entro il 2000 la quota del settore elettronico rispetto al PIL passi dall'attuale 5% al 10%,
B.considerando che il settore elettronico oltre che essere uno dei più dinamici dell'intero apparato economico riveste non poca rilevanza per tutti gli altri settori e per qualsiasi famiglia,
C.considerando che l'industria europea, pur vantando una solida posizione in determinati sottosettori quali telecomunicazioni, cinescopi e software denota una debolezza, con un disavanzo della bilancia commerciale che sfiora i 30 miliardi di ECU, nei sottosettori dell'elettronica di consumo, dei componenti e degli elaboratori,
D.considerando che l'industria europea lamenta, nei settori deboli suindicati, risultati così scadenti da far escludere il sorpasso dei concorrenti non europei facendo ricorso alle proprie forze e persino metterne in forse la sopravvivenza e l'indipendenza,
E.considerando che la tecnologia degli elaboratori, dei sistemi di telecomunicazione e dell'elettronica di consumo denota sviluppi vieppiù convergenti e che a causa dell'abbreviamento del ciclo di vita dei prodotti risulta sempre più problematico, per i vari settori, l'accesso tempestivo, a prezzi competitivi a componenti che riflettano lo stato delle tecnica,
F.considerando la minaccia che incombe sull'Europa di perdere il controllo su rilevanti sottosettori dell'industria elettronica e di dipendere per il completamento in tale settore da produttori non europei,
G.considerando che il mercato europeo dell'elettronica risulta di gran lunga più aperto di quello degli Stati Uniti, del Giappone e dei paesi neoindustrializzati, per una varietà di motivi, e che la scarsa quota coperta dall'industria elettronica europea sui mercati dei principali concorrenti si riflette negativamente sull'accesso alle tecnologie da parte delle imprese europee,
H.considerando che compito primario dell'industria elettronica in quanto tale è di creare la necessaria competitività sui mercati mondiali, mentre agli Stati membri dell'Unione europea e alla stessa Unione spetta unicamente una funzione di supporto che consiste sostanzialmente nel creare un quadro idoneo per la ricerca, lo sviluppo e la commercializzazione di nuovi prodotti,
I.considerando che il carattere europeo di un'azienda elettronica deve essere identificato sulla base del suo contributo reale agli obiettivi della Comunità in materia di crescita, di ricerca, di competitività e di occupazione,
J.considerando che importanti settori del mercato europeo dell'elettronica rimangono segmentati,
1.ritiene che sul mercato mondiale non sussistano ancora condizioni di equa concorrenza per i prodotti elettronici;
2.reputa auspicabile un ruolo attivo delle autorità comunitarie (Commissione e Consiglio), stanti gli impari rapporti di concorrenza del settore elettronico mondiale, affinché l'Europa non perda il controllo sull'accesso ai sottosettori dell'elettronica e diventi tributaria di terzi in questa attività dinamica quanto strategica;
3.invita pertanto la Commissione ad attivare tutti gli strumenti nel quadro della politica di concorrenza e della politica economica esterna per garantire all'industria elettronica europea eque opportunità nella competizione mondiale;
4.invita la Commissione ad avvalersi, con la massima urgenza, per il settore elettronico delle nuove competenze comunitarie in materia di politica industriale; ritiene al riguardo che, con specifico riferimento ai vari sottosettori, occorra
a)chiedere alla Commissione di dare il proprio apporto per favorire le iniziative di ristrutturazione e razionalizzazione che dovessero scaturire dal settore privato, con l'obiettivo di un migliore adattamento al mercato mondiale,
b)utilizzare, per quanto possibile, i fondi strutturali, il fondo di coesione, il fondo di investimento e il fondo di garanzia della Comunità per facilitare tali operazioni di ristrutturazione,
c)riconoscere l'importanza politica che riveste per la Comunità il mantenimento del controllo sullo sviluppo e la realizzazione delle reti transeuropee per gli scambi di dati, in modo da garantirne l'interoperatività,
d)favorire a tal fine la cooperazione in materia di ricerca-sviluppo su innovazioni competitive e precompetitive, concependo i progetti sovvenzionati con mezzi comunitari in modo tale che lo sviluppo e la trasformazione in prodotti sia garantita già dalle parti interessate; ciò presuppone che siano sviluppate nel contempo complesse tecnologie di produzione nonché prodotti a livello orizzontale (per esempio la chimica pulita); nel settore aziendale occorre per ricercare, sia a livello comunitario che a livello nazionale, un contenimento dei costi di capitale per la ricerca e l'innovazione mediante la messa a disposizioni da parte della BEI di crediti agevolati per la ricerca e la dimostrazione di tecnologie innovative e l'adozione, d'altro lato, da parte degli Stati membri di normative fiscali a favore della ricerca, dello sviluppo e della dimostrazione di nuove tecnologie,
e)avviare una cooperazione fra gli Stati membri per lanciare grandi progetti per l'integrazione di infrastrutture, modificando la normativa relativa agli appalti pubblici in modo tale da favorire procedimenti e prodotti innovativi qualora in tal modo possa raggiungersi un vantaggio macroeconomico e sociale,
f)chiedere alla Commissione di presentare una comunicazione sulla politica di concorrenza in un contesto globale, essendo inteso che saranno autorizzate le concentrazioni e la cooperazione ogniqualvolta risulti necessario ai fini sia di una concorrenza globale sia della sopravvivenza dell'industria europea quale concorrente globale,
g)adattare le "local content-rules" (regole di origine) onde incitare le imprese non europee a dedicarsi anche in Europa alla R & S per componenti strategici,
h)inserire sistematicamente una "regola di reciprocità" nelle normative comunitarie di rilievo per consentire di imporre una concorrenza leale sui mercati dei principali concorrenti e al tempo stesso di rimediare all'attuale debolezza delle quote europee di accesso preferenziale agli appalti pubblici,
i)avviare negoziati con i partner commerciali interessati per dar vita a un'equa concorrenza mediante
I.l'incremento della stabilità monetaria mondiale e introduzione di tassi di cambio realistici, specie con il dollaro statunitense e talune valute del sud-est asiatico,
II.il rispetto delle norme in materia di lavoro emanate dall'OIL,
III.il rispetto delle norme ambientali riconosciute a livello internazionale,
IV.una maggiore convergenza delle regole internazionali di concorrenza,
j)un parere del Consiglio e del Parlamento europeo - da emettere entro il 1· gennaio 1995 dopo un'analisi da parte della Commissione degli effetti prodotti dalle soluzioni adottate in sede GATT nonché dell'applicabilità dei punti enunciati al precedente paragrafo 4 i) - sulla necessità di partecipazione dell'Unione europea ad accordi analoghi a quello fra Stati Uniti e Giappone in materia di semiconduttori o sull'esigenza di negoziare nel settore elettronico un accordo simile a quello concluso con il Giappone in campo automobilistico,
k)un parere del Consiglio e del Parlamento europeo - da emettere entro il 1· gennaio 1995 dopo un controllo da parte della Commissione del rispetto delle soluzioni adottate in sede GATT - sulla necessità di un maggiore ricorso al NIPC o di ogni altra idonea misura;
5.chiede che vengano rafforzati e accelerati gli sforzi di ricerca tecnologica intrapresi dai Programmi quadro europei in materia di ricerca e sviluppo e dall'iniziativa EUREKA;
6.sottolinea inoltre la necessità di una ulteriore armonizzazione delle norme tecniche e rileva a tale riguardo la riuscita introduzione della norma GSM per i servizi mobili di telecomunicazioni;
7.sottolinea infine ancora una volta la responsabilità delle stesse imprese e del loro personale nel mantenimento e recupero della capacità di concorrenza; sostiene pertanto la necessità di invertire la tendenza che fa registrare in quasi tutti gli Stati membri dell'Unione europea aumenti dei costi salariali e sociali superiori agli incrementi di produttività;
8.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.